domenica 8 aprile 2012

I panda rischiano l'estinzione, adesso si scopre per colpa del sesso

Il panda è da sempre il simbolo del costante pericolo di estinzione per alcune specie animali, minacciate dai cambiamenti climatici o dall'intervento dell'uomo. Non a caso è stato scelto come emblema del WWF, tra le più conosciute ed importanti fondazioni che si battono per la tutela ambientale. Ora un nuovo studio a opera dei ricercatori dello Smithsonian Conservation Biology Institute (SCBI) negli Stati Uniti rivela che uno dei mammiferi più rari del pianeta rischia la scomparsa anche a causa delle sue abitudini sessuali.

"I panda sono notoriamente 'schizzinosi' quando si tratta di sesso. I loro cicli riproduttivi stagionali sono molto brevi, e questo rende il loro accoppiamento molto difficile anche nelle condizioni controllate di cattivita'" ha spiegato Copper Aitken-Palmer, veterinario a capo dello studio pubblicato sulla rivista Biology of Reproduction.

Da tempo si è a conoscenza che i panda femmine provano eccitazione sessuale soltanto prima dell'ovulazione, che avviene solo una volta all'anno in un breve periodo di 1-3 giorni tra Febbraio e Maggio. Se il maschio perde l'occasione, se ne riparla l'anno successivo. "Abbiamo scoperto che anche i panda maschi hanno cicli ugualmente brevi e restrittivi" ha spiegato Aitken-Palmer.

"Il testosterone e la produzione di sperma migliora durante l'inverno per raggiungere il culmine in Marzo e Aprile, dopodichè termina improvvisamente in giugno". Questo significa che se per qualche motivo una coppia di panda non coglie l'occasione appena si presenta o ha i cicli riproduttivi sfasati per qualche ragione, la riproduzione non ha successo".

Per i ricercatori, la nuova scoperta potrà fornire agli zoo e alle riserve linee guida per aiutare questa frigida specie a riprodursi con successo. Ci sono meno di 1600 panda allo stato brado; per quanto riguarda quegli in cattività, le difficoltà nell'accoppiamento naturale costringono la maggior parte delle coppie di panda all'inseminazione artificiale.

La sopravvivenza è costantemente minacciata poi dal bracconaggio (per ricavarne pellicce, spesso praticato come hobby) e della lenta ricrescita del bambù. Nonostante siano mammiferi carnivori, la loro dieta è essenzialmente quella di un erbivoro. Si nutre quasi esclusivamente di bambù (circa 38 kg di germogli al giorno, pari al 45% del peso corporeo).

Via: AGI
Foto dal web

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