venerdì 21 dicembre 2012

Wwf: Mekong tesoro di fauna sconosciuta, scoperte 126 nuove specie

Un nuovo pipistrello che deve il nome al suo aspetto diabolico, un pesce cieco che vive nel sottosuolo, una vipera dagli occhi color rubino e una rana che canta come un uccello sono solo alcune delle 126 specie identificate per la prima volta dagli scienziati nella regione del Mekong nel 2011 e descritti ora nel nuovo dossier WWF "Extra Terrestrial - extra terrestri". 

Tra le dieci specie evidenziate nella relazione il nome più appropriato va al pipistrello Belzebù dal naso a tubo, una piccola creatura dall'aspetto demoniaco conosciuta solo in Vietnam. Il pipistrello Belzebù, come altri due pipistrelli simili scoperti nel 2011, è strettamente legato alla foresta tropicale per la sua sopravvivenza ed è particolarmente vulnerabile per la inarrestabile deforestazione che interessa quegli ambienti unici. In soli quattro anni il 30% delle foreste del Mekong sono andate perdute, scomparse per sempre per mano dell'uomo. 

"Mentre le scoperte del 2011 fatte nel Mekong confermano come questa regione sia straordinariamente ricca di biodiversità, nasconda tesori nascosti ancora da svelare, molte di queste nuove specie stanno già lottando per sopravvivere in un habitat in difficoltà", ha detto in un comunicato Massimiliano Rocco Responsabile del Programma Specie del WWF Italia. La nuova specie di pesce gatto dotato di 'zampe' (Clarias gracilentus) scoperta nelle d'acque dolci sull'isola vietnamita di Phu Quoc, può muoversi via terra con le sue pinne pettorali che gli permettono di rimanere in piedi mentre si muove in avanti con i movimenti di un serpente. 

E un pesce in miniatura (Boraras naevus) di soli 2 centimetri di lunghezza, è stato trovato nel sud della Thailandia e prende il nome dalla grande macchia scura sul suo corpo d'orato (nevo in latino è un difetto). Un pesce dal colore perlato della famiglia delle carpe è stato trovato nel bacino del Xe Bangfai, un affluente del fiume Mekong nel Laos centrale, fiume che corre sottoterra per sette chilometri attraverso calcare carsico. Il Bangana musaei è completamente cieco ed è stato subito classificato specie vulnerabile. 

Nel fiume Mekong vivono circa 850 specie di pesci e qui c'è la pesca su acque interne più intensa del mondo. La determinazione del Laos a costruire la diga Xayaburi sulla corrente principale del fiume Mekong è una minaccia significativa per la straordinaria biodiversità del Mekong e per la sua produttività, ancora di salvezza del Sud-Est asiatico che supporta le condizioni di vita di oltre 60 milioni di persone. "Il fiume Mekong ha un livello di biodiversità acquatica secondo solo al Rio delle Amazzoni", ha fatto presente Cox Responsabile del programma Specie del WWF per il Mekong. 

Le rane del genere Leptobrachium gli occhi ce l'hanno e tra le sue più di 20 specie vi è una notevole varietà di colorazione dell'occhio. Il Leptobrachium leucosi scoperto nel 2011 nella sempreverde foresta pluviale nel Sud del Vietnam, si distingue per i suoi occhi suggestivi in bianco e nero. Una impressionante serie di 21 rettili è stata scoperta tra cui la vipera verde dagli occhi color rubino (Trimeresurus rubeus) nelle foreste vicino a Ho Chi Minh City. 

Questo nuovo gioiello della giungla si snoda anche la sua strada lungo le colline del Sud del Vietnam e attraverso la parte orientale della Cambogia Lang Bian Plateau. Un pitone dalla coda corta è stato trovato in un corso d'acqua nel Wildlife Sanctuary Kyaiktiyo in Myanmar. L'inafferrabile pitone pigmeo (Python Kyaiktiyo) non è stato ritrovato nonostante le indagini ripetute, così poco si sa della sua ecologia, la distribuzione o le minacce. Tuttavia il pitone di 1,5 metri di lunghezza probabilmente soffre le minacce dei suoi simili tra cui la perdita di habitat e la caccia illegale per ricavarne carne, pelli e per il commercio di animali esotici. 

"Il bracconaggio che alimenta il commercio illegale di specie selvatiche rappresenta una delle minacce più gravi per l'esistenza di molte specie del Sud-Est asiatico", ha aggiunto Rocco. "Per affrontare questa minaccia, WWF e TRAFFIC (la rete di monitoraggio del commercio della fauna selvatica, creata congiuntamente da IUCN e WWF) ha lanciato quest'anno una campagna globale per aumentare l'applicazione della legge, imporre deterrenti severi e ridurre la domanda di prodotti di specie in pericolo." 

Dal 1997 il numero incredibile di 1.710 nuove specie sono state descritte dalla scienza nel Mekong (precedenti report sono scaricabili qui http://bit.ly/d080Cc) Oltre alle 10 specie simbolo recentemente identificate dalla scienza ci sono 82 piante, 13 pesci, 21 rettili, 5 anfibi mammiferi tutti scoperti nel 2011 nella regione del Mekong del Sud-Est asiatico che si estende su Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia, Vietnam e nella parte Sud-occidentale della provincia cinese dello Yunnan.

Via: TMNews
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martedì 18 dicembre 2012

Forestale, sequestro 46 cuccioli al confine con Slovenia stipati in furgone

Quarantasei cuccioli appartenenti a diverse razze sono stati sequestrati dal personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) presso la barriera autostradale di Ugovizza, nel Comune di Malborghetto - Valbruna, in provincia di Udine. I cuccioli, provenienti dall'Est, erano stipati all'interno di un furgone condotto da due uomini di circa trent'anni, originari della Repubblica Slovacca. Gli animali rinvenuti (King Cavalier, Maltese, York Shire, Chihuahua, Spitz, Shi-tzu, Malinoise, Dobermann, Dogue de bordeaux, Bull dog inglese, Boule dogue francese, Akita inu, Labrador, Chow Chow e West Hiland W.T.) erano tutti molto piccoli. 

Alcuni animali non erano stati ancora svezzati, altri riportavano segni di interventi chirurgici recenti e punti di sutura per il taglio della coda (la cui pratica è vietata in Italia) con ferite non rimarginate. I cuccioli, seppur nutriti, erano però completamente sprovvisti di acqua. Per la verifica delle condizioni di salute dei cagnolini sul posto è intervenuto un medico veterinario esperto di animali da affezione e del loro benessere. Alcuni esemplari erano sprovvisti di microchip e non erano accompagnati da documentazione alcuna che ne comprovasse la provenienza o l'esecuzione di un adeguato piano di profilassi sanitaria. 

Il personale del Corpo forestale dello Stato ha, quindi, immediatamente, sequestrato i cuccioli e denunciato all'Autorità Giudiziaria competente i due conducenti per maltrattamento animali (in quanto i cani sono stati strappati anzitempo alle proprie madri), per trasporto e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura, frode in commercio, uso di documento falso e traffico illecito di animali da compagnia. I cagnolini sono stati ricoverati presso un'idonea struttura e sono attualmente in corso le procedure per il loro affido. 

In questi giorni il personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) della Forestale, insieme ai reparti territoriali - Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Tarvisio e gli uomini del Nucleo Operativo Speciale (NOS) di Camporosso (UD), con la collaborazione del Corpo forestale Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha intensificato gli accertamenti e gli appostamenti mirati al controllo dell'importazione illegale dei cuccioli lungo i confini, soprattutto durante il periodo natalizio. 

Molto spesso infatti, i cagnolini rappresentano per i più piccoli un regalo tanto atteso, ma prima di acquistare o donare un cucciolo, bisogna fare attenzione e ricordare che occorre essere certi di volersi assumere l'impegno di curarlo per tutta la vita e che l'animale abbia i certificati in regola, per non alimentare il triste fenomeno del traffico illecito di cuccioli provenienti dai Paesi dell'Est Europa. I cani, infatti, molto spesso sono importati nel nostro Paese mediante estenuanti viaggi, che talvolta ne provocano la morte a causa delle carenti condizioni igienico-sanitarie nelle quali sono costretti a viaggiare.

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giovedì 6 dicembre 2012

Territorio/ Clini: stop edifici in zone alto rischio, obbligo d'assicurazione

Divieto di costruire case e imprese nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico e assicurazione obbligatoria contro i rischi di eventi climatici estremi sia per i privati che per i beni dello Stato. E ancora: lavori di manutenzione dei corsi d'acqua e di difesa dei centri abitati, ricupero dei terreni abbandonati, difesa dei boschi, protezione delle coste e delle lagune esposte all'innalzamento del mare, riattivazione dei Bacini idrografici. 

E' quanto prevede un disegno di legge introdotto nella bozza sulle "Linee strategiche per l'adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio" che il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha inviato al Cipe e che sarà discusso in una delle prossime sedute, d'intesa con i ministri delle Politiche agricole, delle Infrastrutture e dell'Economia e finanze. 

Nella bozza, come misure urgenti, vengono finalmente attivate le Autorità distrettuali di bacino idrografico, le quali da sei anni avrebbero dovuto sostituire le vecchie Autorià di bacino soppresse dalla legge 152 del 2006. Inoltre compare anche il "divieto immediato di abitare o lavorare nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico". 

Come risulta dalla serie storica degli eventi climatici estremi, a partire dagli anni ottanta l'Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi/anno con effetti significativi per l'economia nazionale, rileva il ministro nella bozza. Sulla base dei Piani di Assetto Idrogeologico (Pai), previsti dalle leggi del '98 e del 2000, le aree ad elevata vulnerabilità per i rischi di frane ed alluvioni rappresentano circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei comuni (6.631). 

Come ha spiegato Clini "uno dei punti fondamentali delle Linee strategiche è la difesa delle zone costiere dell'Alto Adriatico". "Le previsioni dei climatologi sono molto preoccupanti e risultano molto esposte al rischio di alluvione tutte le zone costiere da Ravenna a Monfalcone, dove molti territori si trovano a quote inferiori al livello del mare" commenta il ministro. 

"Oggi quei terreni - continua il ministro dell'Ambiente - sono difesi e tenuti asciutti da un sistema di canali di scolo e di idrovore concepito fra l'800 e il '900, quando le piogge erano diverse e il mare non minacciava di diventare più alto". A proposito di un altro dei punti del documento, il prelievo sui carburanti secondo il ministro non graverà sulla crescita economica perché sarà una rimodulazione, uno spostamento, "a parità di peso fiscale" osserva Clini. 

L'assicurazione obbligatoria, infine, "interessa solamente gli edifici costruiti nelle zone ad alto rischio" e si rende necessaria, conclude Clini, "per consentire a chiunque viva o lavori nelle aree a rischio idrogeologico di avere la certezza del risarcimento in caso di danni, per ridurre i costi dei premi assicurativi e per non gravare sulle tasche di tutti gli italiani attraverso i risarcimenti con fondi pubblici".

Fonte: Adnkronos

mercoledì 21 novembre 2012

Torna la Festa dell'Albero dedicata al verde urbano, oltre 500 eventi

Oltre 500 eventi in tutta Italia per celebrare tutti insieme la Festa dell'Albero, in programma il 21 novembre. Giunta alla 18esima edizione, anche quest'anno la campagna di Legambiente dedicata alla riqualificazione del verde urbano coinvolgerà cittadini, studenti e amministrazioni locali nella piantumazione di alberi all'interno delle scuole, nei parchi pubblici e nelle aree degradate della città. In particolare l'edizione di quest'anno vuole promuovere la co-gestione delle aree verdi urbane, sollecitando amministrazioni ed enti ad affidare questi spazi ad associazioni e cittadini che ne fanno richiesta, seguendone poi insieme la gestione. 

Il 21 novembre, spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, "saranno coinvolte circa 2000 classi e 50mila bambini, perché la tutela del verde deve riguardare prima di tutto i più giovani. L'obiettivo è quello di sensibilizzare le nuove generazioni sull'importanza della gestione e della conservazione degli spazi verdi, luoghi di socializzazione e d'incontro che oggi tendono a scomparire". Ad aprire il 21 novembre le celebrazioni della Festa dell'Albero, saranno alcuni eventi all'insegna della co-gestione. 

In Campania, l'appuntamento è nel Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, dove verranno messi a dimora nuovi arbusti. In Emilia Romagna, a Parma, i volontari del Cigno Verde, insieme ad alcune cooperative sociali di tipo B aderenti al Consorzio Solidarietà Sociale, e ai bambini della ludoteca 'L'isola che non c'è', pianteranno alcuni esemplari di alberi da frutto e piante autoctone presso l'area verde che circonda la sede Legambiente di via Bizzozzero. Invece a Bologna, la Festa dell'Albero si celebrerà a Piazza XX settembre, dove saranno distribuite specie autoctone da parte del vivaio regionale e dieci giovani alberi da parte di Legambiente per fari rifiorire i cortili scolastici. 

Invece in Lombardia, a Mortara (Pv), i volontari del Cigno Verde in collaborazione con gli studenti della scuola media, la Provincia di Pavia, il comune di Mortara, si daranno appuntamento presso l'istituto scolastico "Josti Travelli" per piantumare nuovi alberi. In Veneto, a Lama Polesine (Ro), il 25 novembre la Festa dell'Albero verrà ripulita l'area dell'ex scalo ferroviario, a fianco della stazione dei treni di Lama Polesine, e verranno piantati alberi da frutto e arbusti locali. Durante la Festa dell'Albero, ci sarà anche un doppio 'taglio del nastro' per l'inizio di un percorso di co-gestione di aree verdi urbane. 

In questa occasione Legambiente metterà a dimora diverse specie arboricole: in particolare a Cori (Lt) con la firma di un protocollo di intesa con l'amministrazione per la gestione di diverse aree verdi; mentre ad Aprilia (Lt) inizierà la gestione del Parco della Lirica, un'area di 5 ettari che sarà progettata e gestita dai volontari dell'associazione ambientalista insieme alle scuole del territorio.  Nella Valle del Belice hanno aderito all'iniziativa proposta da Legambiente 7 istituti scolastici in 7 Comuni (Partanna, Castelvetrano, Santa Ninfa, Montevago, Roccamena, Camporeale, Contessa Entellina). 

Infine anche quest'anno Legambiente, per coinvolgere sempre più attivamente le scuole, ha indetto due concorsi: il primo è un concorso letterario di scrittura dal titolo, 'L'albero racconta', ed è rivolto ai bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni che vorranno esprimersi con un racconto. La seconda, novità di quest'anno, è un concorso giornalistico, 'Storia di un Parco', aperto ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni. L'obiettivo è di stimolare lavori di sensibilizzazione sul degrado delle aree verdi urbane attraverso articoli e video. I lavori dei vincitori saranno pubblicati sul sito di Legambiente. Tutti gli appuntamenti dettagliati della Festa dell'Albero su www.legambiente.it.

Fonte: Legambiente
Via: Adnkronos

domenica 18 novembre 2012

Ambiente: Wwf presenta a Ue decalogo per un'Europa più sostenibile

I direttori del Wwf di vari Paesi europei hanno scritto una lettera aperta ai capi di Stato in vista del Consiglio Europeo del 22-23 novembre, in cui indicano le azioni piu' importanti da intraprendere per rispondere alla crisi con misure sostenibili per

domenica 11 novembre 2012

Intesa tra Arpa e Ispra per promuovere turismo sostenibile in Sicilia

La promozione dei marchi ambientali ''Ecolabel Ue'' ed ''Emas'' nel territorio regionale siciliano potranno trovare ulteriore impulso con la sottoscrizione di un protocollo d'intesa, il primo del genere, tra l'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) del ministero dell'Ambiente. Il Protocollo d'Intesa e' stato sottoscritto dal direttore generale di Arpa Sicilia Francesco Licata di Baucina e il Dirigente Generale di Ispra Stefano Laporta

''Obiettivo specifico dell'intesa - spiega Licata di Baucina - e' finalizzato alla promozione e sviluppo di un turismo sostenibile nel territorio regionale e al miglioramento delle prestazioni ambientali di aziende siciliane, attraverso l'utilizzo di strumenti di eccellenza ambientale quali proprio il marchio Ecolabel ed Emas, in modo da concorrere alla piu' generale finalita' di riqualificazione del territorio stesso''. 

Svariate le modalita' di intervento che si intendono avviare: - l'intensificazione di una capillare attivita' di sensibilizzazione, di formazione e di promozione sul territorio, con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati del settore del turismo, finalizzata ad informare, a livello territoriale, sulle procedure, modalita' e documentazione necessaria all'ottenimento dei marchi Ecolabel Ue ed Emas; 

- l'individuazione di nuove forme e strumenti di assistenza alle imprese interessate all'ottenimento dei marchi, con scambio di informazioni circa le istanze di certificazione provenienti dal territorio siciliano. - formazione di professionalita' specializzate nell'applicazione degli strumenti della certificazione ambientale, capaci di assicurare la necessaria assistenza alle imprese interessate alla certificazione Ecolabel UE o Emas (promozione delle cosiddette scuole Emas-Ecolabel). 

''Questo importante passaggio - ha aggiunto il direttore Generale di Arpa Sicilia - consentira' di contribuire ulteriormente alle politiche di sostenibilita' ambientale sempre perseguite dall'Agenzia e di consolidare gli importanti risultati raggiunti dalla Sicilia in quanto a numero di strutture turistico-ricettive certificate Ecolabel Ue all'interno del panorama nazionale''. 

L'Ecolabel è il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti ed i servizi che hanno un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita, pur mantenendo elevati standard prestazionali. E' uno strumento ad adesione volontaria introdotto dal Regolamento CE 1992/880, che lo destinava ai soli prodotti, successivamente revisionato dal Regolamento CE 1980/2000 e dal Regolamento CE 66/2010, che ne hanno esteso il campo di applicazione anche ai servizi. 

Il Sistema comunitario di ecogestione e audit (Emas) è un sistema a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche che private, aventi sede nel territorio della Comunità Europea o al di fuori di esso, che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale. Il primo Regolamento Emas 1836 è stato emanato nel 1993 e nel 2001 è stato sostituito dal Regolamento 761 che, a sua volta sottoposto a revisione, è stato sostituito nel 2009 dal nuovo Regolamento 1221.

Fonte: ASCA
Foto dal web

sabato 27 ottobre 2012

Ambiente: Biodiversamente, terza edizione del Festival dell'Ecoscienza

Un fine settimana tra scienza e natura, con aperture di musei tematici e spazi verdi in tutta la penisola e un'attenzione particolare alle Alpi. E' ricca di appuntamenti l'edizione 2012 di Biodiversamente, il Festival dell'Ecoscienza organizzato dal Wwf in collaborazione con l'Associazione nazionale musei scientifici (Anms) che andra' in scena il 27 e 28 ottobre. 

Centinaia le iniziative in oltre 100 musei scientifici, science center, orti botanici, parchi naturali e oasi Wwf. Diversi musei, anche nell'arco alpino, apriranno gratuitamente i battenti per tour tematici insieme agli esperti, osservazioni al microscopio, laboratori didattici per grandi e piccini, mostre, proiezioni e viaggi virtuali nel tempo e nello spazio, attraverso un totale di 30-40 milioni di fossili, conchiglie, gocce d'acqua preistoriche, scheletri monumentali e animali ormai estinti. 

Il tutto per capire com'era il mondo fino a decine di milioni di anni fa. Tra gli appuntamenti, si potra' andare alla scoperta degli habitat di acqua dolce dalle Alpi alla pianura, ricostruiti nelle vasche dell'Acquario Civico di Milano, e godere della vista panoramica sull'arco alpino dalla terrazza del Museo al Monte dei Cappuccini a Torino, dove sara' proiettato il video del 1957 dal titolo ''I solitari del Gran Paradiso''.

I bambini potranno imparare tutto sulle piante che vivono nei climi piu' secchi partecipando al laboratorio organizzato nell'orto Botanico di Firenze, mentre fossili originali, manufatti e installazioni multimediali comporranno la mostra ''Homo sapiens'' al Museo delle Scienze di Trento, che mette in scena il popolamento del pianeta e la grande storia della diversita' umana. 

A Napoli si potra' approfittare dell'ingresso gratuito al giardino della Citta' della Scienza; a Roma il Museo Civico di Zoologia organizzera' laboratori scientifici per famiglie sul tema dell'acqua. Al Museo di Storia Naturale di Venezia sara' protagonista un grande scheletro di dinosauro, mentre il Museo Civico di Storia Naturale di Genova mettera' in mostra immagini di boschi alpini e di alta quota con cascate, laghi e fauna selvatica. 

Quest'anno hanno aderito all'iniziativa anche nuovi musei alpini come il Museo civico di Usseglio, al confine con la Francia, Tolmezzo, lungo il confine con la Slovenia, e - per la prima volta fuori dai confini italiani - il Museo di Storia Naturale di Lugano. In collaborazione con l’Associazione Stelle e Ambiente e l’Associazione Orione, propone una giornata di valorizzazione di una area sconosciuta a molti: la Timpa di Leucatia, zona di interesse naturalistico e monumentale alla periferia nord di Catania.

Questa zona umida urbana è dovuta alla presenza di numerose sorgenti di acque dolci provenienti dall’Etna. Il Wwf Catania vuole sottolineare l’importanza della preservazione di una delle ultime aree umide del nostro territorio, di grande valore, non solo naturalistico, ma anche storico e culturale. Banchetto espositivo al "Festival Vivi Sano 2012" nei giorni 27 e 28 Ottobre. Il festival si terrà nella centralissima Villa Filippina, a Piazza San Francesco di Paola ed è un luogo prestigioso, conosciuto e frequentato dai Palermitani.

Fonte: ANSA
Via: WWF Sicilia

Assegnati a progetti di sostenibilità ad alta quota i Panda d'Oro del Wwf

Il progetto di mobilita' dolce promosso da "Le Perle delle Alpi", 27 localita' montane in 6 paesi europei dove, rinunciando all'auto per 4 giorni, si ricevono sconti e vantaggi; le vacanze "Sette giorni da orso" nei boschi delle Dolomiti, del tour operator Living Dolomiti; gli investimenti per la biodiversita' della Fondazione Cariplo, che dal 2007 al 2011 ha finanziato oltre 184 progetti per oltre 23 milioni di euro. 

Questi i vincitori del Panda d'Oro 2012, il riconoscimento Wwf per le buone pratiche di conservazione dedicato quest'anno alla biodiversita' alpina, che premia il turismo sostenibile e gli investimenti per la biodiversita'. Alla consegna del Panda d'Oro, presso il Museo della Montagna di Torino, si aggiunge anche il riconoscimento speciale "Custodi della Biodiversita"' assegnato alle Guardie giurate volontarie della sezione Wwf Lombardia

"I progetti premiati confermano le Alpi come un luogo prezioso dove uomo e natura possono convivere e interagire e su cui vale la pena investire - dichiara Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - A pochi giorni dalla chiusura del meeting della Convenzione sulla Diversita' Biologica, in India, che ancora una volta ha evidenziato come il capitale naturale non sia tenuto in sufficiente considerazione dai Governi del mondo, il Wwf ribadisce l'importanza di conoscere e tutelare la natura, evidenziandone il valore, anche economico, e i benefici che garantisce al pianeta e alla vita stessa dell'uomo". 

 La consegna del Panda d'Oro e' stata anche l'occasione per lanciare un messaggio in vista del biennio 2013-2014, quando l'Italia avra' la presidenza della Convenzione delle Alpi, il trattato internazionale che dal 1991 unisce tutti i Paesi alpini per salvaguardare questo prezioso ecosistema e promuovere lo sviluppo sostenibile, a vantaggio della natura e delle comunita' locali.

"L'Italia e' l'unica nazione che copre tutto l'arco alpino, che per la maggior parte ricade proprio in territorio italiano. Solo con un ruolo attivo del nostro Paese sara' possibile pianificare politiche internazionali in grado di tutelare l'inestimabile ricchezza di acqua, fauna, foreste, ambienti incontaminati e potenzialita' economiche garantite dalle Alpi a beneficio dell'Europa intera", spiega Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia. 

 "Con l'approvazione del protocollo sui trasporti proprio pochi giorni fa, che consentira' il blocco dei progetti autostradali transalpini, l'Italia e' finalmente uscita dal ruolo di cenerentola e si avvia al meglio a gestire i due anni di presidenza della Convenzione delle Alpi - aggiunge - Come Wwf siamo pronti a dare il nostro sostegno perche' siano realizzati gli obiettivi della Convenzione, dalle politiche attive di tutela della biodiversita', a partire da aree prioritarie come la Rete Natura 2000, fino al contenimento delle gravi minacce che incombono sull'arco alpino, come il cambiamento climatico, gli impatti di infrastrutture ed espansione urbanistica, l'estremismo venatorio e un utilizzo insostenibile del territorio e delle risorse."

Fonte: Adnkronos

venerdì 19 ottobre 2012

In Sicilia un network Raee per raccolta e stoccaggio di apparecchi elettronici

Un ''Sistema di raccolta collettivo obbligatorio siciliano'' per i rifiuti elettrici ed elettronici, collegato alla norma che impone ai commercianti di ritirare l'elettrodomestico usato di chi ne compra uno nuovo, da affiancarsi alla nascita di isole ecologiche in tutta la Sicilia per raccolta e stoccaggio delle apparecchiature giunte a fine vita. E' l'obiettivo del progetto ''network Raee'', che si collega al sistema ''uno contro uno'', previsto dal decreto legislativo 151/2005, che, al momento dell'acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica da parte di un privato, impone ai distributori di assicurare il ritiro gratuito dell'apparecchio usato.

Gli assessorati all'Energia e Rifiuti e al Territorio e Ambiente della Regione siciliana hanno per questo siglato un protocollo d'intesa con l'Ancra Confcommercio Sicilia e con l'Università degli Studi di Palermo aderendo alla gestione e allo sviluppo del progetto "network Raee", per aggregare una rete di negozi aderenti all'iniziativa attraverso un portale internet gestito dall'Ancra e di avviare una campagna informativa per operatori e cittadini e un call center con numero verde.

''Questa iniziativa ha grande valenza ambientale - ha detto Alessandro Aricò, assessore regionale al Territorio e Ambiente - perché elettrodomestici e apparecchiature elettroniche invece di accumularsi nelle discariche abusive cittadine, possono divenire fonte di materie prime riciclabili oltre che una risorsa economica. Stiamo promuovendo questo sistema, già nelle aree protette a Castelbuono per il parco delle Madonie e a Burgio nel Parco dei Monti Sicani, in collaborazione con Wwf ed Electrolux".

"I risultati iniziali sono entusiasmanti - ha concluso -, segno che anche nelle popolazioni siciliane inizia a prevalere la voglia di un corretto smaltimento di questi materiali fortemente inquinanti per l'ambiente. Lo estenderemo così a Palermo e in tutta la Sicilia''. ''La legge ha previsto con un decreto sui rifiuti Raee - spiega Maurizio Calaciura, vice presidente nazionale Ancra Confcommercio -. di dare una funzione accessoria ai commercianti, cioè di evitare che il prodotto finisca per strada".

"Il nostro progetto dovrà consentire la nascita di nuove unità minime di gestione dei Raee, aumentando notevolmente così la capacità di aggregazione e condivisione nel circuito ufficiale di raccolta e smaltimento del Raee. Creiamo così micro aree ecologiche, utili per i cittadini e a costo zero per le amministrazioni comunali". La collaborazione con Confcommercio e Università di Palermo, per l'assessore all'Energia e ai servizi di pubblica utilità Claudio Torrisi,

''rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso che abbiamo avviato di incentivazione della raccolta differenziata, come previsto dalle normative vigenti. E' necessario in particolare che Confcommercio sensibilizzi le aziende di piccola, media e grande distribuzione sull'uno contro uno, sistema con cui si consente al cittadino che acquista un elettrodomestico di rottamare senza costi aggiuntivi quello vecchio, che verrà ritirato dal negoziante ed opportunamente smaltito".

Fonte: Adnkronos

lunedì 8 ottobre 2012

Faimarathon, in 70 città una corsa per salvare il patrimonio culturale Italia

Una "maratona culturale", una corsa speciale non competitiva, che si può fare anche camminando, in 70 città della penisola: è Faimarathon, l'iniziativa promossa per domenica 21 ottobre dal Fondo per l'Ambiente Italiano (Fai) in collaborazione con il Gioco del Lotto. Le mille tappe della "corsa" (tra dieci e venti a seconda delle città) sono luoghi di interesse artistico, paesaggistico, sociale: i concorrenti si muoveranno tra palazzi, vicoli, teatri, cortili, scuole, caffè storici o altri luoghi che per le città rappresentano l'identità del territorio, la loro storia, le loro tradizioni.

I fondi raccolti andranno a sostegno della campagna "Ricordati di salvare l'Italia" a cura delle Delegazioni e dei volontari FAI. Ogni tappa sarà illustrata a voce o con una scheda sintetica che racconta i vari step della corsa. Le iscrizioni alla maratona si potranno effettuare online sul sito www.fondoambiente.it, presso le Delegazioni FAI in tutta Italia e alla partenza della corsa.

A tutti i partecipanti verrà distribuito un kit che comprende uno zaino, una pettorina, l'itinerario della maratona, una cartolina per segnare le tappe effettuate, un biglietto d'ingresso omaggio in uno dei beni del FAI e un adesivo a sostegno della campagna "Ricordati di salvare l'Italia". Tutti coloro che completeranno il percorso riceveranno il foulard arancione, simbolo dell'impegno a favore del patrimonio culturale del nostro Paese e del sostegno alle attività della Fondazione.

Nelle dieci città delle ruote (Milano, Roma, Torino, Venezia, Cagliari, Napoli, Palermo, Bari, Firenze, Genova) la maratona sarà arricchita da un'iniziativa riassunta nel claim "Io LOTTO per un'Italia più bella. Tu che FAI?". A tutti i partecipanti delle dieci città verrà consegnata una speciale pettorina che dovrà essere personalizzata dal "maratoneta" con una frase dedicata alla salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale italiano.

Tra le tappe anche alcune curiosità come i siti ipogei urbani di Ascoli Piceno, le vie percorse e descritte da Umberto Saba nel Rione Cavanna a Trieste, a Como l’ultima casa di tolleranza chiusa nel 1958 chiamata "Il dollaro", le secolari "fosse granarie" a Cerignola (FG), dove venivano conservate le famose mandorle pugliesi, le più belle tra le 2500 "vere da pozzo" di Venezia, ovvero le costruzioni lapidee a protezione dei serbatoi d’acqua dei pozzi che con il tempo divennero anche pittoreschi ornamenti di piazze e cortili. 

"Ricordati di salvare l'italia" e invia il tuo sms da 2 euro al numero 45503. Il nostro patrimonio ha bisogno di te.  Dall’8 al 14 ottobre è possibile donare 2 euro inviando un SMS al 45503 da ogni cellulare personale TIM, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca oppure chiamando da rete fissa TeleTu e TWT. Inoltre sarà possibile donare 5 o 10 euro con una telefonata da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.

Fonte: AGI
Via:  TG1
Foto: FAI

venerdì 28 settembre 2012

Puliamo il Mondo, più grande iniziativa di volontariato ambientale in Italia

Saranno in 300mila gli studenti che da oggi e fino al 30 settembre, in ogni regione della Penisola, daranno vita al lungo week-end di volontariato per ripulire le città e le aree verdi dai rifiuti, organizzato come ogni anno da Legambiente. "La grande adesione delle scuole italiane dimostra anche quest'anno - spiega l'associazione - come le nuove generazioni condividano fortemente la ventennale campagna di Legambiente".

"Puliamo il Mondo" è un'iniziativa che festeggia i suoi vent'anni d'impegno per il pianeta, rendendo omaggio alle Olimpiadi e lanciando un messaggio preciso: "Bisogna essere degli atleti non solo nello sport, ma soprattutto nella vita di tutti giorni rispettando, con semplici e agonistici gesti, l'ambiente. Ed i primi sportivi a scendere in campo per un mondo ecosostenibile e libero dai rifiuti sono proprio i giovani".

Anche quest'anno sono tante le scuole della Penisola che aderiscono alle Olimpiadi delle città pulite di Legambiente. Si parte dall'Emilia Romagna e dall'Abruzzo, regioni terremotate che testimoniano con la loro partecipazione la voglia di andare avanti e di fare qualcosa di concreto per l'ambiente, nonostante le mille difficoltà. In Emilia Romagna, in provincia di Ravenna, il oggi i volontari insieme agli studenti della scuola agraria Perdisa di Ravenna puliranno la pista ciclabile e alcune aree verdi del quartiere.

In Abruzzo, in provincia dell'Aquila, oggi e domani 29 settembre diversi studenti saranno coinvolti nella pulizia delle aree verdi dei cosiddetti comuni del cratere, Fontecchio, Tione e San Demetrio. In Lombardia, l'appuntamento è a Milano, dove oggi la scuola primaria G. Leopardi, grazie al supporto dell'associazione Scam "Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano", effettuerà la pulizia dei sotterranei della scuola, ex rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale. In Sicilia più di 50 appuntamenti (alcuni anche ad ottobre), fra i quali:

Pachino: Porto Palo di Capo Passero, Isola delle correnti, sabato 29, e Isola di Capo Passero, domenica 30. Isole Egadi. La manifestazione si svolgerà nei giorni 28, 29 e 30 settembre, e ogni giorno sarà dedicato ad una diversa isola: a Favignana il porto turistico, la zona della Praia e il porticciolo e la spiaggia di Punta Lunga, a Marettimo lo Scalo nuovo e lo Scalo vecchio; a Levanzo il porto o, in alternativa, condizioni meteo permettendo, Cala Tramontana. Joppolo Giancaxio: domenica 30 settembre.

Palermo: pulizia straordinaria della Villa a Mare al Foro Italico, organizzata dal coordinamento di Palermo dei circoli di Legambiente. Sabato 29 settembre, a partire dalle 16.00. Lascari: 30 settembre 2012 Appuntamento alle 9.30. Acireale: l’appuntamento è per domenica 30 settembre alle ore 9.00 presso la spiaggia vicino il porticciolo di Santa Maria la Scala.

Catania: appuntamento il 29 settembre a piazza Michelangelo, alle ore 9.00 per la pulizia dell’area verde sita in via De Lorenzo. L’iniziativa si svolgerà con la collaborazione dell’associazione G.A.P.A. e di alcuni istituti scolastici del territorio. Paternò: appuntamento il 29 settembre , nei pressi della traversa di Ponte Barca, alle ore 9.00 pulizia del Fiume Simeto, Paternò, contrada San Nicolò. L’iniziativa si svolgerà con la collaborazione dell’associazione Vivisimeto.

Parco dell’Etna: 30 settembre pulizia dei rifiuti abbandonati nei conetti vulcanici (Monti Silvestri). Appuntamento a Catania, piazza Michelangelo, alle ore 8.30 e nei pressi dell’area antistante il rifugio Sapienza alle ore 9.30. Piazza Armerina. Pulizia di una piccola parte di bosco Bellia. Appuntamento all’ex macello sabato 6 ottobre pomeriggio per dimostrare il nostro impegno per il bosco devastato dagli incendi estivi e per fare un pò di pulizia. L’arcolaio-Casa Circondariale di Siracusa.

Paceco: 30 settembre Diga Baiata giornata di raccolta rifiuti e bonifica dell’area verde antistante la diga baiata con la partecipazione di associazioni, scuola e volontari. Caltagirone: 7 ottobre ore 9.30 Pulizia straordinaria della Scala Santa Maria del Monte simbolo della città e Patrimonio dell’Umanità, con la raccolta differenziata, poi ripulitura dei 142 gradini dalle erbacce che infestano le maioliche policrome, poi con uno spazzamento generale ed infine con un delicato lavaggio con acqua e spugne morbide delle suddette piastrelle.

Fonti: TMNews | Legambiente Sicilia

sabato 22 settembre 2012

Tutti liberi i 2.369 beagle di Green Hill altrimenti destinati alla vivisezione

Sono tutti liberi i 2639 cani beagle di Green Hill, l'allevamento di animali per la sperimentazione di Montichiari, che il 18 luglio scorso sono stati posti sotto sequestro probatorio dalla procura di Brescia. "Sono stati tutti messi in salvo con le ultime operazioni di affidamento che si sono concluse questa settimana per gli ultimi nati": lo hanno annunciato Lav e Legambiente, custodi giudiziari dei beagle dell'allevamento, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Brescia.

Le testimonianze delle famiglie che hanno preso in affido i cani sono unanime: "Giocano e hanno riscoperto l'affetto degli esseri umani, sono rinati". Da oggi proseguiranno, senza sosta, da parte dei custodi giudiziari, le attività di controllo dei beagle affidati e l'assistenza per fornire informazioni utili alla corretta convivenza con animali sottoposti alle deprivazioni della vita in un allevamento per la vivisezione.

Le Associazioni ricordano che il Tribunale del Riesame di Brescia, nel confermare (il 3 agosto 2012) il sequestro probatorio dei cani dell'allevamento ha evidenziato la sussistenza del fumus del reato di maltrattamento di animali, non solo in relazione ai decessi e alle soppressioni rinvenute e documentate dalla polizia giudiziaria intervenuta (ovvero il Nirda, operativo al Corpo Forestale dello Stato), ma anche e soprattutto alle modalità di detenzione degli stessi all'interno dello stabilimento.

Di fatto etologicamente incompatibili con le corrette modalità di allevamento e detenzione di cani di razza beagle all'interno della struttura. Ragiona il collegio nella sua Ordinanza che, "anche se gli animali sono allevati per la sperimentazione animale, ciò non esclude l'obbligo di rispettare la loro etologia e devono quindi essere evitate lesioni sia fisiche che psicofisiche".

"Una riscossa storica per questi animali altrimenti destinati alla vivisezione, un lieto fine che non ha precedenti nella storia dell'antivivisezionismo per numero di cani liberi - afferma Gianluca Felicetti, presidente della Lav - Oggi siamo più che mai felici per aver potuto offrire una nuova vita a così tanti animali, ma prosegue senza sosta la nostra battaglia legale per la condanna e la chiusura di Green Hill, senza dimenticare tutti gli altri animali ancora usati a fini sperimentali: quasi 900 mila in Italia nei 600 stabulari ancora attivi".

"Festeggiamo una grandissima vittoria contro ogni forma di maltrattamento sugli animali - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - felici di aver smascherato una terribile illegalità che avveniva al riparo della doppia recinzione dell’azienda Green Hill che siamo riusciti a portare alla luce. Continueremo con ancor maggiore determinazione la battaglia di legalità contro tutte le ecomafie, anche nel nome delle migliaia di beagle che abbiamo salvato, per spezzare i commerci illegali di cuccioli e ottenere una sempre più diffusa ed effettiva tutela degli animali".

Fonte: TM News
Via: Lav

lunedì 10 settembre 2012

Golfo di Taranto si scopre paradiso dei delfini, ad agosto nati nuovi piccoli

Il Golfo di Taranto paradiso dei delfini: è quello che hanno scoperto da poco più di tre anni i soci (biologi marini e subacquei) dell'Associazione Jonian Dolphin Conservation che studiano, ai fini della tutela, la presenza di questi animali trovandosi spesso di fronte a immagini che richiamano la carica dei 101, anzi 120 perchè questo è il numero dei cetacei calcolati dal monitoraggio. E ad agosto il lieto evento: nel mare di fronte al capoluogo jonico sono nati diversi delfini.

Vincenzo Prunella, ricercatore universitario e responsabile scientifico dell'organizzazione, racconta che ''pur avendo nelle nostre uscite in mare di dolphin watching una percentuale di avvistamento del 98%, prima di Ferragosto da qualche giorno stranamente non incontravamo delfini. Il 16 agosto la scoperta: al calar del sole, all'improvviso si sono presentati sotto i nostri occhi numerosi cuccioli di 'Stenella' (la specie dei delfini del mare di Taranto) strettamente sorvegliati dal branco''.

Prunella spiega che ''la lunghezza dei cuccioli, circa 90 centimetri, dimostra che questi erano nati da pochi giorni nelle nostre acque, un'ulteriore conferma di quanto già documentato da tempo dalla Jonian Dolphin Conservation: il Golfo di Taranto è una delle pochissime feeding ground del mondo, ovvero una zona in cui la Stenella striata, trovandovi le condizioni ambientali e alimentari ottimali, riesce contemporaneamente a riprodursi e a vivere''.

Dopo una gestazione di circa 12/13 mesi, la Stenella striata partorisce un solo cucciolo della lunghezza di circa 90 centimetri e del peso medio di 12 chilogrammi; lo svezzamento avviene intorno ai due anni di età mentre i giovani raggiungono la maturità sessuale verso i nove anni. L'intervallo tra un parto e l'altro è quindi di circa tre anni e, ammesso ottimisticamente che su dieci nati ne sopravvivano cinque fino all'età riproduttiva, si pò comprendere quanto fragile sia l'equilibrio di questi cetacei.

''In relazione al bassissimo tasso riproduttivo di questi cetacei, l'avvistamento del mese scorso - sottolinea Prunella - è un avvenimento di eccezionale importanza scientifica, che lo staff di Jonian Dolphin Conservation intende studiare e approfondire rispettando la vita del branco''. L'associazione, proprio per l'obiettivo di tutelare i delfini, ha rivelato la notizia della nascita dei cuccioli solo ora, in un periodo in cui l'attività dei diportisti è fisiologicamente in calo e avrebbe voluto mantenere il segreto sulla zona di avvistamento.

In realtà poi a livello locale il luogo è stato individuato nello spazio, a circa due o tre miglia dalla costa di Ginosa Marina a ovest di Taranto. ''L'avvistamento avvalora la tesi di Jonian Dolphin Conservation che classifica il Golfo di Taranto tra le poche aree estremamente delicate e strategiche per la riproduzione e il sostentamento delle popolazioni di Stenella Striata (Stenella coeruleoalba, Meyen 1833 ndr), una specie di delfino che svolge l'intero ciclo vitale nel nostro mare'', conclude Prunella.

L'associazione riesce ad ammortizzare le spese necessarie, per le numerose uscite in mare, organizzando le escursioni sul posto dei turisti di un noto villaggio turistico di Ginosa Marina con il quale ha stipulato una convenzione. In Italia solo davanti alle coste della Sicilia e della Liguria (nel cosiddetto santuario dei cetacei) si trovano altre feeding ground come quella di Taranto scoperta da tre anni grazie al lavoro e all'esperienza dell'associazione composta da scienziati e biologi marini che tengono soprattutto alla tutela e allo studio della specie.

Via: Adnkronos
Foto dal web

giovedì 30 agosto 2012

Governo su caccia: moratoria per siccità, no dalle associazioni cacciatori

Fa discutere la presa di posizione del ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, che ha proposto di posticipare l'avvio della stagione della caccia a causa della siccità e degli incendi che stanno colpendo ancora in questi giorni vaste zone dell'Italia. Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'Ambiente e presidente della Fondazione Univerde, ribadisce il "no alla riapertura della caccia". "Gli incendi continuano a funestare tutta la Penisola. E' evidente anche ai più inesperti che tanti animali selvatici sono morti per il fuoco e tutti vivono in condizioni difficili. Ma settembre è il mese di apertura della caccia e molte regioni, con costante contrasto con le norme europee e nazionali, insistono a votare per aperture anticipando l'azione dei fucili".

Per Pecoraro Scanio dunque, "bene ha fatto il ministro dell'agricoltura a chiedere di bloccare subito le pre-aperture, anzi bisogna sospendere la stagione venatoria". Sulla stessa linea l'Ente nazionale per la Protezione Animali (ENPA) che chiede al governo di "esercitare pienamente e tempestivamente i suoi poteri per la piena tutela della fauna, in ottemperanza all'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la potestà esclusiva nei confronti dell'ambiente, degli ecosistemi e, dunque, degli animali selvatici".

"Chiediamo con forza al governo la piena applicazione a livello regionale del parere sull'emergenza siccita' e sulla gravissima crisi della fauna espresso dall'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale". Se il governo non agirà immediatamente - denuncia l'Enpa - con le preaperture di sabato 1 e domenica 2 settembre, "avverrà un autentico massacro". "Ci risulta infatti - prosegue l'associazione - che moltissimi animali, in Veneto come in Umbria, in Toscana come in Campania, stremati dal caldo e in fuga dagli incendi, si siano raccolti intorno alle poche, rimanenti, pozze d'acqua dove i cacciatori sono già pronti all'appostamento".

Sul fronte opposto le associazioni dei cacciatori, che non vogliono sentire parlare di moratoria a causa della siccità. "Chiediamo il rispetto dei nostri diritti, vogliamo solo dedicarci alla nostra passione, la caccia, nel rispetto di tutti", rilevano alcune tra le principali associazioni venatorie, interpellate dall'ADNKRONOS, negando gli effetti negativi della siccità sulla fauna. "La caccia c'è e si pratica in tutto il mondo", dice Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia. "In Italia c'e' una buona legge, che prevede ad esempio regole per la caccia sicura e per salvaguardare alcuni tipi di specie".

"Quanto al problema della siccità - sottolinea - e quindi delle moratorie richieste dagli animalisti, si tratta di ragionamenti pregiudiziali sbagliati, perche' bisogna riconoscere come le situazioni siano diverse a seconda dei territori. Inoltre le condizioni climatiche stanno cambiando con l'arrivo oramai imminente delle piogge. C'e' un ragionamento ideologico strumentale, vari politici cercano evidentemente di migliorare la propria immagine e soprattutto in questa fase c'è una sorta di caccia al voto".

Via: Adnkronos
Foto dal web

domenica 26 agosto 2012

Russia: attivisti di Greenpeace assaltano piattaforma petrolifera in Artico

Attivisti di Greenpeace all'arrembaggio di una piattaforma nell'Artico russo di proprietà del colosso del gas Gazprom, per lanciare l'allarme sui pericoli delle perforazioni petrolifere in uno degli ultimi ambienti incontaminati del pianeta. Due elicotteri di Gazprom si sono alzati in volo per spruzzare getti d'acqua ghiacciata sotto pressione sul gruppo di ambientalisti, appesi con funi ai fianchi della grande piattaforma rossa Prirazlomnaya, che entrerà in funzione l'anno prossimo.

"Ci stanno innaffiando" ha twittato il direttore generale di Greenpeace International Kumi Naidoo, mentre gli attivisti brandivano grandi cartelli gialli con la scritta "Salviamo l'Artico!" e "Fermiamo Gazprom!". Naidoo ha aggiunto di non attendersi che la guardia costiera riesca a raggiungere la piattaforma prima di domani e ha messo in rete foto del gruppo che allestisce tende pensili dove intende cenare e passare la nottata.

Il blitz prende spunto dalla corsa all'Artico lanciata dalla Russia, che mira a sfruttare un territorio che si ritiene custodisca le più grandi riserve al mondo di petrolio e gas. Il progetto Gazprom inizierà a produrre mentre la società petrolifera pubblica Rosneft inizierà le esplorazioni con il partner Usa ExxonMobil. La regione, al centro di contese territoriali con la Norvegia il Canada, è particolamente attraente in questa fase, in cui la calotta artica si scioglie e i conflitti lacerano i paesi produttori di petrolio del Medio Oriente.

Greenpeace ha annunciato che il suo team ha raggiunto al piattaforma con un raid prima nell'alba a bordo di un gommone, partito dalla sua nave Arctic Sunrise, e poi con una scalata che ha utilizzato le funi da ormeggio dell'impianto galleggiante. Un video girato da un componente del gruppo mostra un mare calmo mentre nuvole metalliche si addensano all'orizzonte e il piccolo gommone arancione sfreccia verso l'enorme struttura. "Sei scalatori hanno preso posizione nelle struttura e hanno interrotto le attività della piattaforma" si legge in una nota dell'organizzazione ambientalista.

La società ha smentito immediatamente di aver subito un'interruzione dell'attività e affermato che gli attivisti hanno rifiutato un invito a entrare nella struttura per parlare. "Sono stati invitati a bordo della piattaforma per un dialogo costruttivo" ha detto un portavoce di Gazprom alle agenzie russe. "Ma hanno rifiutato, hanno detto che preferiscono restare appesi fuori".

L'anno prossimo Gazprom diventerà la prima compagnia a eseguire perforazioni commerciali nell'Artico, quando entrà in produzione il suo impianto offshore nel sud est del mare di Barents. Secondo i critici l'estrazione progettata da Gazprom è estremamente rischiosa perchè la piattaforma è intrappolata nel ghiaccio per gran parte dell'anno e deve funzionare correttamente a temperature di meno 50 gradi centigradi.



Fonte: TM News
Foto: Greenpeace

martedì 21 agosto 2012

Hanno ucciso oltre 300 gatti neri, Aidaa denuncia dodici gruppi satanisti

Dodici gruppi esoterico-satanisti operanti nelle regioni del centro nord Italia con allegati i nomi di 34 adepti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per il reato di maltrattamento e uccisione di animali in quanto sarebbero responsabili della sparizione, tra il 2007 e il 2012, di oltre 300 gatti neri, rapiti ed uccisi nel corso di riti e sacrifici a Satana.

La denuncia, firmata dal presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce, parla anche del reato di furto e macellazione clandestina di altri animali usati sempre negli stessi riti e fa riferimento a oltre 300 segnalazioni giunte al servizio online di tutela degli animali dell'associazione italiana difesa animali e ambiente nel corso degli ultimi sei anni che facevano riferimento a sparizioni di gatti neri in diverse zone del Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Lazio (sparizioni per le quali Aidaa ha sempre chiesto ai proprietari di fare denuncia) e all'attività rilevata di gruppi esoterici che effettuano sacrifici di animali a Satana.

La denuncia riguarda in particolare le sette operanti nella zona di Cairo Montenotte in Liguria, Alba, Val Pellice e valli del Cuneese e alto Verbano in Piemonte; in Valtellina (Zona Morbegno e Val chiavenna), Basso Varesotto (Zona diga del Panperduto nota anche come zona operativa delle Bestie di Satana) e nella zona dei boschi del parco delle Groane in Lombardia.

Per quanto riguarda il Veneto la segnalazione riguarda un gruppo esoterico che in un paio di occasioni avrebbe operato con i propri riti nella zona del cimitero di Lazise (fatti questi risalenti al 2007 e 2008). In Emilia il gruppo esoterico è operativo nella zona del Modenese e in particolare nelle vicinanze del comune di Mirandola e infine per quanto riguarda il Lazio i gruppi segnalati sono due uno operante nella zona del cimitero del Verano a Roma e uno operante nella zona di Montefiascone sul lago di Bolsena in provincia di Viterbo. Questi gruppi nel corso del tempo avrebbero rapito oltre 300 gatti neri che venivano poi uccisi nel corso dei riti sacrificali.

Il maltrattamento di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall'art. 544-ter del Codice Penale ai sensi del quale: 1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell'animale.

Fonte: Aidaa
Via: Adnkronos
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venerdì 17 agosto 2012

Goletta verde 2012: in Calabria, Liguria e Campania il mare più inquinato

Sono 120 i campioni risultati fuori legge - uno ogni 62 km di costa - su un totale di 205 analisi microbiologiche effettuate quest'estate dal laboratorio mobile di Goletta Verde nel mare italiano. Ben 100 i prelievi risultati fortemente inquinati, cioè con concentrazioni di batteri di origine fecale pari ad almeno il doppio dei limiti di legge. L'86% dei punti inquinati sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti e canali, risultati i nemici numero uno del mare italiano, ma anche nei pressi di scarichi di depuratori malfunzionanti.

Ancora una volta sul podio del mare più inquinato troviamo la Calabria e la Campania (rispettivamente con 19 e 14 punti inquinati), mentre a sorpresa si piazza al secondo posto di questa poco onorabile classifica la Liguria (15 prelievi oltre i limiti di legge). Sardegna e Toscana si confermano anche quest'anno le regioni col mare più pulito, rispettivamente con un campione inquinato ogni 433 e 200 km di costa. Sono questi in sintesi i risultati del bilancio finale dell'edizione 2012 di Goletta Verde, la campagna di Legambiente che per due mesi ha circumnavigato l'Italia monitorando lo stato di salute del mare.

Sul banco degli imputati la mancata o inadeguata depurazione dei reflui fognari che, stando alle elaborazioni di Legambiente su dati Istat, riguarda ancora 24 milioni di abitanti, che scaricano direttamente in mare o indirettamente attraverso fiumi e canali utilizzati come vere e proprie fognature. Le regioni peggiori per numero di abitanti senza adeguata depurazione sono Sicilia, Lazio e Lombardia. Anche quest’anno, come ogni estate, il laboratorio di Goletta Verde è andato alla ricerca in mare di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, eseguendo le analisi delle acque secondo quanto previsto dalla normativa sulla balneazione (decreto legislativo 116/2008 e decreto ministeriale del 30 marzo 2010).

Come lo scorso anno si conferma al primo posto la Calabria, con 19 punti inquinati (uno ogni 38 km di costa) su un totale di 24 campioni prelevati. Al terzo posto si piazza la Campania con 14 prelievi fuori norma su 20 in totale (uno ogni 34 chilometri di costa). La regione campana quest’anno cede il secondo posto alla Liguria che, invece, guadagna in negativo ben 3 posizioni rispetto allo scorso anno, con una performance davvero pessima: 15 punti inquinati su un totale di 18, con una media di un campione inquinato ogni 23 km di litorale.

Le migliori performance sono risultate invece quelle di Sardegna e Toscana, seguite dall’Emilia Romagna: l’isola sarda, con 1 solo punto critico ogni 433 km di costa, precede in questa classifica la Toscana, che invece ne conta 1 ogni 200 km, e l’Emilia Romagna, dove i biologi di Goletta Verde hanno registrato solo 1 valore fuori norma in tutta la costa, anche grazie alla “complicità” dei fiumi in secca che non hanno consentito di poter approfondire l’apporto solito di inquinamento batteriologico proveniente dai comuni dell’entroterra attraverso i corsi d’acqua.

Anche il Veneto è risultato in buona salute con un solo campione risultato fortemente inquinato, prelevato alla foce di un fiume, in tutti i suoi 159 km di costa. Le gravi carenze nella depurazione delle acque reflue, rilevate da Goletta Verde e confermate da Istat, non sono passate inosservate all’Europa: è arrivata infatti a fine luglio la sentenza della Corte di Giustizia europea che ha condannato l’Italia perché 109 tra comuni e agglomerati urbani con almeno 15.000 abitanti equivalenti non si sono adeguati alla direttiva 91/271/CE sul trattamento dei reflui fognari (di questi 49 non hanno neanche la rete fognaria).

Sono proprio Sicilia e Calabria a ospitare il maggior numero di comuni fuori legge: sono 59 i comuni siciliani mentre sono 18 quelli calabresi. A seguire la Campania (con 10 comuni) e la Liguria (9). "Alla mancanza cronica di impianti di depurazione - denuncia Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente - soprattutto da parte dei comuni dell'entroterra, si aggiunge anche il carico inquinante dei reflui non adeguatamente trattati dagli impianti in attività". Quest'anno il monitoraggio di Goletta Verde è stato condotto anche grazie alle numerose segnalazioni arrivate da cittadini e bagnanti grazie al servizio SOS Goletta, che hanno contribuito per circa il 50% dei campionamenti effettuati in tutta Italia.


Visualizza GOLETTA VERDE 2012 in una mappa di dimensioni maggiori

Via: Legambiente

domenica 12 agosto 2012

Enorme ma innocuo, nelle acque sarde fa tappa fissa lo squalo elefante

Nessuna paura se a largo dei nostri mari si dovesse avvistare un enorme squalo con la bocca spalancata. Certo l'impatto non lascerebbe del tutto indifferenti, ma quella bocca, senza denti, è di un esemplare del tutto innocuo, ovvero lo squalo elefante, detto anche cetorino, 'cliente' affezionato delle nostre acque e in particolar modo di quelle sarde. Lo squalo elefante non è un predatore e il suo cibo preferito è costituito dal plancton marino.

lunedì 6 agosto 2012

Sicilia in fiamme: grave operaio forestale, distrutta riserva dello Zingaro

La morsa del caldo e degli incendi - destinata a peggiorare nelle prossime ore - stringe la Sicilia. Roghi sono divampati su tutto il territorio regionale, anche nel palermitano e nel trapanese presso la celebre riserva naturale dello Zingaro dove è stato necessario evacuare gli ospiti del villaggio Calampiso a scopo precauzionale. Le fiamme si sono estese tra le località balneari di San Vito Lo Capo, Castelluzzo, Alcamo e Castellammare.

"La riserva dello Zingaro è andata in fumo. L'incendio in una delle più belle aree naturali della Sicilia si è spento da solo, soltanto perché non c'era più nulla da bruciare". Lo sostiene il sindaco di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo, riguardo il rogo nell'area protetta e in diverse località del trapanese come Macari, Castelluzzo, Custonaci e Castellammare del Golfo. "Siamo rimasti soli a fronteggiare l'emergenza con i vigili del fuoco, il personale della Protezione civile e della Forestale cui va il mio plauso - dice il sindaco - Non sono intervenuti i mezzi Canadair, nè i mezzi aerei, gli unici che avrebbero potuto fermare le fiamme. Le nostre richieste sono cadute nel vuoto".

"Abbiamo appena pianto per la tragica fine di Francesco Pizzuto, il forestale del servizio antincendio della Regione rimasto vittima delle fiamme a Castronovo di Sicilia, che un'altra drammatica notizia ci è giunta dalla provincia di Messina dove è in gravi condizioni un addetto stagionale del servizio antincendio. Basta. E' giunto il momento di proporre un forte aumento di pena per questi piromani che distruggono il nostro patrimonio ambientale e stroncano vite umane" ha detto l'assessore regionale siciliano al Territorio e Ambiente della Regione siciliana Alessandro Aricò. "Nel momento in cui ci stringiamo attorno a Luigi Truglio e alla sua famiglia - ha detto Aricò -, riteniamo che la pena giusta per questi miserabili sia l'ergastolo".

Gli aerei della Protezione civile e della Forestale, inoltre, sono impegnati a Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo. Così come nei comuni dell'hinterland palermitano. Da Monreale a Castelbuono. 26 in tutto le richieste di intervento siciliane. In provincia di Messina roghi si registrano a Librizzi, dove un forestale è rimasto ferito precipitando in una scarpata, a Santa Lucia del Mela e a Mistretta. Incendi poi sono attivi a Modica, in provncia di Ragusa; a Linguaglossa, in provincia di Catania; e ad Avola, nel Siracusano. In provincia di Ragusa, un anziano di 81 anni è rimasto ustionato nel rogo scoppiato vicino Modica.

Spiega la Protezione Civile: "visto l'alto numero di roghi, nonostante il dispiegamento di tutte le risorse disponibili e il forte impegno a cui sono stati chiamati oggi gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri, non è stato possibile garantire, per il momento, l'invio dei mezzi aerei su alcuni incendi". E a nove giorni dallo scoppio del rogo che ha interessato la discarica palermitana di Bellolampo, all'assessorato regionale per la Salute non hanno ancora notizie certe riguardo ai livelli di tossicità dell'aria del capoluogo siciliano. Un tavolo tecnico è stato convocato per valutare i rischi per la salute pubblica dopo che Palermo è stata invasa dalla nube prodotta dalla discarica in fiamme.

Via: TM News
Foto dal web

domenica 5 agosto 2012

Scoiattolo grigio: Unione Europea stanzia 2 milioni di euro per eliminarlo

La guerra all’americano scoiattolo grigio è iniziata nei parchi italiani ed europei. Avvelenamento con topicidi, inalazione di gas e rottura di collo sono i metodi per debellare questa specie di scoiattoli “clandestina” che minaccia la sopravvivenza del

lunedì 30 luglio 2012

Ilva Taranto/ Wwf Italia: no al ricatto occupazionale, basta inquinamento

Nella vicenda dell’Ilva di Taranto, sequestrata dalla magistratura, “non si ricada nell’errore di separare la questione ambientale dalla questione occupazionale, pensando che le soluzioni possano essere disgiunte e si stringa un patto di ferro che da una parte diminuisca l’inquinamento e parallelamente porti avanti la riconversione industriale“. Lo afferma il una nota il Wwf Italia.

La ‘condanna’ dell’Ilva, si legge ancora, “si chiama morte perchè a questo sono destinati quelli che sono continuamente esposti a carichi inquinanti verso i quali ci sono stati interventi tardivi e non ancora sufficientemente efficaci“. La magistratura, venti anni dopo l’inizio del caso, ha attuato “un atto dovuto dopo lunghissime indagini e perizie“.

Per il Wwf  “tutto ciò doveva arrivare ben prima, visto che l’area industriale dell’Ilva è stata dichiarata prima sito a alto rischio ambientale e poi sito di bonifica di interesse nazionale senza che, prima di tutto la proprietà, avviasse un processo di risanamento e riconversione industriale“. “Il ricatto occupazionale - continua l’associazione - per troppi anni ha avuto la meglio sull’impatto ambientale che è ricaduto sulla città”.

Come richiesto dal Wwf in precedenza, “meglio sarebbe stato se l’autorizzazione unica ambientale rilasciata congiuntamente da molti enti, tra cui il ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia, fosse stata data chiedendo in via preventiva interventi di riduzione degli impatti”.

“Oggi la strada - prosegue il Wwf - si fa più difficile e inevitabilmente occorre garantire l’aspetto sociale e quindi l’occupazione purchè si abbia l’assoluta certezza che sin da subito si pongano in essere procedure e misure per diminuire emissioni e carichi inquinanti” purchè “si riprenda con forza il tema della riconversione dello stabilimento che in assenza di alternative ha purtroppo il destino segnato nell’ambito di un mercato globale“.

Su queste vicende sempre alta è stata l’attenzione del Wwf, che aveva depositato un ricorso avverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a favore dello stabilimento tarantino, “ritenendolo carente degli strumenti burocratici, tecnici e tecnologici idonei a garantire l’ambiente e quindi la salute dei cittadini”.

Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, il Wwf ha sempre richiesto un “concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e ‘a monte’ della produzione di diossina“, nonché ulteriori, più incisive, prescrizioni a tutela della salubrità ambientale della città di Taranto e della regione tutta.

Recentemente il Wwf si è costituito parte offesa al processo per all'inquinamento generato dagli impianti Ilva, incaricando l'avvocato Francesco Di Lauro per la difesa legale. La sentenza del Tribunale del Riesame, a seguito del sequestro di 6 aree dell'impianto siderurgico disposto dal gip del tribunale jonico, è prevista per Giovedì prossimo.

Via: Meteoweb
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venerdì 20 luglio 2012

Fs: accordo con associazioni animaliste per cani a bordo delle Frecce

Siglato questa mattina, a bordo di un Frecciarossa, l'accordo quadro tra Trenitalia, società delle Fs e la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente - che riunisce tutte le principali organizzazioni nazionali animaliste e ambientaliste

Lipu/ cicogna bianca: in Sicilia è record di colonie, 70 coppie nidificanti

Vent’anni fa esatti il ritorno delle prime due coppie nidificanti di cicogna bianca, dopo 500 anni di assenza dalla Sicilia. Quest’anno il dato record di 70 coppie tra la Piana di Gela, la Piana di Catania, le Province di Siracusa, Agrigento, Trapani e Palermo. Lo annuncia oggi la LIPU-BirdLife Italia: dal 1992, anno della prima nidificazione a Lentini, il numero di coppie è aumentato di anno in anno fino a raggiungere la popolazione attuale.

Non è stata una colonizzazione facile. Il primo tentativo avvenuto nel 1991 finì male, con l’uccisione di uno dei due componenti della coppia. Negli anni seguenti altri individui sono stati impallinati o feriti a causa della collisione con i cavi dell’elettricità. Ma anno dopo anno la cicogna bianca ha superato le difficoltà e si è affermata, entrando a pieno titolo a far parte della fauna nidificante della Sicilia.

Nonostante la cicogna bianca sia una specie migratrice, che sverna in Africa per ritornare in primavera nelle aree di nidificazione nel Nord Europa, in Sicilia molti individui si fermano per passare l’inverno. Già a febbraio gli individui residenti sono i primi ad iniziare la nidificazione con il restauro del nido dell’anno precedente.

“Seguiamo l’evoluzione della popolazione siciliana di cicogna bianca sin dalla prima nidificazione - afferma Giuseppe Rannisi, delegato della sezione LIPU di Catania - Grazie all’impegno dei volontari della LIPU e del nodo siciliano di Ebn, abbiamo anche costruito dei nidi artificiali, tutti prontamente occupati. Ciò ha favorito l’aumento iniziale della specie che poi si è rafforzata con l’arrivo di altre coppie dal Nordafrica. Oggi la gran parte dei nidi si trova sui tralicci della media tensione dell’Enel”.

Dal 2000 la cicogna bianca, una specie che si nutre principalmente di serpenti, di rane, di cavallette e di topi, trova nella Piana di Gela le condizioni ideali per riprodursi ed allevare la prole. Dal piccolo nucleo originario di tre coppie, in dieci anni, si è assistito ad una crescita esponenziale della popolazione in quest’area, che ha portato alla nascita della colonia più grande d’Italia. formata quest’anno da 38 coppie nidificanti con la presenza di 80 pulcini, un dato che sappiamo grazie al monitoraggio effettuato volontari LIPU guidati da Manuel Zafarana, delegato della neonata sezione di Niscemi.

I nidi, tutti su tralicci di media tensione, si trovano distribuiti sull’intera area della Zps (Zona protezione speciale) e, in alcuni tratti, distano l’uno dall’altro solo circa 100 metri. I tralicci formano veri e propri condomini, con passeri che nidificano tra i rami che formano la base del nido della cicogna; al “piano di sotto”, nei vecchi nidi di gazza, nidificano ospiti importanti come ghiandaie marine e grillai.

Intanto la sezione LIPU di Niscemi sta programmando per l’anno prossimo la nuova edizione dell’evento “Cicogna Day”: un vasto pubblico ha partecipato all’evento dello scorso 13 maggio, un’occasione importante per l’educazione e la sensibilizzazione ambientale della comunità locale.

Fonte: LIPU
Foto dal web

domenica 15 luglio 2012

Greenpeace, blitz degli attivisti contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia

Venerdì mattina i bagnanti di Mondello si sono trovati ad assistere agli effetti disastrosi di uno sversamento petrolifero in mare. È la simulazione degli attivisti di Greenpeace che, “sporchi di petrolio”, hanno aperto sia in spiaggia sia in mare due grandi striscioni con le scritte “No trivelle nel Canale di Sicilia” e “Meglio l’oro blu dell’oro nero”. Sullo sfondo la barca a vela di Greenpeace con il logo del tour dal nome siciliano “U MARI NUN SI SPIRTUSA” contro la minaccia delle perforazioni in mare.

Meglio l’oro blu dell’oro nero” è anche il titolo del rapporto che Greenpeace lancia oggi per denunciare i rischi della folle corsa petrolifera già partita nel Canale. Nelle prossime settimane due le attività principali del tour: una spedizione scientifica che, tramite un veicolo filoguidato dotato di telecamera (ROV), documenterà la biodiversità dei banchi d’alto mare del Canale; e iniziative di sensibilizzazione per chiedere a tutti i comuni della costa meridionale della Sicilia di firmare l’appello al ministero dell’Ambiente per fermare le trivelle e tutelare il mare del Canale di Sicilia.

"I rischi creati dalle perforazioni off-shore sono inaccettabili per l’ambiente, per l’economia e per il benessere delle comunità che vivono sulla costa - sottolinea Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. - Non possiamo permetterci un secondo “Golfo del Messico” nel cuore del nostro Mediterraneo. Perciò chiediamo agli amministratori locali e ai siciliani tutti di sostenere il nostro appello affinché il ministero dell’Ambiente fermi la folle corsa all’oro nero”.

Presenti in spiaggia a Mondello insieme agli attivisti, l’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Alessandro Aricò, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore alla Vivibilità del Comune di Palermo Giuseppe Barbera, che hanno pubblicamente firmato l’appello lanciato da Greenpeace. Sono già 17 i comuni che hanno aderito all’appello, insieme a numerose associazioni locali e di categoria.

Il Canale di Sicilia è uno dei punti più ricchi di biodiversità del Mediterraneo. Questo patrimonio è minacciato da ben ventinove richieste di ricerca di petrolio, di cui undici già autorizzate. L’Italia è un paradiso per i petrolieri. Se le richieste fossero tutte approvate, compagnie come Shell e ENI e altre meno note come la Northen Petroleum pagherebbero in totale poco più di 66 mila euro l’anno di canone per fare ricerca in un’area di oltre 10 mila chilometri quadrati. Inoltre, se trovassero il petrolio, pagherebbero delle royalties tra le più basse al mondo.

I rischi invece sarebbero tutti a carico della comunità: la stima dei danni per il settore turistico causati dalla Deepwater Horizon è di circa 18 miliardi di euro; anche un incidente nel Canale non sarebbe senza conseguenze: qui infatti si trova circa il 40 per cento della flotta da pesca regionale che genera oltre il 17 per cento dei ricavi nazionali per il settore, mentre l’insieme delle province che si affacciano sul Canale assorbe circa il 38,6 per cento del flusso di presenze turistiche regionali, con il 35 per cento degli occupati per alberghi e ristoranti.

 

Fonte: La Stampa

lunedì 9 luglio 2012

Emergenza caldo, le regole di Aidaa per difendere gli animali domestici

Oggi in mezza Italia si raggiungeranno i quaranta gradi, oltre alle persone anche i nostri animali rischiano molto a causa di queste temperature elevate. Aidaa ripropone dunque il decalogo dei consigli contro i caldo per i nostri amici a quattro zampe. Si tratta di poche regole da rispettare e un invito a tutti coloro che hanno un pubblico esercizio: mettere una ciotola di acqua fresca fuori dal bar o dal negozio per permettere ai cani di dissetarsi. Con queste temperature sono almeno un milione i cani e gatti a rischio.

1) Non lasciate mai un animale incustodito dentro l'auto: la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Con il caldo oltre i trenta gradi bastano solo 10 minuti per condannare il vostro animale a una morte tremenda.

2) Se vedete un animale rinchiuso da solo in un'auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente le forze dell'ordine e un eventuale veterinario reperibie. Nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all'interno per bagnare l'animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

3) Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all'ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore chiamate immediatamente il veterinario.

4) Evitare le passeggiate con il vostro cane nelle ore più torride della giornata preferendo le prime ore del mattino o l'imbrunire e portare sempre con sé una bottiglietta di acqua una ciotola. Evitare di far fare attività sportiva al cane nelle giornate piu calde.

5) Scottature solari: anche per i cani e i gatti vale il discorso per le scottature solari. In caso di giornate particolarmente calde applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche degli animali quali la punta delle orecchie prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia.

6) Tenete l'acquario fuori dal sole diretto e cambiare l'acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Se avete un laghetto in giardino con dei pesci ricordate di riempirlo regolarmente nelle ore serali per compensare l'acqua evaporata e sostituire l'ossigeno andato perso.

7) Mai lasciare il canarino o i criceti al sole diretto, posizionate la gabbia in luogo ombreggiato, arieggiato e fresco.

8) Con le alte temperature non mancheranno di far visita a cani e gatti le pulci, le zecche e gli acari, controllate quindi regolarmente il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. Applicate preventivamente un antiparassitario. Se vi sono particolari problemi di pelle o pelo consultate il vostro veterinario di fiducia prima di utilizzare prodotti.

9) E' fondamentale controllare ogni giorno gli animali per verificare che non vi siano uova di mosche sul pelo di cavie, conigli e cani. Tenete ben pulito e disinfettato con prodotti non nocivi per l'animale i luoghi dove vive e sopratutto cambiate almeno due volte la settimana la lettiera o il fondo della "sua casa".

10) Il giardino è popolato di fauna selvatica, quali lucertole, ricci, rane e bisce che sono assolutamente innocui per l'uomo ma utili per il micro ecosistema del vostro giardino. Prima di effettuare i lavori con il tosaerba o distribuire pesticidi pensate alla loro salvaguardia. E soprattutto prima di accendere un fuoco smuovete sempre il materiale che intendete bruciare in quanto questi animali spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o i rifiuti in giardino eviterete di bruciare anche loro.

Fonte: Aidaa
Foto dal web
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