venerdì 11 maggio 2018

Bandiere Blu 2018, premiate 368 spiagge italiane: Sicilia scende a 6

Sono 368 le spiagge più belle d'Italia, 26 in più rispetto allo scorso anno con la Liguria che, anche quest'anno, si riconferma al top. Sono le Bandiere Blu 2018 assegnate dalla Foundation for Environmental Education (Fee) a 175 comuni italiani e
70 approdi turistici, che corrispondono circa al 10% delle spiagge premiate a livello mondiale. L'anno scorso le spiagge italiane premiate in base ai 32 criteri di sostenibilità (dalla qualità delle acqua alla raccolta differenziata) sono state 342 e da 163 si è passati a 175 Comuni, 12 in più rispetto al 2017. A guidare la classifica anche quest'anno troviamo la Liguria con 27 località, seguono: Toscana con 19 località, Campania che raggiunge 18 bandiere con tre nuovi ingressi e con 16 località le Marche che perdono una bandiera. La Puglia conquista tre nuove località e raggiunge 14 bandiere e la Sardegna è presente con 13 località con due nuovi ingressi. 

Come riporta l'AdnKronos, l'Abruzzo va a quota 9 con l'ingresso di un lago ed anche la Calabria a 9 con due nuovi ingressi. Il Veneto conferma le 8 Bandiere ed anche il Lazio 8, con un comune uscito ed una nuova entrata rappresentata da un lago; l'Emilia Romagna aggiunge una Bandiera andando a 7 e la Sicilia ne perde una andando a 6. La Basilicata va a 4 con due nuovi ingressi ed il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 bandiere dell'anno precedente. Il Molise scende a 1 bandiera, una in meno dell'anno scorso. Nell'edizione 2018 (qui la mappa interattiva) vengono incrementate le Bandiere sui laghi, con 16 località. Oltre agli ingressi di un comune nel Lazio ed uno in Abruzzo, conquista una bandiera il Piemonte andando a quota 3, rimangono invariati il Trentino Alto Adige con 10 e la Lombardia con 1 come lo scorso anno.

Per quanto riguarda la Sicilia le località premiate si trovano in sei comuni:  tre in provincia di Messina, due in quella di Ragusa e una a Menfi nell'agrigentino. Le bandiere blu sono state confermate per Santa Teresa di Riva al lungomare, per Tusa nella spiaggia Lampare e spiaggia Marina, per Lipari ad Acquacalda, Canneto, per Vulcano nelle Acque Termali ed a Gelso, per Stromboli a Ficogrande; per Ispica a Santa Maria del Focallo, Ciriga I tratto, Ciriga II tratto, Ciriga III tratto, per Ragusa a Marina di Ragusa, per Menfi a Porto Palo Cipollazzo, e Lido Fiori Bertolin. Nessun approdo turistico siciliano è stato premiato dalla Foundation for Environmental Education (Fee). Guardando alle Bandiere Blu 2018 assegnate alla Sicilia salta agli occhi l'esclusione di Pozzallo.

Il comune, infatti, non ha raggiunto il 30% di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. "Anche per il 2018, annunciamo con soddisfazione, un aumento di Comuni Bandiera Blu, ben 175" afferma Claudio Mazza presidente della Fee Italia, sottolineando che "il turismo non può che essere sostenibile, in modo da garantire un equilibrio tra fruizione e tutela del patrimonio ambientale. Bandiera Blu, guida passo dopo passo i comuni costieri, a scegliere strategie di gestione sostenibile del proprio territorio, attraverso un percorso che giovi all'ambiente ed alla qualità della vita". Anche quest'anno, afferma Stefano Laporta, presidente dell'Ispra, "è stato rilevato un incremento nel numero di assegnazioni, un dato indicativo dell'impegno di molti Comuni e dell'importanza delle tematiche ambientali nel turismo". 

"Gli esperti Ispra - conclude - hanno operato sia nella fase di individuazione dei requisiti da valutare che nei lavori della giuria, ogni anno infatti i requisiti per ottenere la Bandiera Blu vengono rivisti con l'obiettivo di stimolare i Comuni ad impegnarsi nell'ottica del miglioramento continuo". La valutazione della Giuria nazionale ha avuto il contributo, fra gli altri, dei ministeri dell'Ambiente, dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle Politiche Agricole, del Coordinamento degli Assessorati Regionali al Turismo, del Comando Generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, dell'Ispra, dell'Università della Tuscia, del Consiglio Nazionale dei Chimici, dell'Anci, nonché dei sindacati Balneari.  I criteri del programma sono 32 e vengono aggiornati periodicamente, in modo da stimolare le amministrazioni locali a fare sempre meglio. 

"Registriamo con soddisfazione, anche per quest’anno, la crescita delle bandiere blu assegnate alle nostre spiagge per il 2018", afferma Vincenzo Lardinelli, presidente Fiba Confesercenti. "È un dato certamente positivo che conferma l'impegno della nostre imprese, sempre in prima linea in difesa della qualità delle coste italiane e della gestione sostenibile dei territori, attraverso un'offerta di eccellenza, a livello internazionale, dei servizi turistici in località di mare. Un sistema turistico balneare con una storia antica, che rappresenta la principale attrattiva del nostro turismo. Per questo, il nostro auspicio è la formazione, il prima possibile, di un Governo in grado di fornire certezze legislative al fine di dare sicurezza di lavoro e di sviluppo a questo settore". Sono state premiate quelle località le cui acque di balneazione sono risultate eccellenti.

Non solo qualità del mare ma anche gestione del territorio, impianti di depurazione, gestione dei rifiuti, vivibilità in estate e valorizzazione delle aree naturalistiche sono fra i 32 criteri da rispettare del Programma della Fondazione. Il Codacons tuttavia ha deciso di vederci chiaro sulle assegnazioni delle bandiere blu e ha presentato una istanza di accesso alla Fee Italia, succursale della "Foundation for Environmental Education" per conoscere i criteri e le verifiche effettuate su tutte le 368 spiagge premiate. "Abbiamo deciso di vederci chiaro sulla distribuzione di vessilli, anche alla luce di alcune proteste ricevute - spiega il Codacons - per questo chiediamo alla Fe Italia di documentare e rendere pubbliche tutte le verifiche eseguite per accertare la qualità delle acque ed i prelievi e le analisi effettuate per ognuna delle 368 spiagge 'più belle d'Italia'". 

Non solo. Il Codacons chiede di avere accesso alle verifiche effettuate circa l'effettiva pulizia delle spiagge, la tutela degli ecosistemi marini, le verifiche sulla presenza dei cestini per la raccolta differenziata per i rifiuti "regolarmente mantenuti in ordine", la presenza di servizi igienici con smaltimento controllato delle acque reflue, le verifiche effettuate circa il divieto di ogni tipo di discarica, il continuo monitoraggio degli habitat marini e lacustri; l'esistenza di piani di emergenza per la sicurezza ambientale, fino alla presenza di una fonte di acqua potabile sulle spiagge. Appare davvero singolare - conclude l'associazione - come in alcune località non vi sia acqua potabile neppure aprendo i rubinetti quando, poi, quelle stesse località risulterebbero essere talmente fortunate da avere una fonte d'acqua potabile addirittura sulla spiaggia.

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