venerdì 18 maggio 2012

Wwf, consegnato al ministro dell'Ambiente Clini il decalogo Salva-coste

Depurare è l'obiettivo primario, quando si parla di salvaguardia delle coste, secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al quale mercoledì scorso  il Wwf ha consegnato il decalogo "Salva-coste" con le dieci richieste dell'organizzazione
al Governo, all'interno del dossier "Coste: il profilo fragile dell'Italia". Richieste che riguardano da una parte la diminuzione della pressione sulle coste già edificate, dall'altro una gestione naturalistica e ambientale efficace per le aree che si sono salvate.

La prima richiesta riguarda l'estensione del vincolo paesaggistico sulle coste, seguita dalla moratoria delle nuove edificazioni, l'approvazione dei master plan regionali dei porti, la ricognizione sulle concessioni degli stabilimenti balneari, la bonifica delle aree industriali costiere inquinate, il rispetto della Convenzione di Barcellona su fascia costiera e aree protette. Il decalogo continua con la richiesta di approvazione dei Piani di gestione per le aree costiere e marine della Rete Natura 2000, la gestione integrata delle acque e la garanzia di risorse per maggiori controlli.

Infine, si chiede l'avvio di un piano nazionale per le infrastrutture "verdi" che garantisca la funzione ecologica di coste e fiumi che devono essere più idonei a rispondere alle esigenze di adattamento imposte dai cambiamenti climatici in atto. Infrastrutture verdi "utili per lo sviluppo di un turismo sostenibile e preziose per l'Italia, per superare il modello degli anni '70 al quale si deve la compromissione di alcune zone pregiate del nostro Paese", commenta il ministro Clini.

La ricetta salva-coste proposta dal Wwf punta da una parte alla diminuzione della pressione sulle coste già edificate e dall'altra ad una gestione naturalistica ed ambientale efficace per le aree che si sono salvate. In materia di tutela delle coste, il ministro Clini sottolinea che "le leggi a nostra disposizione sono sufficienti, ma bisogna agire sulla capacità di governare" e puntare sulla gestione, attualemente "non adeguata, soprattutto per quanto riguarda le infrazioni alla depurazione".

"Stiamo lavorando sulla possibilità di attivare nei parchi nazionali, nelle aree protette e nelle riserve, forme di partecipazione alla gestione sostenibile attraverso una remunerazione dei servizi offerti, secondo un'idea in merito alla gestione che prevede un meccanismo sostenuto dal credito d'imposta, per consentire a chi vuole investire nella manutenzione del territorio di avere un credito", aggiunge il ministro, commentando il decalogo del Wwf, al quale chiede di "studiare insieme un meccanismo che veda la manutenzione in una prospettiva di sussidarietà".

Lo stop al cemento è in cima alla lista della campagna Wwf: "Dobbiamo salvare il 30% di tratti meravigliosi che ci rimangono", ha detto il direttore delle Politiche ambientali del Wwf Italia, Gaetano Benedetto. Secondo il rapporto che il Wwf ha consegnato al ministro, gli 8.000 chilometri di costa sono "affollati" da 638 comuni costieri e 30 milioni di italiani, colpiti da erosione costiera per il 42%, costeggiati da un "lungomuro" di cemento che conta in media uno stabilimento balneare ogni 350 metri (12.000 in tutto), interessati da 28 dei 57 siti di bonifica industriale d'interesse nazionale.

Via: AdnKronos
Foto dal web

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...