giovedì 6 dicembre 2012

Territorio/ Clini: stop edifici in zone alto rischio, obbligo d'assicurazione

Divieto di costruire case e imprese nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico e assicurazione obbligatoria contro i rischi di eventi climatici estremi sia per i privati che per i beni dello Stato. E ancora: lavori di manutenzione dei corsi d'acqua e di difesa dei centri abitati, ricupero dei terreni abbandonati, difesa dei boschi, protezione delle coste e delle lagune esposte all'innalzamento del mare, riattivazione dei Bacini idrografici. 

E' quanto prevede un disegno di legge introdotto nella bozza sulle "Linee strategiche per l'adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio" che il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha inviato al Cipe e che sarà discusso in una delle prossime sedute, d'intesa con i ministri delle Politiche agricole, delle Infrastrutture e dell'Economia e finanze. 

Nella bozza, come misure urgenti, vengono finalmente attivate le Autorità distrettuali di bacino idrografico, le quali da sei anni avrebbero dovuto sostituire le vecchie Autorià di bacino soppresse dalla legge 152 del 2006. Inoltre compare anche il "divieto immediato di abitare o lavorare nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico". 

Come risulta dalla serie storica degli eventi climatici estremi, a partire dagli anni ottanta l'Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi/anno con effetti significativi per l'economia nazionale, rileva il ministro nella bozza. Sulla base dei Piani di Assetto Idrogeologico (Pai), previsti dalle leggi del '98 e del 2000, le aree ad elevata vulnerabilità per i rischi di frane ed alluvioni rappresentano circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei comuni (6.631). 

Come ha spiegato Clini "uno dei punti fondamentali delle Linee strategiche è la difesa delle zone costiere dell'Alto Adriatico". "Le previsioni dei climatologi sono molto preoccupanti e risultano molto esposte al rischio di alluvione tutte le zone costiere da Ravenna a Monfalcone, dove molti territori si trovano a quote inferiori al livello del mare" commenta il ministro. 

"Oggi quei terreni - continua il ministro dell'Ambiente - sono difesi e tenuti asciutti da un sistema di canali di scolo e di idrovore concepito fra l'800 e il '900, quando le piogge erano diverse e il mare non minacciava di diventare più alto". A proposito di un altro dei punti del documento, il prelievo sui carburanti secondo il ministro non graverà sulla crescita economica perché sarà una rimodulazione, uno spostamento, "a parità di peso fiscale" osserva Clini. 

L'assicurazione obbligatoria, infine, "interessa solamente gli edifici costruiti nelle zone ad alto rischio" e si rende necessaria, conclude Clini, "per consentire a chiunque viva o lavori nelle aree a rischio idrogeologico di avere la certezza del risarcimento in caso di danni, per ridurre i costi dei premi assicurativi e per non gravare sulle tasche di tutti gli italiani attraverso i risarcimenti con fondi pubblici".

Fonte: Adnkronos

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