mercoledì 5 giugno 2013

World Environment Day 2013, attenzione a clima e sprechi alimentari

Innalzamento del livello del mare, incremento di ondate di calore e periodi di siccità, alluvioni, tempeste e uragani in aumento per frequenza e intensità. Complici le emissioni di gas serra in costante aumento, gli effetti del riscaldamento globale si stanno facendo sentire, mettendo a dura prova il pianeta. Secondo il Wwf i governi e le aziende stanno rispondendo con colpevole lentezza. E intanto, il mondo continua a confrontarsi con una minaccia di aumento medio della temperatura globale di almeno 4°C rispetto all'epoca preindustriale.

Il 5 giugno è l'occasione per fare il punto sulle grandi emergenze con la Giornata Mondiale dell'Ambiente (World Environment Day), che si celebra ogni anno dal 1972 quando venne proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'obiettivo è sensibilizzare le persone sui problemi ambientali e favorire l’attenzione e quindi l'azione dei governi. 

I cambiamenti climatici, spiega all'Adnkronos Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente, "cominciano a manifestarsi seppur in modo non omogeneo in diverse aree del nostro pianeta. Ci sono dei segnali che si accompagno anche ad eventi climatici estremi con danni importanti e perciò la comunità scientifica internazionale continua a richiamare con più forza l’attenzione alla comunità degli stati, e quindi delle istituzioni ad assumere impegni urgenti". 

Dall'altro lato, aggiunge l'ex ministro, "le istituzioni, in particolare gli Stati, stanno negoziando un accordo che dovrebbe essere raggiunto entro il 2015 con una certa fatica e ancora con molte divergenze". In attesa dell'accordo, però, il vecchio continente può già iniziare a lavorare a partire da due priorità: riduzione emissioni di CO2 e cambiamento degli stili di vita. 

Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, "l'Europa e l’Italia devono lavorare su due leve. La prima è quella di ridurre rapidamente l’uso delle fonti fossili che sono le principali cause di emissioni di CO2 soprattutto in Italia. L'altra leva su cui lavorare è il cambiamento degli stili di vita, il risparmio energetico degli edifici e la rimodulazione della mobilità in città". 

Nel frattempo l’Italia deve fare i conti anche le proprie emergenze. Basti pensare che quasi la metà della popolazione italiana, 27 milioni di persone, è esposta a rischio sismico o idrogeologico. Il 13% del territorio nazionale è a rischio erosione e frane. Per risolvere e prevenire i disastri Clini ricorda di aver presentato al Cipe il piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione del rischio idrogeologico. 

"È un piano che prevede misure finalizzate da un lato a ridurre il rischio nelle zone più vulnerabili e dall'altro ad avviare, in modo programmato, interventi che nell'arco di 15 anni dovrebbero mettere in sicurezza il nostro territorio". Mettere in sicurezza il nostro territorio costerebbe oltre 40 miliardi di euro. Una cifra importante ma è niente se si considera che, solo per riparare i danni del maltempo, spendiamo un milione di euro al giorno.

Il motto di quest'anno della Giornata mondiale dell'Ambiente è stato "Think, eat", save, cioè pensa, mangia. La manifestazione principale è ospitata in Mongolia e invita a contrastare gli sprechi alimentari. Achim Steiner, direttore generale dell'Unep ha osservato: "Ridurre il cibo sprecato è una sfida economica, etica e ambientale. Uno dei modi è guardare a come culture meno sprecone danno valore a ogni singolo boccone, e valutare come imitarle". La Mongolia è uno dei Paesi che sta crescendo maggiormente nel mondo, e punta a garantire questa crescita con un'economia verde.


Via: Adnkronos

sabato 1 giugno 2013

Stati Uniti, Muos di Niscemi rispetterà standard di sicurezza e salute

L'amministrazione degli Stati Uniti comprende le "ragioni di preoccupazione" riguardanti "la salute" dei cittadini di Niscemi ma "è nelle condizioni di poter assicurare che l'installazione del Muos (Mobile User Objective System, ndr) in Italia rispetterà gli stessi rigorosi standard in materia di sicurezza e salute applicati a quelle presenti negli Stati Uniti". "Siamo sicuri che il nuovo studio affidato all'Istituto Superiore di Sanità, i cui risultati sono attesi a breve, saprà confermare le nostre precedenti analisi", ha detto un funzionario dell'ambasciata Usa a Roma.

Il programma di comunicazione satellitare a banda stretta, di nuova generazione, è stato pensato "per sostenere le operazioni militari Usa e della Nato in tutto il mondo", nonché per assicurare una copertura affidabile durante le operazioni di assistenza in situazioni di emergenza nazionale, interventi a seguito di calamità e operazioni umanitarie. Il Muos di Niscemi, che coprirà l'area dall'Oceano Atlantico all'Oceano Indiano, "fa parte di un sistema che prevede altre tre stazioni terrestri posizionate in modo strategico alle Hawaii, in Virginia e in Australia", ha ricordato un funzionario militare statunitense.

A Niscemi il programma è previsto all'interno della già esistente Stazione di Trasmissione Radio della Marina, situata a circa due chilometri dalla cittadina siciliana. I lavori, a cui sono dediti 30 civili e appaltatori statunitensi, "sono stati interrotti l'11 aprile 2013", e "la base è in ritardo di due anni". Il 22 dello stesso mese "alcuni manifestanti sono entrati nella struttura, mettendo a rischio la loro stessa salute", ha ricordato un diplomatico Usa in un incontro con la stampa. 

"I danni procurati ammontano a 47.000 dollari, e anche in seguito ci sono stati atti di vandalismo che condanniamo fermamente", ha commentato. In attesa dei risultati dello studio medico-scientifico di impatto ambientale che verrà consegnato entro un mese, intanto, le fonti statunitensi hanno ricordato che già due studi sulla sicurezza, condotti dalla Marina Usa e dall'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Regione Sicilia hanno indicato che, dopo l'installazione del Muos, "le emissioni elettromagnetiche presso il sito di Niscemi rimarranno ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge". 

"Gli studi dimostrano anche che il Muos non interferirà con i sistemi di comunicazione dell'aeroporto di Comiso", ha aggiunto il diplomatico Usa. In ogni caso, è stato ribadito, gli Stati Uniti sono impegnati ad adottare "tutte le misure di mitigazione tecnicamente compatibili per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici". Intanto, il ministro della Difesa Mario Mauro ha dichiarato, nel corso di un'interrogazione parlamentare, che la costruzione del Muos a Niscemi costituisce un "interesse diretto" dell'Italia. 

"Rappresenterà (...) un sistema strategico di comunicazione satellitare di cui potranno servirsi anche le forze armate italiane, in attuazione del principio di assistenza reciproca vigente in ambito Nato", ha detto Mauro. E considerati gli obblighi assunti dall'Italia nell'ambito dell'Alleanza Atlantica, il ministro ha ricordato che se la costruzione del Muos venisse impedita con un provvedimento illegittimo, "il ministero della Difesa potrebbe essere chiamato, sotto un profilo civilistico, a ristorare le spese sostenute dalla controparte, che, fidando sull'impegno assunto, ha appaltato i lavori".

Fonte: TMNews
Foto da video
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