venerdì 21 dicembre 2012

Wwf: Mekong tesoro di fauna sconosciuta, scoperte 126 nuove specie

Un nuovo pipistrello che deve il nome al suo aspetto diabolico, un pesce cieco che vive nel sottosuolo, una vipera dagli occhi color rubino e una rana che canta come un uccello sono solo alcune delle 126 specie identificate per la prima volta dagli scienziati nella

martedì 18 dicembre 2012

Forestale, sequestro 46 cuccioli al confine con Slovenia stipati in furgone

Quarantasei cuccioli appartenenti a diverse razze sono stati sequestrati dal personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) presso la barriera autostradale di Ugovizza, nel Comune di Malborghetto - Valbruna, in provincia di Udine. I cuccioli, provenienti dall'Est, erano stipati all'interno di un furgone condotto da due uomini di circa trent'anni, originari della Repubblica Slovacca. Gli animali rinvenuti (King Cavalier, Maltese, York Shire, Chihuahua, Spitz, Shi-tzu, Malinoise, Dobermann, Dogue de bordeaux, Bull dog inglese, Boule dogue francese, Akita inu, Labrador, Chow Chow e West Hiland W.T.) erano tutti molto piccoli. 

Alcuni animali non erano stati ancora svezzati, altri riportavano segni di interventi chirurgici recenti e punti di sutura per il taglio della coda (la cui pratica è vietata in Italia) con ferite non rimarginate. I cuccioli, seppur nutriti, erano però completamente sprovvisti di acqua. Per la verifica delle condizioni di salute dei cagnolini sul posto è intervenuto un medico veterinario esperto di animali da affezione e del loro benessere. Alcuni esemplari erano sprovvisti di microchip e non erano accompagnati da documentazione alcuna che ne comprovasse la provenienza o l'esecuzione di un adeguato piano di profilassi sanitaria. 

Il personale del Corpo forestale dello Stato ha, quindi, immediatamente, sequestrato i cuccioli e denunciato all'Autorità Giudiziaria competente i due conducenti per maltrattamento animali (in quanto i cani sono stati strappati anzitempo alle proprie madri), per trasporto e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura, frode in commercio, uso di documento falso e traffico illecito di animali da compagnia. I cagnolini sono stati ricoverati presso un'idonea struttura e sono attualmente in corso le procedure per il loro affido. 

In questi giorni il personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) della Forestale, insieme ai reparti territoriali - Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Tarvisio e gli uomini del Nucleo Operativo Speciale (NOS) di Camporosso (UD), con la collaborazione del Corpo forestale Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha intensificato gli accertamenti e gli appostamenti mirati al controllo dell'importazione illegale dei cuccioli lungo i confini, soprattutto durante il periodo natalizio. 

Molto spesso infatti, i cagnolini rappresentano per i più piccoli un regalo tanto atteso, ma prima di acquistare o donare un cucciolo, bisogna fare attenzione e ricordare che occorre essere certi di volersi assumere l'impegno di curarlo per tutta la vita e che l'animale abbia i certificati in regola, per non alimentare il triste fenomeno del traffico illecito di cuccioli provenienti dai Paesi dell'Est Europa. I cani, infatti, molto spesso sono importati nel nostro Paese mediante estenuanti viaggi, che talvolta ne provocano la morte a causa delle carenti condizioni igienico-sanitarie nelle quali sono costretti a viaggiare.

Foto dal web

giovedì 6 dicembre 2012

Territorio/ Clini: stop edifici in zone alto rischio, obbligo d'assicurazione

Divieto di costruire case e imprese nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico e assicurazione obbligatoria contro i rischi di eventi climatici estremi sia per i privati che per i beni dello Stato. E ancora: lavori di manutenzione dei corsi d'acqua e di difesa dei centri abitati, ricupero dei terreni abbandonati, difesa dei boschi, protezione delle coste e delle lagune esposte all'innalzamento del mare, riattivazione dei Bacini idrografici. 

E' quanto prevede un disegno di legge introdotto nella bozza sulle "Linee strategiche per l'adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio" che il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha inviato al Cipe e che sarà discusso in una delle prossime sedute, d'intesa con i ministri delle Politiche agricole, delle Infrastrutture e dell'Economia e finanze. 

Nella bozza, come misure urgenti, vengono finalmente attivate le Autorità distrettuali di bacino idrografico, le quali da sei anni avrebbero dovuto sostituire le vecchie Autorià di bacino soppresse dalla legge 152 del 2006. Inoltre compare anche il "divieto immediato di abitare o lavorare nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico". 

Come risulta dalla serie storica degli eventi climatici estremi, a partire dagli anni ottanta l'Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi/anno con effetti significativi per l'economia nazionale, rileva il ministro nella bozza. Sulla base dei Piani di Assetto Idrogeologico (Pai), previsti dalle leggi del '98 e del 2000, le aree ad elevata vulnerabilità per i rischi di frane ed alluvioni rappresentano circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei comuni (6.631). 

Come ha spiegato Clini "uno dei punti fondamentali delle Linee strategiche è la difesa delle zone costiere dell'Alto Adriatico". "Le previsioni dei climatologi sono molto preoccupanti e risultano molto esposte al rischio di alluvione tutte le zone costiere da Ravenna a Monfalcone, dove molti territori si trovano a quote inferiori al livello del mare" commenta il ministro. 

"Oggi quei terreni - continua il ministro dell'Ambiente - sono difesi e tenuti asciutti da un sistema di canali di scolo e di idrovore concepito fra l'800 e il '900, quando le piogge erano diverse e il mare non minacciava di diventare più alto". A proposito di un altro dei punti del documento, il prelievo sui carburanti secondo il ministro non graverà sulla crescita economica perché sarà una rimodulazione, uno spostamento, "a parità di peso fiscale" osserva Clini. 

L'assicurazione obbligatoria, infine, "interessa solamente gli edifici costruiti nelle zone ad alto rischio" e si rende necessaria, conclude Clini, "per consentire a chiunque viva o lavori nelle aree a rischio idrogeologico di avere la certezza del risarcimento in caso di danni, per ridurre i costi dei premi assicurativi e per non gravare sulle tasche di tutti gli italiani attraverso i risarcimenti con fondi pubblici".

Fonte: Adnkronos
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