sabato 16 novembre 2013

Petrolio: simulazione sui rischi nel Canale di Sicilia, allarme del Wwf

Un’onda di mare nero a coprire le coste della Sicilia meridionale e orientale, di Pantelleria e tutte le isole del Canale di Sicilia fino a Lampedusa e Malta: non lasciano scampo le simulazioni sui rischi da petrolio nel canale di Sicilia realizzate per il WWF dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste (OGS) e presentate in convegno a Palermo. E’ una nuova tappa della campagna WWF Sicilia: il petrolio mi sta Stretto, che nei mesi estivi ha raccolto quasi 39.000 firme per fermare i progetti di estrazione petrolifera nel Canale di Sicilia e istituire un’area protetta a Pantelleria, per tutelare il suo mare incontaminato, la sua natura e le sue tradizioni, e che oggi ha mostrato i potenziali, devastanti impatti di eventuali incidenti petroliferi al presidente della Regione Sicilia, agli assessori, al sindaco di Pantelleria e a tutti i cittadini e comitati presenti.

Le simulazioni dell’OGS, frutto di uno studio indipendente richiesto dal WWF e basato su specifici modelli matematici, mostrano cosa succederebbe in caso di incidente a una piattaforma petrolifera nel Canale di Sicilia: le rotte della marea nera, gli impatti sulle coste, scenari diversi a seconda delle diverse condizioni ambientali, meteo-climatiche, nelle diverse stagioni, realizzati sulla base di dati oceanografici medi dell’area e sui dati medi di incidenti già successi. 

Il risultato è allarmante: un unico sversamento nel canale ‘sporcherebbe’ gravemente non solo le coste di Pantelleria, ma anche di tutta la Sicilia meridionale e orientale, le Egadi, fino a Lampedusa e addirittura Malta, con impatti devastanti sulla biodiversità, la salute del mare e delle coste, e conseguentemente il turismo, la pesca e tutti i sistemi economici che in quelle aree dipendono strettamente dal mare. Senza contare che, al di là dell’impatto violento in caso di incidente, la presenza di piattaforme petrolifere sporcherebbe il mare con un inevitabile inquinamento quotidiano dovuto alle operazioni di routine, e rovinerebbe per sempre un paesaggio straordinario in cui l’orizzonte oggi libero e incontaminato sarebbe brutalmente interrotto dal profilo delle trivelle. 

“Un’unica trivella può rovinare per sempre interi tratti di coste ancora più incontaminate, coprendo di petrolio un mare ricchissimo di biodiversità dal cui benessere dipendono la vita di tante specie e l’economia di intere comunità. Vale la pena sacrificare isole straordinarie come Pantelleria, le Egadi, Lampedusa, la Sicilia stessa, per una risorsa obsoleta, pericolosa per il mare e per il clima, che anche se estratta coprirebbe il nostro fabbisogno energetico per poche settimane soltanto? Secondo il WWF no – dichiara Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia. 

“Per questo chiediamo con forza di fermare le trivelle nel Canale di Sicilia, di istituire un’area protetta a Pantelleria per difenderla da questa minaccia, e di avviare in Italia un serio percorso verso un diverso modello di sviluppo basato sull’efficienza energetica e le energie rinnovabili – aggiunge Gaetano Benedetto, direttore delle politiche ambientali del WWF Italia – A Varsavia i leader mondiali sono riuniti in questi giorni per decidere come affrontare il cambiamento climatico galoppante, di cui è ormai impossibile ignorare gli impatti. Il petrolio, e i fossili, non sono la risposta per dare al mondo un futuro più pulito e più sicuro”.

Al convegno [PDF], introdotto da Marco Costantini, hanno partecipato: Rosario Crocetta, presidente Regione Siciliana, Giampiero Trizzino presidente IV commissione ARS, Angela Guardo vicepresidente WWF Sicilia, Leoluca Orlando sindaco di Palermo, Giuseppe Barbera assessore ambiente e territorio Comune di Palermo, Gaetano Benedetto direttore politiche ambientali del WWF Italia, Donata Canu, ricercatore OGS, Alessandro Giannì direttore campagne Greenpeace, Carlo Franzosini ric. Pianificazione aree protette marino costiere Shoreline S.c.ar.l, Saul Ciriaco, resp settore informatico – ric. GIS e cartografia Shoreline S.C.ar.l

Luca Zingaretti con il WWF contro le trivelle nel Canale di Sicilia. L’attore, diventato un simbolo della Sicilia grazie al celebre personaggio del commissario Montalbano, ora difende la sua isola dalle esplorazioni petrolifere. In un suggestivo video girato sulle scogliere selvagge di Pantelleria, l’attore guarda un orizzonte di mare libero e incontaminato – lo stesso in cui, se i progetti dello stato vanno in porto, potrebbero sorgere nuove piattaforme petrolifere. Il trial bike è una disciplina avventurosa a contatto con l'ambiente. Paolo Patrizi, 5 volte campione italiano, sfida la roccia impervia di Pantelleria, isola vulcanica, a sostegno della campagna del WWF “Sicilia il petrolio mi sta stretto”.



Fonte: WWF
Foto dal web
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