domenica 31 maggio 2015

Cavagrande: otto associazioni chiedono di riaprire la riserva naturale

Le associazioni ambientaliste si riuniscono in coro per chiedere la totale riapertura e fruizione della Riserva Naturale Orientata di Cavagrande. Le associazioni - scrive Siracusa News - sono consapevoli che la situazione geomorfologica
della riserva di Cavagrande è di estrema fragilità, per cui necessita di un costante impegno e attenzione non solo nella continua manutenzione ma anche nel prevenire situazioni di emergenza. "La Riserva - affermano le otto associazioni - necessita di un vero e proprio piano di gestione da parte dell’ente gestore, che comprenda anche l'aspetto progettuale. Inoltre gli incendi continuano a distruggere ampie porzioni della Riserva, compromettendone gravemente il patrimonio di biodiversità che essa custodisce e intaccando anche la base su cui poggia la ricca fauna di Cavagrande".

"Oltre agli incendi, in questi anni si sono concretizzati dei veri e propri attacchi alla integrità della Riserva con il continuo pascolo abusivo all'interno di diverse zone dell’area protetta, il campeggio e il bivacco in aree di grande pregio, la realizzazione di un'area attrezzata in contrada Manghisi in palese violazione del regolamento della Riserva". Finora le tre amministrazioni comunali in cui ricade il territorio della riserva (Avola, Noto e Siracusa) non hanno approvato i piani di utilizzo delle aree di pre-riserva, come prevede l'art. 4 dell'allegato al Decreto Assessoriale del 13/06/1990, istitutivo della Riserva Naturale Orientata di Cavagrande del Cassibile, tali piani sono fondamentali per integrare la Riserva con il territorio circostanze e soprattutto per consentire la nascita di attività economiche sostenibili (ricreative, agricole, turistiche), nel rispetto dei valori naturalistici della riserva.

In tutti e tre i comuni è in corso la revisione degli strumenti urbanistici e la pianificazione dei territori ricadenti all’interno delle aree di Riserva, che per le associazioni deve costituire una priorità assoluta, anche perchè diverse attività imprenditoriali sono state rallentate o addirittura bloccate per la mancanza dei piani di pre-riserva, impedendo l'avvio di un nuovo modello di sviluppo basato sulla tutela delle biocenosi e del paesaggio. Queste le premesse delle associazioni, che oggi a gran voce chiedono che al più presto venga resa fruibile nella sua interezza la RNO Cavagrande del Cassibile, rimuovendone le cause che lo impediscono.

Che si elabori da parte dell’Ente gestore, in concerto con gli Enti locali e le associazioni ambientaliste, un piano di gestione della Riserva, che individui gli obiettivi e modalità di fruizione di essa. Si chiede inoltre che vengano realizzati una serie di servizi (centro visite, musei naturalistici, parcheggi, ecc.) per una migliore fruizione della Riserva, che giustifichino il pagamento del ticket; che si lanci un bando di idee per la realizzazione del simbolo-logo della Riserva, ancora mancante, coinvolgendo le scuole, i professionisti e le agenzie; che l'ente gestore e le amministrazioni intervengano come persone offese e parti civili nei procedimenti penali contro i responsabili degli incendi o dei danneggiamenti a danno della Riserva e che si trovi un sistema di collaborazione tra operatori dell'Azienda Forestale, le associazioni o singoli volontari per realizzare un sistema di controllo del territorio attorno alla Riserva.

"Alle tre amministrazioni di Avola, Noto e Siracusa - affermano le associazioni in una nota congiunta - chiediamo inoltre che provvedano entro 180 giorni, coordinandosi tra loro, alla redazione dei piani di fruizione e utilizzo della zona B, pena la richiesta di un commissario regionale ad acta; Alla Soprintendenza chiediamo infine che la Necropoli del Cassibile sia sottoposta a vincolo archeologico, come la necropoli di Castelluccio e di Pantalica, al fine di tutelarla da eventuali rischi di passaggi di proprietà o di utilizzo improprio dei terreni ad essa adiacenti, considerando che il Piano Paesaggistico che prevede per la Necropoli un livello di tutela 3 non è stato ancora decretato dall'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana".

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