venerdì 12 settembre 2014

Daniza morta, Enpa vuole giustizia per mamma orsa e i suoi cuccioli

Daniza, l'orsa che a ferragosto aveva aggredito un cercatore di funghi in presenza dei propri cuccioli, non è sopravvissuta alla narcosi che è stata effettuata per catturarla. L'Ente Nazionale Protezione Animali invita tutti i propri sostenitori e tutte le persone che hanno a cuore l'ambiente e gli animali ad inviare ai seguenti indirizzi mail: pnm-udg@minambiente.it; PNM-II@minambiente.it; segreteria.tecnica@minambiente.it; presidente@provincia.tn.it; ass.economia@provincia.tn.it; ass.aft@provincia.tn.it; ass.infrastruttureambiente@provincia.tn.it; daniza@enpa.org; il testo riportato di seguito copiandolo ed incollandolo sulla propria mail:

"Vogliamo e chiediamo che sia fatta luce e che i responsabili, anche politici, nonchè tutti coloro che hanno consentito la cattura dell'orsa siano spediti a casa. in particolar modo agli uffici della conservazione della biodiversità del ministero dell'ambiente. Daniza era colpevole di agire come una madre responsabile, un comportamento naturale che ha pagato con la morte". Le istituzioni devono sapere che nessun animale deve più subire ciò che ha patito la povera Daniza per la quale l'Enpa chiede venga fatta giustizia. 

Così come lo chiede la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente attraverso l'onorevole Michela Vittoria Brambilla che ha espresso indignazione e sdegno per l'uccisione dell'orsa". "Ciò che è accaduto all'orsa Daniza non è un incidente né un fatto casuale: è un animalicidio in pieno regola. Nei giorni e nelle settimane passata avevamo più volte chiesto di lasciare in pace l'animale, arrivando a diffidare le autorità locali: questo è il risultato della caccia alle streghe, del clima di terrore scatenato contro il povero plantigrado". Lo dichiara la presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che preannuncia una vera e propria mobilitazione legale da parte dell'associazione. 

"Insieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati con noi a difesa di Daniza - prosegue Rocchi - consideriamo responsabili di questa morte tutte le autorità che hanno fatto del terrorismo psicologico contro l'orso: in primis la Provincia di Trento e gli amministratori locali ed i politici locali che hanno scatenato questa guerra di religione. Ma anche coloro i quali hanno materialmente eseguito l'intervento di telenarcosi. Al riguardo chiediamo di sapere se tale intervento sia stato posto in essere da personale medico-veterinario e se siano state rispettate tutti i protocolli veterinari". 

Inoltre, l'Ente Nazionale Protezione Animali, si chiede quale ruolo abbia giocato il Ministero dell'Ambiente in questa vicenda visto che si è dimostrato incapace di tutelare l'animale; per questo l'associazione chiede le dimissioni immediate del Ministro."Chi a vario titolo è coinvolto nell'animalicidio di Daniza stia sicuro di non dormire sonni tranquilli - aggiunge la presidente dell'Enpa -: questo per noi e per tutti i cittadini italiani che hanno preso a cuore il caso dell'orsa è il punto di partenza di una battaglia che porteremo avanti finché Daniza non avrà giustizia". 

In questo momento la priorità assoluta deve essere quella di provvedere adeguatamente alla tutela dei cuccioli di Daniza, i quali, senza le cure di mamma-orsa, sono in grave pericolo di vita. Lo sottolinea l'Ente Nazionale Protezione Animali. "Abbiamo appreso da un comunicato della Provincia di Trento che uno dei piccoli di Daniza è stato catturato e poi rilasciato dopo l'applicazione del marchio auricolare - dichiara l'Enpa -. Duole constatare come al peggio non vi sia mai fine: la Provincia di Trento, corresponsabile per la morte di Daniza, ha messo evidentemente in pericolo anche la sopravvivenza dei suoi cuccioli, abbandonandoli al loro destino e violando in tal modo i più basilari principi etici ed etologici". 

Per questo, l'Ente Nazionale Protezione Animali chiede ai Ministeri competenti (Ambiente, Salute e Politiche Agricole), alla Provincia di Trento ed alle autorità competenti di porre in essere gli interventi necessari a garantire la sopravvivenza dei piccoli. L'Enpa ritiene i vertici di tali autorità responsabili per l'incolumità e la sopravvivenza di queste creature a cui è stato comunque negato il diritto alla cura e alla tutela naturale della madre. L'Enpa ha richiesto al servizio Cites del Corpo Forestale dello stato e alla Procura di porre sotto sequestro il corpo della povera Daniza ed affidarlo all'Istituto zooprofilattico nel quale siano presenti veterinari esperti in medicina forense e di animali selvatici, affinché, visto come sono andate le cose, venga eseguito un esame necroscopico affidabile e oggettivo. 

Considerata la gravità dell'accaduto, è fondamentale che si faccia chiarezza sulle cause del decesso e che si stabilisca, al di là di ogni ragionevole dubbio, se il plantigrado sia effettivamente morto a causa dell'intervento di telenarcosi, per dose sbagliata o luogo di inoculazione sbagliata. Se tale ipotesi dovesse essere confermata, occorre anche chiarire se tale intervento sia stato eseguito seguendo i protocolli farmacologici idonei e se sia stato posto in essere da personale medico-veterinario. "Se dovessero emergere irregolarità - commenta l'Enpa - siamo pronti ad agire, anche su questo fronte, contro chi ha causato, direttamente o indirettamente, la morte di Daniza. Si tratterebbe infatti di negligenza da parte di uno o più veterinari o di abuso di professione poichè l'utilizzo della telenarcosi è consentito unicamente al medico veterinario".

Fonte: ENPA

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