mercoledì 28 dicembre 2011

Addio Cheetah: scimpanzé di Tarzan, star del cinema morta a 80 anni

Alla veneranda eta' di 80 anni, il doppio rispetto alla speranza di vita media della sua specie, e' morto Jiggs, in arte Cheetah: lo scimpanze' divenuto famoso per il ruolo di amico e compagno del Tarzan cinematografico nella sua prima versione con il sonoro, quando a interpretarlo fu chiamato l'ex olimpionico di nuoto e primatista del mondo Johnny Weissmuller. Il trapasso dell'anziana star hollywoodiana risale a sabato scorso ma e' stato annunciato solo oggi dal Suncoast Primate Sanctuary, l'oasi per scimmie a Palm Harbor, nella Florida nord-occidentale, dove si godeva la meritata pensione dal lontano 1960. Anche se nella storia del grande schermo l'animalesco sodale di Tarzan, assente dai romanzi di Edgar Rice Burroughs, e' stato impersonato da esemplari diversi, e dunque non esistono identificazioni univoche, Cheetah-Jiggs sarebbe stato co-protagonista almeno di 'Tarzan l'uomo scimmia' del 1932 e del sequel, 'Tarzan e la compagna' del 1934, in cui a dividere la ribalta con i due compari fu promosso il personaggio di Jane. Figura versatile, il maturo scimpanze' era entrato nel Guinness dei Primati per la sua, vera o presunta, longevita' fuori dal comune. Da vero artista, era versato anche in altre forme espressive: si dice amasse pestare sui tasti di un pianoforte, cosi' come ascoltare musica religiosa, e soprattutto che fosse uno specialista di 'apestract', neologismo che indica la pittura astratta realizzata dai primati. Un'improbabile autobiografia, 'Me, Cheetah', era stata pubblicata tre anni fa, 'scritta' a quattro mani con il romanziere James Lever: era una sorta di 'Hollywood Babilonia', con aneddoti scimmieschi e giudizi tranchant sui vizi e le manie delle star. Cheetah aveva imparato a camminare in posizione interamente eretta, quasi come i suoi amici umani; adorava seguire le partite di football americano, e vedere la gente allegra. "Era in grado di capire se per me era una buona o una brutta giornata", ha raccontato al The Tampa Tribune la direttrice dell'oasi, Debbie Cobb. "Se pensava che fosse brutta, cercava sempre di farmi ridere. Era decisamente in sintonia con i sentimenti umani". Un volontario che si occupava di lui, Ron Priest, allo stesso giornale ha riferito che, della sua specie, Cheetah aveva anche il carattere determinato: "Se non gli piacevano qualcuno o qualcosa, raccoglieva un po' di cacca e gliela scagliava contro", ha spiegato. "Era in grado di beccarti anche a piu' di 3 metri di distanza, e persino con le sbarre della gabbia di mezzo".

Via: AGI
Foto dal  Web

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