sabato 14 gennaio 2012

Nave Costa, geologo: pompare carburante per salvare Isola del Giglio

Tragedia nelle acque dell'Arcipelago toscano dove la nave da crociera Costa Concordia si è incagliata venerdì sera in una secca di Punta Gabbianara, imbarcando acqua, duecento metri al largo dell'Isola del Giglio. La nave è inclinata su un lato di 90 gradi e prossima ad affondare. Le prime indagini danno come possibili cause errore umano o un problema all'elettronica. "È importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante. Altrimenti l'isola del Giglio è condannata". Così il geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, interviene sul disastro della nave Concordia di Costa Crociere. "Il mio primo pensiero - aggiunge - va alle vittime e ai dispersi nell'incidente. Premesso questo, quanto accaduto potrebbe avere anche un risvolto ambientale". Anche se i serbatoi di navi di questa stazza "sono ben protetti - rileva Tozzi - è importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si provvederà a metterlo in sicurezza, credo nelle prossime ore". Ma un danno ambientale, secondo il geologo, c'è già stato: "la nave, nell'impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato con sè, ha rovinato parte del fondale per un bel pò". Secondo Tozzi alla base del disastro c'è probabilmente una concatenazione di errori: "i sistemi radar ed elettronici oggi consentono una navigazione sicura - sottolinea - quindi c'è probabilmente stata una segnalazione elettronica che qualcuno non deve aver controllato. Normalmente, infatti, le rotte di navi di questa dimensione passano ad almeno tre miglia dalla costa". E un miglio, secondo l'ex presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, "è la distanza minima suggerita dalla costa". Non è comunque, secondo il geologo, questione di regole: "basterebbe un pò di buon senso". Regole più severe servirebbero invece, secondo Tozzi, per le petroliere, ovviamente più pericolose a livello ambientale delle navi da crociera. "Quando ero presidente del Parco - ricorda - chiesi senza successo il bando alle petroliere che continuano a passare nelle vicinanze delle isole". Un incidente con sversamento di petrolio in mare, infatti - conclude il geologo - potrebbe danneggiare le isole per anni". Nell'urto violentissimo con il fondale marino, la nave Concordia, naufragata ieri sera al Giglio, ha letteralmente strappato uno scoglio, che è rimasto conficcato nello squarcio apertosi sulla carena della nave.

Via: LEGGO
Foto dal Web

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