lunedì 30 luglio 2012

Ilva Taranto/ Wwf Italia: no al ricatto occupazionale, basta inquinamento

Nella vicenda dell’Ilva di Taranto, sequestrata dalla magistratura, “non si ricada nell’errore di separare la questione ambientale dalla questione occupazionale, pensando che le soluzioni possano essere disgiunte e si stringa un patto di ferro che da una parte diminuisca l’inquinamento e parallelamente porti avanti la riconversione industriale“. Lo afferma il una nota il Wwf Italia.

La ‘condanna’ dell’Ilva, si legge ancora, “si chiama morte perchè a questo sono destinati quelli che sono continuamente esposti a carichi inquinanti verso i quali ci sono stati interventi tardivi e non ancora sufficientemente efficaci“. La magistratura, venti anni dopo l’inizio del caso, ha attuato “un atto dovuto dopo lunghissime indagini e perizie“.

Per il Wwf  “tutto ciò doveva arrivare ben prima, visto che l’area industriale dell’Ilva è stata dichiarata prima sito a alto rischio ambientale e poi sito di bonifica di interesse nazionale senza che, prima di tutto la proprietà, avviasse un processo di risanamento e riconversione industriale“. “Il ricatto occupazionale - continua l’associazione - per troppi anni ha avuto la meglio sull’impatto ambientale che è ricaduto sulla città”.

Come richiesto dal Wwf in precedenza, “meglio sarebbe stato se l’autorizzazione unica ambientale rilasciata congiuntamente da molti enti, tra cui il ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia, fosse stata data chiedendo in via preventiva interventi di riduzione degli impatti”.

“Oggi la strada - prosegue il Wwf - si fa più difficile e inevitabilmente occorre garantire l’aspetto sociale e quindi l’occupazione purchè si abbia l’assoluta certezza che sin da subito si pongano in essere procedure e misure per diminuire emissioni e carichi inquinanti” purchè “si riprenda con forza il tema della riconversione dello stabilimento che in assenza di alternative ha purtroppo il destino segnato nell’ambito di un mercato globale“.

Su queste vicende sempre alta è stata l’attenzione del Wwf, che aveva depositato un ricorso avverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a favore dello stabilimento tarantino, “ritenendolo carente degli strumenti burocratici, tecnici e tecnologici idonei a garantire l’ambiente e quindi la salute dei cittadini”.

Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, il Wwf ha sempre richiesto un “concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e ‘a monte’ della produzione di diossina“, nonché ulteriori, più incisive, prescrizioni a tutela della salubrità ambientale della città di Taranto e della regione tutta.

Recentemente il Wwf si è costituito parte offesa al processo per all'inquinamento generato dagli impianti Ilva, incaricando l'avvocato Francesco Di Lauro per la difesa legale. La sentenza del Tribunale del Riesame, a seguito del sequestro di 6 aree dell'impianto siderurgico disposto dal gip del tribunale jonico, è prevista per Giovedì prossimo.

Via: Meteoweb
Foto dal web

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