venerdì 27 gennaio 2012

Wwf : reati ambientali, a ministro Severino chieste norme più severe

"I reati ambientali non siano piu' considerati 'di serie B' dalla normativa italiana nel 2012". E' la richiesta che il Wwf Italia ha rivolto al ministro della Giustizia, Paola Severino, in una lettera inviata in occasione dell'inaugurazione del nuovo Anno Giudiziario.

L'associazione chiede un incontro al ministro "per rappresentare l'urgenza di una riforma del codice penale che veda finalmente l'introduzione di sanzioni piu' severe per i reati ambientali", si legge in una nota, "che attualmente a causa di una normativa 'debole' non sono puniti adeguatamente e rendono sempre piu' difficile l'impegno delle associazioni per difendere in tribunale l'ambiente e la salute dei cittadini".

Per il Wwf l'incontro dovrebbe poi essere l'occasione per analizzare il problema delle "sempre maggiori spese legali a carico delle associazioni senza scopo di lucro impegnate in processi per la difesa del bene pubblico, cifre aumentate anche con le recenti manovre finanziarie". Tra le emergenze ambientali per il 2012 il Wwf segnala: il traffico illegale di specie protette, l'assenza di una legge che tuteli la biodiversita' e il crescente consumo del suolo, soprattutto in materia di abusivismo edilizio.

Il Wwf considera il 2011 "l'anno dell'occasione perduta", l'anno in cui l'Italia "ha si' recepito la Direttiva 99/2008 sulla tutela penale dell'ambiente ma ha adottato un provvedimento troppo timido per essere efficace, in particolare nella lotta alle ecomafie". Per l'associazione "si rimane, infatti, nel solco delle fattispecie contravvenzionali, senza riuscire a individuare i delitti, con l'effetto di continuare a fornire armi spuntate a chi ha il difficile compito di indagare e reprimere: scarse possibilita' di utilizzare le intercettazioni telefoniche e ambientali, impossibilita' delle rogatorie internazionali, tempi brevissimi di prescrizione".

"Della direttiva europea 99 del 2008 sulla tutela penale dell'ambiente, il governo ha recepito soltanto alcuni aspetti marginali", ha ammonito Patrizia Fantilli, direttore dell'Ufficio Legale e Legislativo del Wwf Italia, "il nostro legislatore si e' limitato a recepire il minimo previsto dalla Direttiva e, a differenza di quanto avviene nel resto d'Europa, i reati ambientali continueranno a essere perseguiti in Italia come illeciti di secondo ordine e nei nostri tribunali restera' complesso punire ad esempio chi sversa veleni in mare, chi libera sostanze nocive nell'atmosfera e chi le sotterra".

Fonte: AGI
Foto dal Web

sabato 21 gennaio 2012

Wwf a manifestazione no oil di Monopoli, stop trivelle a Pantelleria

''Chi tutela il patrimonio naturale e sceglie le energie pulite e rinnovabili, contribuisce alla ricchezza e al futuro del Paese''. Cosi' il Wwf interpreta lo slogan 'piu' verde, meno nero' che anima la manifestazione di oggi a Monopoli in Puglia, frutto della comune sensibilita' degli enti e delle comunita' locali alla tutela delle risorse ambientali, contro l'economia rapinosa dell'industria dell'estrazione di idrocarburi e il predominio dei combustibili fossili.

Come denunciato nel dossier lanciato ieri dal Wwf l'Italia ''Milioni di regali - Italia: Far West delle trivelle'' su 136 concessioni di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo 21 hanno pagato le royalty alle amministrazioni pubbliche italiane, su 70 coltivazioni a mare, solo 28 le hanno pagate. Su 59 societa' che nel 2010 operano in Italia solo 5 pagano le royalty (Eni, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed Eni/Mediterranea idrocarburi).

Purtroppo la corsa all'oro nero non si ferma: ''se pensiamo che al 2011 sono 82 le istanze di permesso di ricerca e i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi in mare (74 dei quali nelle regioni del Centro-Sud, 39 nella sola Sicilia) presentati al Ministero dello Sviluppo economico'' sottolinea il Wwf.

Sono invece 204 le istanze di ricerca e i permessi di ricerca in terra (89 al Nord pari al 44%, 61 al Sud, pari al 30% e 54 nel Centro Italia, pari al 26%; tra cui spiccano nelle diverse aree geografiche: le 52 tra istanze e permessi presentati in Emilia Romagna che vanta il primato del Nord, i 22 in Abruzzo, prima nel Centro, e i 27 nella gia' colonizzata Basilicata, che ha il primato del Mezzogiorno, seguita dalla Sicilia, con 16).

Le acque dei banchi di Pantelleria rappresentano "un ambiente fragile e indispensabile alla diversità biologica e alla produttività dell'intero Canale di Sicilia". Quest'area "è incompatibile con ogni forma di ricerca sismica e di trivellazioni". Con queste motivazioni la commissione Via del ministero dell'Ambiente ha dato parere negativo alle ambizioni petrolifere dell'Audax, compagnia battente bandiera australiana, che da qualche anno aveva messo gli occhi sui fondali siciliani.

Ma non solo: per la prima volta, il ministero non si limita a respingere una richiesta, ma sancisce con forza un "no" che chiude definitivamente la porta a qualsiasi richiesta di trivellazione futura nelle acque dei banchi tra Pantelleria e Favignana, considerati dall'Onu un patrimonio della biodiversità del Mediterraneo.

Fonti: Libero Quotidiano | La Repubblica

sabato 14 gennaio 2012

Nave Costa, geologo: pompare carburante per salvare Isola del Giglio

Tragedia nelle acque dell'Arcipelago toscano dove la nave da crociera Costa Concordia si è incagliata venerdì sera in una secca di Punta Gabbianara, imbarcando acqua, duecento metri al largo dell'Isola del Giglio. La nave è inclinata su un lato di 90 gradi e prossima ad affondare. Le prime indagini danno come possibili cause errore umano o un problema all'elettronica. "È importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante. Altrimenti l'isola del Giglio è condannata". Così il geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, interviene sul disastro della nave Concordia di Costa Crociere. "Il mio primo pensiero - aggiunge - va alle vittime e ai dispersi nell'incidente. Premesso questo, quanto accaduto potrebbe avere anche un risvolto ambientale". Anche se i serbatoi di navi di questa stazza "sono ben protetti - rileva Tozzi - è importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si provvederà a metterlo in sicurezza, credo nelle prossime ore". Ma un danno ambientale, secondo il geologo, c'è già stato: "la nave, nell'impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato con sè, ha rovinato parte del fondale per un bel pò". Secondo Tozzi alla base del disastro c'è probabilmente una concatenazione di errori: "i sistemi radar ed elettronici oggi consentono una navigazione sicura - sottolinea - quindi c'è probabilmente stata una segnalazione elettronica che qualcuno non deve aver controllato. Normalmente, infatti, le rotte di navi di questa dimensione passano ad almeno tre miglia dalla costa". E un miglio, secondo l'ex presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, "è la distanza minima suggerita dalla costa". Non è comunque, secondo il geologo, questione di regole: "basterebbe un pò di buon senso". Regole più severe servirebbero invece, secondo Tozzi, per le petroliere, ovviamente più pericolose a livello ambientale delle navi da crociera. "Quando ero presidente del Parco - ricorda - chiesi senza successo il bando alle petroliere che continuano a passare nelle vicinanze delle isole". Un incidente con sversamento di petrolio in mare, infatti - conclude il geologo - potrebbe danneggiare le isole per anni". Nell'urto violentissimo con il fondale marino, la nave Concordia, naufragata ieri sera al Giglio, ha letteralmente strappato uno scoglio, che è rimasto conficcato nello squarcio apertosi sulla carena della nave.

Via: LEGGO
Foto dal Web

venerdì 6 gennaio 2012

Lav, Oroscopo 2012 nel segno della non violenza verso gli animali

Un oroscopo insolito, nel segno della solidarietà e della non violenza verso il mondo degli animali. A tracciarlo è la Lav, "senza consultare le stelle perché - spiega Gianluca Felicetti, presidente dell'associazione - in questo caso a giocare sono degli effetti

domenica 1 gennaio 2012

Bilancio 2011 del WWF: dallo stop al nucleare ai tagli al Ministero

Si è chiuso l’anno e il WWF ha tirato le somme sul bilancio ambientale del 2011, Anno internazionale delle Foreste e l’anno in cui l’Associazione del Panda ha festeggiato i suoi primi 50 anni di azione a livello globale. Un anno ricco di successi caratterizzati da un grande coinvolgimento degli italiani, come la campagna referendaria che con il 94,08% dei voti ha ribadito il secco rifiuto dell’Italia nei confronti del nucleare; il divieto dei sacchetti di plastica anche in Italia, minacciato però, proprio a fine anno, dalla scomparsa della norma dal decreto milleproroghe; o la campagna WWF “Una nuova oasi per te” che grazie all’aiuto di migliaia di cittadini, ha messo al sicuro da ogni minaccia due preziosi boschi in Lombardia e nel Lazio. Mentre la cifra mai vista di quasi 43 mila rapaci attraversava lo Stretto di Messina durante le migrazioni di primavera e turisti, volontari ed esperti WWF monitoravano giorno e notte il numero record di nidi di tartarughe marine tra Puglia, Calabria e Sicilia.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...