sabato 17 marzo 2012

Vivisezione, Lav rende pubblico video su condizioni detenzione scimmie

Gravi sofferenze e perfino la morte, precedono le dolorosissime sperimentazioni cui sono sottoposti i primati destinati ai laboratori di ricerca. Lo rivela la LAV (rendendo pubblica una recente video-investigazione condotta da BUAV, la più importante associazione antivivisezionista della Gran Bretagna che insieme alla LAV fa parte della Coalizione ECEAE), alla vigilia della raccolta-firme organizzata dalla Lega Anti Vivisezione nei week end del 17-18 e 24-25 marzo, in centinaia di piazze d'Italia, per chiedere a Governo e Parlamento un recepimento rigoroso della Direttiva UE 2010/63 in materia di sperimentazione animale.

La video-investigazione mostra centinaia di primati, in particolare macachi, detenuti nelle gabbie di una struttura di smistamento situata nel Laos (Sud Est asiatico), dove gli animali vengono fatti stazionare prima di essere destinati ai laboratori di sperimentazione di Europa e America. Viene documentato il ritrovamento di primati morti nelle gabbie, altri sofferenti a causa di lesioni e con evidenti perdite di pelo.

Spesso si ignora che paura, malattie e stress - causati da cattura, prigionia, cattività, lunghi viaggi - precedono gli esperimenti invasivi e poi la morte cui sono sottoposti i primati destinati alla ricerca. Immagini forti, che spiegano in maniera inequivocabile le sofferenze inflitte a questi animali, molto spesso provenienti da catture in natura, prima ancora di arrivare nei laboratori come la Harlan, in Brianza, che da giorni è nuovamente al centro di una ferma protesta da parte della LAV e di altre associazioni a causa dell'importazione di centinaia di primati "da sperimentazione" (104 scimmie, parte di un maxicarico di più di 900 primati) provenienti dalla Cina.

La ditta Harlan, attiva da più 70 anni, alleva animali transgenici e "da laboratorio" ed effettua "servizi di vivisezione" per conto terzi in un capannone alla periferia di Correzzana, in provincia di Monza. La LAV e altre associazioni sono in attesa che il presidente della multinazionale, David Broker, mantenga l'impegno preso con l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, di non fare arrivare altri primati e di cercare una soluzione per quelli in stallo già presenti presso lo stabilimento.

Intanto l’iniziativa di protesta avviata dalla LAV contro Air China, per chiedere alla compagnia aerea di non essere più complice di questo ignobile traffico di animali, in pochi giorni ha già raccolto più di 2000 adesioni, ribadendo come l’opinione pubblica sia contraria alla vivisezione e non voglia più vedere il proprio Paese che sovvenziona e supporta questo tipo di ricerca crudele e inutile. Per partecipare alla protesta, cliccate qui.



Via: Lav
Foto da video

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