lunedì 17 ottobre 2011

Dea, il segugio intrappolato in una buca da quattro giorni è salva

Il segugio maremmano intrappolato da quattro giorni in una buca nel Savonese è stato liberato nella serata di ieri dal gruppo speleologico del soccorso alpino ad Albenga. Accolta da un applauso e dalle lacrime del proprietario, Corrado Parodi, Dea sta bene e lo ha dimostrato andando subito a riempire di leccate il padrone che non l'ha mai abbandonata. La gioia dei soccorritori è esplosa alle 21.40 in regione Campora ad Albenga, nel Savonese, dove il cane si era perso mercoledì durante una battuta di caccia al cinghiale. Il proprietario aveva perso il segnale del localizzatore satellitare. Il giorno successivo era riuscito a individuare l'area in cui si trovava il cane sentendo abbaiare Dea. Ma l'intrico di cunicoli è così vasto che non è stato possibile individuare l'esatta posizione. Sabato mattina, quando la notizia del dramma è diventata di dominio pubblico, è scattata una gara della solidarietà per riportarla alla luce, alla quale hanno contribuito decine di persone. Nella zona collinare tra Albenga e Ceriale sono arrivati i vigili del fuoco di Albenga, i carabinieri e la polizia municipale, a cui si sono subito aggiunti gli operai dell'impresa edile Podemarf di Imperia. Le ricerche con l'ausilio di una ruspa sono proseguite venerdì ma sono state frenate dalla presenza di uno strato di roccia che ricopriva le tane in cui era finito il cane. Ieri ad Albenga è arrivato dunque il gruppo di lavoro disostruzione del soccorso alpino da Biella che ha lavorato dalle otto del mattino e ha impiegato otto micro cariche esplosive per farsi strada. Alle 21.40 è stata inserita una sonda in una cavità e nel monitor sono apparsi gli occhi di Dea. Il cane è stato raggiunto nel cunicolo e tirato fuori da Valerio Pizzoglio, che nel 2009 aveva lavorato all'Aquila e guidato da Franco Cuccu aveva partecipato tra l'altro al salvataggio di Marta Salvatao, una studentessa imprigionata per 24 ore nella casa dello studente. Appena libero il cane ha bevuto acqua: "Sono contentissimo - ha detto Parodi - ringrazio tutti, anche chi ha trovato gente adatta per questo lavoro. Li ringrazio di cuore". A coprire i costi sostenuti dall'azienda imperiese per il salvataggio del cane sarà Rosa Maria Lehman, volontaria alassina dell'ente nazionale protezione animali, preoccupata per le sorti del segugio maremmano.

Fonti: Tgcom, La Stampa
Foto dal Web

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