domenica 16 febbraio 2014

#DissestoItalia, primo webdoc multimediale sul rischio idrogeologico

Frane e alluvioni in Italia continuano ad aumentare, da poco più di 100 eventi l’anno tra il 2002 e il 2006 siamo gradualmente arrivati ai 351 del 2013 e ai 110 solo nei primi 20 giorni del 2014. Senza prevenzione e politiche efficaci di mitigazione del rischio idrogeologico questi numeri sono destinati a peggiorare. Ad essere in gioco non è solo la salute del nostro territorio ma la vita dei cittadini: negli ultimi 12 anni hanno perso la vita 328 persone. Sono solo alcuni dei dati raccolti in #DissestoItalia, la prima grande inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico presentata il 6 febbraio scorso a Roma da Ance, Architetti, Geologi e Legambiente e realizzata dal gruppo di giornalisti indipendenti di Next New Media. 

Con l’obiettivo di fare luce su cause e dimensioni del fenomeno in Italia ma soprattutto di proporre soluzioni concrete e condivise, imprenditori, professionisti e ambientalisti hanno collaborato per tre mesi realizzando un reportage attraverso i luoghi simbolo del dissesto. Analisi, immagini, dati e testimonianze sono state raccolte in un webdoc (www.dissestoitalia.it) e verranno diffusi e utilizzati per sensibilizzare politica, istituzioni e opinione pubblica.

"Non possiamo continuare ad aspettare che siano le cronache dei giornali ad accendere i riflettori sul problema del dissesto idrogeologico - commenta il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti. Ci sono risorse stanziate per la prevenzione ferme da 4 anni. Facciamo appello alle istituzioni perché vengano immediatamente sbloccate. Occorre, inoltre, mettere fine al paradosso che permette di spendere le risorse dopo i disastri mentre il Patto di Stabilità non consente ai Comuni di intervenire prima che questi avvengano". 

"Il Paese - dichiara Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti - ha bisogno di quella grande infrastruttura chiamata manutenzione del territorio da realizzare attraverso un  piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico: anche volano per sviluppare occupazione, green economy, nuove tecnologie e per proteggere il nostro immenso - e immensamente importante - patrimonio paesaggistico".

"Non è pensabile affrontare una questione così complessa come il dissesto idrogeologico senza prima conoscerla almeno nelle sue componenti essenziali. - Afferma Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi -. L'informazione che si vuol dare ai cittadini attraverso questo documentario assume una funzione strategica, perché contribuirà a renderli più consapevoli del fenomeno ed a pretendere una reale azione di difesa del suolo, che purtroppo ancora manca nel programma politico italiano". 

"Parole ne sono state dette troppe, spesso accompagnate da lacrime di coccodrillo - dichiara il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - ora subito tre misure: impedire che i fondi per la riparazione vengano impiegati per ricostruire le stesse opere che hanno causato le situazioni di rischio destinandole invece alla loro delocalizzazione, avviare un piano d’informazione alla cittadinanza, stabilire un piano finanziario consistente sulla base di un adeguamento tecnico-scientifico dei piani di bacino".


Fonte: Legambiente
Via: TMNews
Foto dal web

martedì 11 febbraio 2014

Traffico animali: sequestrati a Lodi 88 cuccioli, 6 arresti e 9 denunce

Nove persone denunciate con applicazione di sei misure cautelari di cui tre arresti domiciliari disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lodi. E' questo il risultato dall'operazione portata a termine ieri dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Lodi, sotto la direzione del Procuratore Capo di Lodi, Vincenzo Russo. E' stato ipotizzato e riconosciuto il reato di associazione a delinquere per i crimini legati al maltrattamento e traffico illecito degli animali. Le ipotesi di reato sono: traffico illecito di animali di età inferiore alle 12 settimane, esercizio abusivo della professione medica, frode in commercio, maltrattamento di animali e detenzione produttiva di gravi sofferenze. 

L'operazione, spiega una nota del Corpo forestale, avviata nel 2012, ha permesso di giungere attraverso un lungo lavoro di ricerca, all'individuazione di tutta la banda e non solo dei trasportatori e dei meri esecutori. Gli interventi del Corpo forestale, hanno portato al sequestro di n. 88 cuccioli, anche a seguito di numerose perquisizioni. Durante l'attività i Forestali hanno rinvenuto anche altri quindici cani di provenienza estera di cui si sta valutando la corrispondenza con i documenti. 

Complesse e articolate le modalità di commissione dei reati ovvero si è rilevata una vera e propria struttura organizzata con forte vincolo associativo. Particolarmente spregevole la modalità con la quale venivano commessi i reati in ragione della detenzione e del trasporto dei cuccioli che avveniva da Ungheria e Slovenia in contenitori di cartone o gabbie per polli, assolutamente inidonei e contrari alla natura degli animali, dentro i bagagliai delle auto, privi di luce ed aria. 

I cuccioli venivano sottoposti a sevizie, vessazioni e maltrattamenti insopportabili con trattamenti sanitari inutili e dannosi per mascherare eventuali patologie e l'età molto minore rispetto a quella poi dichiarata all'atto di vendita. Tali pratiche venivano svolte grazie all'ausilio fondamentale di un medico veterinario, coinvolto nel crimine in violazione del codice deontologico della professione alla quale il medico dovrebbe essere sottoposto. 

Il veterinario, infatti, prescriveva e somministrava farmaci quali "Stormogil" e "Drontal" per coprire le carenze vaccinali ed inoculava microchip negli animali compilando falsi libretti sanitari. Nei libretti veniva manomessa l'età, la provenienza e le condizioni sanitarie dei cuccioli. Questa "ripulitura" operata principalmente dal veterinario ma anche col supporto di altri membri del gruppo, rendeva i cuccioli pronti ad essere immessi sul mercato grazie alla falsificazione dei documenti e all'inoculazione dei microchip "italiani", e poi venduti in tutta Italia prioritariamente attraverso il canale di internet. 

Grazie all'attività investigativa del Corpo forestale dello Stato, svolta anche attraverso le intercettazioni telefoniche, è emersa la sussistenza di un disegno criminoso portato avanti con vincolo associativo: associazione a delinquere in cui tutte le persone coinvolte avevano un determinato ruolo finalizzato alla commercializzazione dei cuccioli, con la falsificazione dei documenti dei cani per farli passare per regolari. 

I profitti sono altissimi e l'utilizzo del complesso sistema criminoso approntato ne è laprova, così come lo svilimento della professione medica di veterinario tanto da far sì che lo stesso non solo operasse in violazione della legge e contro ogni codice etico deontologico, ma che permettesse perfino a personale non medico dioperare direttamente sui cuccioli inoculando i chip sotto pelle. 

L'importazione illegale riguardava razze pregiate quali Cavalier King, Spitz, Chiuaua e Akita, provenienti principalmente dall'Ungheria e dalla Slovenia e l'organizzazione di uomini e mezzi operava programmando l'attività così come comprovato dalla pluralità degli episodi criminosi monitorati che, unita alla manifesta persistenza nel commetterli, denotava chiaramente la piena intenzionalità disvolgere in maniera professionale sia l'introduzione illecita dei cuccioli da compagnia che la successiva vendita fraudolenta. 

L'esecuzione delle misure cautelari richieste dal Procuratore della Repubblica e pienamente accolte dal Gip dal Tribunale di Lodi eseguite dal personale del Corpo forestale dello Stato della Lombardia sono giustificate a parere degli inquirenti, dal "disvalore della personalità" degli indagati, come emerge dalla durezza con cui i cuccioli venivano sottoposti nel trasporto e nel successivo trattamento. Inoltre la sussistenza del vincolo associativo e della metodica perpetrazione del reato hanno motivato la certezza della pericolosità sociale e del rischio di reiterazione di reati analoghi, con la conseguente applicazione di misure restrittive della libertà della persona. 

Le indagini proseguiranno anche in altre strutture commerciali della Lombardia e dell'Emilia Romagna in cui sono in svolgimento perquisizioni a carico di altri indagati peril medesimo procedimento penale. Gli animali salvati e posti sotto sequestro sono stati temporaneamente affidati, grazie al contributo di Associazioni, a famiglie che ne garantiscono la cura e un sano sviluppo. L'Operazione prende il nome da MAKY, un cucciolo ritrovato in gravi condizioni e salvato dall'intervento della Forestale.


Fonte: Corpo Forestale
Foto dal web

sabato 1 febbraio 2014

Eurispes, meno animali in casa forse per la crisi: Fido vince su Micio

Quattro italiani su 10 vivono con un animale, ma forse per effetto della crisi è diminuito il numero di chi tiene un animale in casa, e il più amato resta Fido. Gli italiani in generale sono comunque animalisti: contrari alla vivisezione, alle pellicce, ai circhi e alla caccia. E' il quadro tracciato dall'Eurispes nel Rapporto Italia 2014. Il migliore amico dell'uomo è in testa alla classifica: il 53,7% degli italiani ha "Fido" in famiglia. Segue nella lista degli animali preferiti il gatto (45,8%). Non solo in casa, la maggior parte degli italiani vorrebbe portare con sè, in vacanza e negli alberghi, il proprio animale. Cresce anche, un pò per salute, un pò per rispetto degli animali, il popolo dei vegetariani.

Infine, la maggioranza degli italiani è favorevole ad equiparare cavalli ed asini agli animali da affezione per impedirne la macellazione. In particolare, il 39,4% degli italiani ha almeno un animale in casa, mentre il 60,6% non ne possiede. In particolare, il 27,5% ha accolto in casa propria un animale e l'11,9% più di uno. I dati relativi alla presenza di almeno un animale in casa sono in diminuzione (55,3% nel 2013).

Si tratta di uno scostamento dei dati interessante che potrebbe essere letto alla luce della crisi economica o del moltiplicarsi degli impegni quotidiani troppo gravosi per permettersi il lusso di accudire un animale domestico. Potrebbero avere avuto effetto anche le tante campagne, come quelle sostenute dalla Lav, che sensibilizzano l'opinione pubblica a prendere in seria considerazione i bisogni degli animali prima di decidere se adottarne o meno uno. 

D'altronde - spiega l'Eurispes - la diminuzione del numero di quanti nell'indagine di quest'anno dichiarano di avere in casa un animale non è tale da indicare una drastica inversione di tendenza e per capire effettivamente se si sia innescato un trend discendente nel rapporto tra italiani e animali d'affezione, occorrerà osservare l'andamento dei risultati della prossima rilevazione.

Il migliore amico dell'uomo occupa la testa della classifica degli animali che si possono trovare nelle case degli italiani, infatti il è 53,7% ad avere almeno un "Fido" in famiglia. Segue nella lista degli animali preferiti come compagnia domestica il gatto (45,8%). Ma quanto ci costano i nostri amici?

La metà di chi ha un animale (52,1%) spende in media meno di 30 euro al mese per il suo fabbisogno nutrizionale, igienico e sanitario, il 32,8% fino a 50 euro mensili, mentre la restante parte si divide tra il 10,9% di quanti spendono una cifra che va dai 51 ai 100 euro, il 2,1% di chi spende da 101 a 200 euro, l'1,4% di coloro che spendono un importo compreso tra 201 e 300 euro e un'esigua minoranza, lo 0,2%, che non bada a spese, andando oltre i 300 euro al mese. Per il cibo può bastare comunque 1 euro al giorno. 

Più della metà di chi ha un animale domestico (55,1%) afferma infatti di riuscire a nutrirlo con meno di 30 euro al mese, mentre il 29,8% spende da 31 a 50 euro, il 10,9% da 51 a 100 euro, il 2,6% da 101 a 200 euro. La maggior parte dei padroni (il 69,1%) spende per visite dal veterinario ed eventuali medicine una cifra contenuta entro i 100 euro l'anno. Circa un quinto (18,8%) spende dai 101 ai 200 euro, mentre si assottiglia la quota di quanti mettono mano al portafogli in maniera più consistente: il 6,7% spende dai 201 ai 300 euro e il 2,6% oltre 300 euro l'anno.


Fonte: TMNews
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