sabato 21 gennaio 2012

Wwf a manifestazione no oil di Monopoli, stop trivelle a Pantelleria

''Chi tutela il patrimonio naturale e sceglie le energie pulite e rinnovabili, contribuisce alla ricchezza e al futuro del Paese''. Cosi' il Wwf interpreta lo slogan 'piu' verde, meno nero' che anima la manifestazione di oggi a Monopoli in Puglia, frutto della comune sensibilita' degli enti e delle comunita' locali alla tutela delle risorse ambientali, contro l'economia rapinosa dell'industria dell'estrazione di idrocarburi e il predominio dei combustibili fossili.

Come denunciato nel dossier lanciato ieri dal Wwf l'Italia ''Milioni di regali - Italia: Far West delle trivelle'' su 136 concessioni di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo 21 hanno pagato le royalty alle amministrazioni pubbliche italiane, su 70 coltivazioni a mare, solo 28 le hanno pagate. Su 59 societa' che nel 2010 operano in Italia solo 5 pagano le royalty (Eni, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed Eni/Mediterranea idrocarburi).

Purtroppo la corsa all'oro nero non si ferma: ''se pensiamo che al 2011 sono 82 le istanze di permesso di ricerca e i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi in mare (74 dei quali nelle regioni del Centro-Sud, 39 nella sola Sicilia) presentati al Ministero dello Sviluppo economico'' sottolinea il Wwf.

Sono invece 204 le istanze di ricerca e i permessi di ricerca in terra (89 al Nord pari al 44%, 61 al Sud, pari al 30% e 54 nel Centro Italia, pari al 26%; tra cui spiccano nelle diverse aree geografiche: le 52 tra istanze e permessi presentati in Emilia Romagna che vanta il primato del Nord, i 22 in Abruzzo, prima nel Centro, e i 27 nella gia' colonizzata Basilicata, che ha il primato del Mezzogiorno, seguita dalla Sicilia, con 16).

Le acque dei banchi di Pantelleria rappresentano "un ambiente fragile e indispensabile alla diversità biologica e alla produttività dell'intero Canale di Sicilia". Quest'area "è incompatibile con ogni forma di ricerca sismica e di trivellazioni". Con queste motivazioni la commissione Via del ministero dell'Ambiente ha dato parere negativo alle ambizioni petrolifere dell'Audax, compagnia battente bandiera australiana, che da qualche anno aveva messo gli occhi sui fondali siciliani.

Ma non solo: per la prima volta, il ministero non si limita a respingere una richiesta, ma sancisce con forza un "no" che chiude definitivamente la porta a qualsiasi richiesta di trivellazione futura nelle acque dei banchi tra Pantelleria e Favignana, considerati dall'Onu un patrimonio della biodiversità del Mediterraneo.

Fonti: Libero Quotidiano | La Repubblica

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