giovedì 25 aprile 2013

Agricoltura, nasce la Carta Universale dei Diritti della Terra Coltivata

E' nata la "Carta Universale dei Diritti della Terra Coltivata", una delle proposte per Expo 2015 dell'European Socialing Forum, evento che il prossimo 15 maggio chiamerà a raccolta a Milano i più grandi esperti italiani ed internazionali, tra cui Vandana Shiva, che si incontreranno per condividere e discutere le nuove prospettive per uscire dalla crisi attuale, in una giornata di riflessione e confronto sul "Socialing", un nuovo modello di sviluppo economico e culturale nato per dare una risposta concreta ai cambiamenti in atto nella nostra società.

"Il Socialing - spiega Andrea Farinet, coordinatore del Forum - nasce con l'obiettivo principale di proporre alle organizzazioni nuovi approcci etici verso i consumatori ed i mercati, mettere al centro delle priorità le reali esigenze delle persone, siano consumatori, risparmiatori, imprenditori o manager e ristabilire il primato della dimensione umana e sociale negli scambi tra soggetti economici, profit e no-profit. Abbiamo scelto Expo2015 e Milano per lanciare uno dei progetti più importanti dell'European Socialing Forum: la prima Carta universale dei diritti della Terra coltivata".

"Il documento - spiegano Andrea Farinet e Giancarlo Roversi, che hanno curato la stesura dell'opera - è frutto di un lungo lavoro di ricerca e di riflessione durato due anni su come tutelare meglio la realtà agricola italiana ed internazionale. La Carta si ricollega idealmente sia alla Carta universale dei diritti dell'Uomo, sia alla Carta della Terra. Si basa su quattro principi fondamentali che sono dignità, integrità, naturalità e fertilità della Terra coltivata".

"Il documento, che sarà presentato integralmente al Forum, sarà sottoposto all'approvazione delle più grandi associazioni agricole, ambientaliste e naturaliste internazionali. Potrà così nascere un percorso di condivisione che potrà portare alla ratifica formale della Carta nel corso di Expo 2015. L'obiettivo finale è trasformare Milano nella capitale mondiale della salvaguardia della terra coltivata, fondando il Palazzo della Terra coltivata, la Banca dei Semi e il Tribunale internazionale dei Diritti della terra coltivata".

Il Forum del 15 maggio sarà anche l'occasione per presentare altri due iniziative che guardano ad Expo 2015: i progetti "Dal Chilometro 0 al Chilometro Verde" e "Dieci filiere per salvare il mondo". Punto di partenza della riflessione "Socialing" è il cambiamento in atto nei consumatori e nei cittadini così come fotografato dai dati presentati da Eurisko. "E' in atto un cambio epocale e definitivo che sta coinvolgendo l’intera popolazione attiva - dichiara Remo Lucchi, presidente onorario di Eurisko.

Il Forum del 15 maggio prevede un confronto diretto con alcune delle principali esperienze italiane di responsabilità ed etica sociale (tra cui Coop Italia, LifeGate, Poste Italiane, Sabaf), la sessione dedicata a new media e social network (con la partecipazione di Facebook Italia, Oracle, Sas Institute, Vodafone) e il dibattito conclusivo su “Expo 2015 come vetrina del made in Italy” con la partecipazione di Coldiretti, Expo 2015, Fai, Slow Food, Swg e Technogym. A chiusura dei lavori l’intervento speciale di Vandana Shiva.

Fonte: TMNews
Via: La Stampa

giovedì 11 aprile 2013

Greenpeace, Salviamo le Api: campagna contro uso di pesticidi killer

Greenpeace ha pubblicato il rapporto “Api in declino - le minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea”. Il rapporto mette in evidenza l'importanza sia ecologica che economica di proteggere e mantenere in buone condizioni le

giovedì 4 aprile 2013

Ambiente/ continua la strage dei delfini, ministero: 94 stenelle morte

Continua la strage dei delfini nel Mediterraneo, secondo il ministero dell'Ambiente, che sta monitorando il fenomeno, il bilancio di stenelle morte ha raggiunto quota 94. Ancora sconosciuta la causa della morìa, ma si fa strada l'ipotesi dell'inedia: quasi tutti gli animali non mangiavano da giorni. Secondo l'ultimo rapporto sugli spiaggiamenti registrati dalla Bds, Banca dati spiaggiamenti, nel primo trimestre 2013 risultano spiaggiati in totale 125 esemplari: "Il dato - si legge nel rapporto della Bds - appare molto superiore alle medie mensili registrate negli anni precedenti e in particolare la specie stenella (Stenella coeruleoalba) mostra un incremento di circa 8 volte rispetto alle medie degli ultimi 10 e 20 anni. Anche il numero di esemplari non identificati a causa dell'avanzato stato di decomposizione appare lievemente superiore, o perché tali "undetermined" in alcuni casi possono essere stenelle, o semplicemente per l'aumentata l'attenzione anche per carcasse e resti in precedenza non considerati". 

Sono quindi 94 gli spiaggiamenti accertati di esemplari morti di stenella striate (stenella coeruleoalba). L'ultimo caso censito dalla Bds risale al 31 marzo vicino a Talamone, provincia di Grosseto. Al momento - spiega il ministero dell'Ambiente - i principali indagati della straordinaria morìa cominciata a inizio d'anno rimangono il morbillo (morbillivirus delphini) e il batterio photobacterium damselae, anche se l'importanza data in precedenza al morbillo sembra diminuire in seguito alle ultime scoperte dei ricercatori del Cert (Cetaceans stranding emergency response team). 

Nel dettaglio, il virus è stato rintracciato in circa il 35% delle carcasse finora analizzate (aveva sofferto il morbillo circa il 50% dei delfini trovati nelle prime settimane dell'anno). Inoltre - nonostante la presenza del virus del morbillo su diversi animali morti - durante le autopsie non sono state riscontrate le lesioni ai tessuti tipiche delle infezioni mortali. I ricercatori al momento sembrano concentrare le loro attenzioni sul fatto che tutte le stenelle ritrovate finora presentano un quadro immunitario fortemente compromesso. 

Inoltre la popolazione di stenelle presenti nelle nostre acque è notevolmente aumentata nel corso degli ultimi anni invadendo habitat un tempo occupati dal delfino comune (delphinus delphis, scomparso dalle acque italiane nel corso degli ultimi 10 anni e migrato in aree estreme come il mar Egeo e le acque adiacenti lo stretto di Gibilterra). E' dunque possibile - spiegano gli esperti - che l'aumento demografico abbia esposto le stenelle a habitat costieri con acque meno salubri rispetto al mare aperto. In quasi tutti gli animali analizzati inoltre non sono state trovate tracce di cibo nello stomaco. Le stenelle si cibano prevalentemente di piccole prede come naselli, seppie, calamari e sogliole, tutte specie soggette a attività di pesca intensiva. 

Quindi - conclude il report del ministero - stando a queste nuove ipotesi, "si potrebbe affermare che non si tratterebbe più di una sola causa scatenante, ma di una serie di concause: precisamente, la somma di un aumento della popolazione di stenelle; scarsità di cibo a causa della pesca intensiva; e il poco cibo disponibile, più inquinato a causa dell'invasione di habitat costieri". Le strutture di ricerca e analisi intervenute fanno parte del servizio allestito dai ministeri dell'Ambiente e della Salute con la collaborazione della Guardia costiera, degli Istituti zooprofilattici, di diverse università e di altre organizzazioni.


Via: TMNews
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