lunedì 11 marzo 2013

Cosmetici: da oggi stop ai test sugli animali, in vigore nuove regole Ue

L'11 marzo 2013 diventa una data storica nella battaglia per superare il tabù dell'obbligo della sperimentazione animale. Entra, infatti, in vigore il divieto totale, in tutto il territorio comunitario, di testare e commercializzare ingredienti e prodotti cosmetici sperimentati sugli animali. "Il divieto imposto nell'Unione Europea - dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - segnerà una pagina importante a livello mondiale per il superamento dei tanti, troppi, e spesso inutili esperimenti fatti sulla pelle degli animali: le aziende cosmetiche utilizzeranno altri metodi per testare i vari prodotti, diventando così un esempio per tutti i settori che continuano, invece, ad utilizzare lo strumento della sperimentazione infliggendo agli animali terribili sofferenze". 

L'associazione ambientalista, già protagonista della battaglia per salvare i beagle destinati alla sperimentazione dell'allevamento di Green Hill, torna dunque a ribadire il no all'obbligo di sperimentazione animale. "Sono ancora troppi in tutto il mondo - continua il direttore generale di Legambiente - gli animali inutilmente usati come cavie da laboratorio, senza con ciò garantire maggiore sicurezza per la salute e l'ambiente".

"Ci auguriamo pertanto - aggiunge Muroni - che il divieto imposto dall'Ue alle imprese cosmetiche, settore all'avanguardia nella ricerca senza utilizzo di animali, apra una profonda riflessione anche negli altri Paesi, negli altri settori economici e ancor più nel mondo della ricerca affinché capiscano ciò che i cittadini chiedono loro: ossia maggiore rispetto per gli animali e garanzia di solidità e ripetibilità di nuove conoscenze, cosa che la sperimentazione animale sempre più spesso non offre. L'Europa lo ha capito, ora spetta agli altri Paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell'innovazione".

''Indubbiamente - sottolinea l'Enpa - la messa al bando dei test sugli animali nel settore cosmetico rappresenta una svolta epocale, un importante passo avanti, che permettera' di salvare la vita a centinaia di migliaia di esseri senzienti. Ma la nostra battaglia non finisce qui perche' ogni anno milioni di animali continuano ad essere sacrificati per altri tipi di esperimenti, anche medici, in nome di un modello che - lo ricordiamo - non e' mai stato validato scientificamente''.

''E - aggiunge - che non può essere assolutamente applicabile all'uomo, come dimostrano sia i numerosi ricercatori che ne hanno contestato le fondamenta, sia le migliaia di persone che hanno perso e continuano a perdere la vita a causa degli effetti collaterali di farmaci che paradossalmente avrebbero dovuto essere sicuri proprio perche' testati sugli animali. Dire no alla sperimentazione significa dunque non solo salvare la vita di milioni di esseri viventi ma favorire il vero progresso della scienza medica attraverso la ricerca di terapie veramente efficaci per la salute dei pazienti''.

A partire dall'11 luglio 2013, il nuovo regolamento europeo (numero 1223/2009) sostituirà la direttiva "cosmetici", che consentiva fino ad oggi la libera circolazione dei prodotti, garantendo al contempo un elevato livello di tutela dei consumatori. Le disposizioni del regolamento sono volte a garantire la tutela della salute e l'informazione dei consumatori, vigilando sulla composizione e l'etichettatura dei prodotti. Il regolamento prevede inoltre la valutazione della sicurezza dei prodotti e l'eventuale presenza di ingredienti 'nano', cioè di dimensioni inferiori ai 100 micron, sui quali ancora si discute sulla loro sicurezza..

Il regolamento vieta la realizzazione di sperimentazioni animali all'interno dell'Unione europea per: i prodotti finiti; gli ingredienti o le combinazioni di ingredienti. Il regolamento vieta altresì l'immissione sul mercato europeo di: prodotti la cui formulazione finale sia stata oggetto di una sperimentazione animale; prodotti contenenti ingredienti o combinazioni di ingredienti che siano stati oggetto di una sperimentazione animale. In altri termini, a partire da oggi dovranno essere rigorosamente "cruelty free" non soltanto i prodotti finiti ma anche le materie prime - sviluppate in Europa o importate - che vengono utilizzate per realizzarli.

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