domenica 26 agosto 2012

Russia: attivisti di Greenpeace assaltano piattaforma petrolifera in Artico

Attivisti di Greenpeace all'arrembaggio di una piattaforma nell'Artico russo di proprietà del colosso del gas Gazprom, per lanciare l'allarme sui pericoli delle perforazioni petrolifere in uno degli ultimi ambienti incontaminati del pianeta. Due elicotteri di Gazprom si sono alzati in volo per spruzzare getti d'acqua ghiacciata sotto pressione sul gruppo di ambientalisti, appesi con funi ai fianchi della grande piattaforma rossa Prirazlomnaya, che entrerà in funzione l'anno prossimo.

"Ci stanno innaffiando" ha twittato il direttore generale di Greenpeace International Kumi Naidoo, mentre gli attivisti brandivano grandi cartelli gialli con la scritta "Salviamo l'Artico!" e "Fermiamo Gazprom!". Naidoo ha aggiunto di non attendersi che la guardia costiera riesca a raggiungere la piattaforma prima di domani e ha messo in rete foto del gruppo che allestisce tende pensili dove intende cenare e passare la nottata.

Il blitz prende spunto dalla corsa all'Artico lanciata dalla Russia, che mira a sfruttare un territorio che si ritiene custodisca le più grandi riserve al mondo di petrolio e gas. Il progetto Gazprom inizierà a produrre mentre la società petrolifera pubblica Rosneft inizierà le esplorazioni con il partner Usa ExxonMobil. La regione, al centro di contese territoriali con la Norvegia il Canada, è particolamente attraente in questa fase, in cui la calotta artica si scioglie e i conflitti lacerano i paesi produttori di petrolio del Medio Oriente.

Greenpeace ha annunciato che il suo team ha raggiunto al piattaforma con un raid prima nell'alba a bordo di un gommone, partito dalla sua nave Arctic Sunrise, e poi con una scalata che ha utilizzato le funi da ormeggio dell'impianto galleggiante. Un video girato da un componente del gruppo mostra un mare calmo mentre nuvole metalliche si addensano all'orizzonte e il piccolo gommone arancione sfreccia verso l'enorme struttura. "Sei scalatori hanno preso posizione nelle struttura e hanno interrotto le attività della piattaforma" si legge in una nota dell'organizzazione ambientalista.

La società ha smentito immediatamente di aver subito un'interruzione dell'attività e affermato che gli attivisti hanno rifiutato un invito a entrare nella struttura per parlare. "Sono stati invitati a bordo della piattaforma per un dialogo costruttivo" ha detto un portavoce di Gazprom alle agenzie russe. "Ma hanno rifiutato, hanno detto che preferiscono restare appesi fuori".

L'anno prossimo Gazprom diventerà la prima compagnia a eseguire perforazioni commerciali nell'Artico, quando entrà in produzione il suo impianto offshore nel sud est del mare di Barents. Secondo i critici l'estrazione progettata da Gazprom è estremamente rischiosa perchè la piattaforma è intrappolata nel ghiaccio per gran parte dell'anno e deve funzionare correttamente a temperature di meno 50 gradi centigradi.



Fonte: TM News
Foto: Greenpeace

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