venerdì 18 maggio 2012

Ambiente, assessorato regionale riperimetra siti Natura 2000 in Sicilia

E' stato ultimato il lavoro sulle riperimetrazioni dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) dei siti di ''Natura 2000'' in Sicilia, da parte del Dipartimento Ambiente della Regione siciliana. Lo ha comunicato, con una
nota, l'assessore regionale al Territorio e Ambiente Sebastiano Di Betta al ministero dell'Ambiente. Il Dipartimento aveva già trasmesso, nel 2011, i perimetri aggiornati dei siti Natura 2000 relativi ai piani di gestione ''Monti di Trapani'', ''Monti Sicani'', ''Monti Iblei'' e quelli dei siti marini.

''Le modifiche apportate - scrive Di Betta - riguardano le correzioni dei perimetri dei siti, derivate dal confronto tra quelli vigenti, con la scala di rappresentazione originaria (1:25.000), e quelli di maggior dettaglio tracciati nella Carta Tecnica Regionale (1:10.000). Il livello di dettaglio dei perimetri dei siti Natura 2000 modificati è stato uniformato a quello dei 78 perimetri approvati dalla Commissione europea. I siti che hanno subito modifiche sono in tutto 142 e sono stati esaminati secondo i raggruppamenti previsti nei piani di gestione Natura 2000 predisposti dal Dipartimento''.

Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. La rete Natura 2000 è costituita da Zone Speciali di Conservazione (ZSC) istituite dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 79/409/CEE "Uccelli".

Le aree che compongono la rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse; la Direttiva Habitat intende garantire la protezione della natura tenendo anche "conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali" (Art. 2). Soggetti privati possono essere proprietari dei siti Natura 2000, assicurandone una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico.

La Direttiva riconosce il valore di tutte quelle aree nelle quali la secolare presenza dell'uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività antropiche e natura. Alle aree agricole, per esempio, sono legate numerose specie animali e vegetali ormai rare e minacciate per la cui sopravvivenza è necessaria la prosecuzione e la valorizzazione delle attività tradizionali, come il pascolo o l'agricoltura non intensiva. Nello stesso titolo della Direttiva viene specificato l'obiettivo di conservare non solo gli habitat naturali ma anche quelli seminaturali (come le aree ad agricoltura tradizionale, i boschi utilizzati, i pascoli, ecc.).

Un altro elemento innovativo è il riconoscimento dell'importanza di alcuni elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). Gli Stati membri sono invitati a mantenere o all'occorrenza sviluppare tali elementi per migliorare la coerenza ecologica della rete Natura 2000. In Italia, i SIC e le ZPS coprono complessivamente il 21% circa del territorio nazionale. Informazioni riguardanti la rete Natura 2000 negli altri paesi dell'Unione si trovano sul sito europeo http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm.

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