domenica 20 gennaio 2013

Ambiente, rapporto De Marchi come prevenzione disastri e difesa suolo

Tornare al ‘rapporto De Marchi’ per affrontare una seria pianificazione che consenta di discutere sia la prevenzione dei disastri ambientali che per ‘rivoluzionare’ l’approccio urbanistico all’ambiente. E’ questa la ratio che anima il convegno ‘Pianificazione territoriale e difesa del suolo’. Quarant’anni dopo la relazione De Marchi’ che si e’ tenuto ieri a Riomaggiore, nelle Cinque Terre, a pochi passi dalla frana che ha interrotto la Via dell’Amore ancora sotto sequestro. Gli atti di quella Commissione, suddivisi in cinque volumi di oltre 2.800 pagine rappresentano un’opera memorabile, anche se rimasta sulla carta, per l’accuratezza delle rilevazioni, interessanti tutto il territorio italiano, e la bonta’ delle soluzioni proposte.

Il primo volume, pubblicato a Roma nel 1970, contiene la relazione conclusiva di de Marchi nella quale, dopo un cenno alla suddivisione dei compiti ed una breve cronistoria dell’attivita’ della Commissione, sono descritte le opere studiate per ridurre al minimo le probabilita’ del verificarsi di disastri di origine idrogeologica. Un’opera che avrebbe potuto diventare essenziale per la prevenzione e la ‘cura’ del fragilissimo territorio italiano, un’opera dimenticata cui oggi e’ dedicato il convegno organizzato da Vi@neva, l’associazione di cittadini di Riomaggiore, nelle Cinque Terre. 

”Per questo abbiamo recuperato i volumi della Commissione al Poligrafico dello Stato e ne abbiamo fatto copia anastatica - ha detto Maurizio Tira, docente di ingegneria ambientale all’Universita’ di Brescia -. Quel rapporto e’ stato uno dei piu’ completi di analisi sul territorio italiano, era molto articolato e si e’ occupato di tutti gli aspetti della difesa del suolo, facendo una ‘fotografia’ del territorio con la segnalazione di tutte le zone di alluvionamento, frane ed erosione delle coste”. 

Manca, secondo gli esperti intervenuti oggi al convegno, ”la volonta’ politica di mettere risorse su questo argomento, si sono smantellati servizi come il Genio Civile e il genio Forestale che gia’ allora De Marchi chiedeva venissero mantenuti e rafforzati”. La frana sulla via dell’Amore, che nel settembre 2012 feri’ alcune turiste australiane e che ha provocato la chiusura del camminamento a picco sul mare, e’ li’ a ricordare se ce ne fosse bisogno quanto sia incontestabilmente fragile il territorio. 

A qualche chilometro di distanza, le esondazioni dei torrenti di Borghetto Val di Vara e Brugnato, che durante l’alluvione del 2011 hanno mietuto una decina di vittime, e la piena del rio Fereggiano che a Genova uccise sei persone, sottolineano la necessita’ della programmazione. Perche’ e’ vero che la natura si riprende quello che l’uomo le toglie. ”D’altra parte - ha detto Tira - la natura vive di equilibrio mentre l’uomo pretende di avere sempre di piu’. E quando lo squilibrio diventa eccessivo, la natura si mette d’impegno per riprendersi cioe’ che e’ suo”.

Fonte: Meteo Web
Articolo: Beppe Caridi

lunedì 7 gennaio 2013

Trasferimento di 90 cani a Pavia? Comune di Palermo risponde all'Enpa

I cani non verranno trasferiti a Pavia. Lo annuncia l'assessore comunale ai diritti degli animali Giuseppe Barbera, in risposta al comunicato stampa pubblicato ieri dall'Enpa sul proprio sito. Nella nota l'ente affermava di aver appreso che, nei prossimi giorni 90 cani sarebbero stati trasferiti, con un viaggio di oltre 1.100 chilometri, da Palermo a una struttura di Parona (Pavia), gestita da un privato. Se così fosse, l’Enpa chiedeva al Sindaco della città siciliana, Leoluca Orlando, di impegnarsi a bloccare l’operazione. 

«Auspichiamo che il primo cittadino di Palermo faccia chiarezza sul punto perché costringere gli animali a un viaggio così lungo e faticoso è già un’assurdità, ma è ancora più assurdo il fatto che gli animali potrebbero essere destinati a un “canile” che in passato sarebbe stato oggetto di accuse relative alle modalità di detenzione degli animali », ha dichiarato l’Ente Nazionale Protezione Animali. 

Secondo fonti di stampa locale, nel settembre 2011 Asl e Corpo Forestale dello Stato intervennero presso la struttura per verificare una segnalazione di alcuni attivisti, i quali, avvalendosi di fotografie che ritraevano animali malnutriti tenuti in mezzo agli escrementi (tra queste anche un cane con il collo squarciato), denunciarono presunti casi di maltrattamento ai danni degli animali. 

Maltrattamento smentito dal titolare della struttura. Più di recente, nel luglio 2012, la struttura è stata nuovamente al centro di accertamenti, condotti dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia locale di Parona su disposizione della Procura della Repubblica di Vigevano: in questa circostanza gli agenti hanno prelevato una ventina di cani, risultati privi di microchip. 

Sempre secondo quanto reso noto da organi di stampa, al proprietario sarebbe stata contestata l’importazione abusiva dei venti cani. Accusa che anche in questo caso l’uomo ha smentito. «Qualora il trasferimento fosse acclarato, chiediamo al Sindaco di fermarlo nell’esclusivo interesse dei 90 cani», aveva dichiarato l’Enpa. 

«La custodia degli animali - ha proseguito l'Enpa - deve essere affidata solo a strutture che risultino al di sopra di ogni sospetto e che dimostrino concretamente di garantire agli animali condizioni di detenzione conformi alle loro caratteristiche etologiche. Invece di costringere i cani ad un viaggio faticoso e logorante, il primo cittadino dovrebbe impegnarsi a promuovere una seria politica che favorisca le adozioni in loco». 

L’assessore del Comune di Palermo alla Vivibilità, al Verde e agli Spazi Pubblici, alle Reti Telematiche e all’Innovazione, all’Ambiente, ai Diritti degli Animali e al Canile Municipale, Giuseppe Barbera, con una nota ha dichiarato che: «L'Amministrazione deve procedere nei prossimi mesi alla realizzazione di lavori di ristrutturazione e messa a norma del canile ed ha quindi con largo anticipo proceduto all'emanazione di un bando con cui individuare strutture che garantiscano qualità dell'accoglienza». 

Tra i criteri adottati per la scelta finale, precisa la nota, ci sarà quello relativo alla minore distanza da Palermo. «Prendiamo atto delle dichiarazioni dell’assessore del Comune di Palermo Giuseppe Barbera. Tuttavia - ha commentato l’Enpa -, tale presa di posizione arriva dopo che nostre precedenti e ripetute richieste di informazioni al riguardo erano rimaste senza risposta».

Fonte: ENPA
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