domenica 27 luglio 2014

Goletta Verde: Sicilia bandiera nera, 60% delle coste sono inquinate

Oltre il 60 per cento dei punti analizzati lungo le coste siciliane non superano l’esame: 16 i prelievi  che hanno restituito un giudizio di “fortemente inquinato” e “inquinato” rispetto ai 26 realizzati in totale. E oltre il danno c’è anche la beffa: perché non solo persistono evidenti problemi nel sistema depurativo siciliano, ma i soldi da tempo disponibili e messi a disposizione dal Fondo di Sviluppo e Coesione per adeguare rete fognaria e gli impianti di depurazione (circa un miliardo di euro) rischiano di andare perduti a causa della mancata progettazione da parte degli enti preposti. Una sfida, quella della depurazione, che la Sicilia non risulta ancora essere pronta ad affrontare nel modo giusto.

Tutto questo mentre anche l’Unione Europea ci chiede di fare presto: la nuova procedura di infrazione arrivata nei mesi scorsi coinvolge addirittura 175 agglomerati urbani siciliani, classificando la Sicilia tra le regioni peggiori e con il maggior numero di “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Legambiente, così come già fatto lo scorso anno, chiede, dunque, alla Regione e alle amministrazioni locali di adoperarsi subito alla programmazione economica degli investimenti, sfruttando l’occasione offerta dai finanziamenti Cipe tutelando così uno dei più importanti patrimoni di questa terra: il mare e il sistema fluviale. Ma la mancata depurazione è soltanto uno dei problemi che affligge le coste siciliane. 

Proprio per questo Goletta Verde ha assegnato la “bandiera nera” alla Regione Siciliana per la mancata redazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo e per la mancata tutela del patrimonio naturale presente sulle nostre spiagge. È questa la fotografia scattata dalla celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che in questi giorni ha fatto tappa in Sicilia. L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica della Goletta Verde è stata presentata la settimana scorsa, in conferenza stampa a Palermo, presso il Circolo Canottieri, da Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde e  Gianfranco Zanna, direttore di Legambiente Sicilia.

L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare i punti critici di una regione, analizzando il carico batterico che arriva in mare. Anche nel caso della Sicilia, dunque, l’attenzione è stata focalizzata soprattutto alle foci e in tratti “sospetti” segnalati dai cittadini, attraverso il servizio SOS Goletta (www.legambiente.it/sosgoletta). Legambiente, è bene ribadirlo effettua un’istantanea che non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali e non assegna patenti di balneabilità. È evidente, però, che i diversi punti critici evidenziati dai nostri monitoraggi in Sicilia – alcuni dei quali denunciati ormai da diversi anni - meritano finalmente un approfondimento da parte degli enti competenti.

Proprio alla vigilia della stagione balneare, inoltre, l’Unione Europea ha nuovamente avviato una procedura di infrazione ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane - dopo già due condanne a carico del nostro Paese - che coinvolge addirittura 175 agglomerati urbani siciliani, praticamente la regione italiana con il maggior numero di “anomalie” riscontrate dalla Ue. Questi agglomerati risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento secondario. 

Criticità già sottolineate non solo nell’ultimo rapporto dell’Istat (anno 2008) che fece meritare alla regione il primo posto in Italia per l’insufficienza depurativa, con solo il 47,3% di adeguata copertura, ma anche dalla Corte di Giustizia Europea che due anni fa chiamò in causa ben 57 comuni della regione siciliana, il 52% del totale di comuni italiani, nella condanna per inadempienza sulla Direttiva n.271 del 1991 relativa all’adeguamento del trattamento reflui urbani. Di questi sono ben 27 gli agglomerati siciliani che ricevettero la condanna più grave, in quanto manchevoli di rete fognarie. 

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente nei giorni 5,6,8 e 9 luglio scorsi. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come“inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che da 30 anni si occupa della raccolta e del riciclo dell’olio lubrificante usato su tutto il territorio nazionale, è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. 

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