venerdì 2 settembre 2011

Pre-apertura caccia: via libera in Sicilia, stop del Tar in Campania

Parte domani la caccia in Sicilia, anche se con un calendario differenziato da specie a specie. Il 3 settembre via libera alle doppiette per la caccia al coniglio selvatico fino all'8 dicembre; dal 10 settembre al 31 dicembre, invece, sarà il turno di colombacci e merli; la caccia a tortora e volpe, invece, si apre il 18 settembre fino al 31 ottobre e al 30 gennaio 2012. Allodole, quaglie e beccaccia finiranno sotto tiro dall'uno ottobre fino al 31 dicembre; cesene e tordi fino al 10 gennaio, fagiani e altre specie di uccelli, invece, fino al 21 gennaio 2012. 

La caccia alla lepre selvatica si apre dal 10 ottobre fino al 21 novembre e dal 2 novembre fino al 30 gennaio, infine, anche quella al cinghiale. L'attività venatoria è consentita per tre giornate settimanali scelte liberamente dal cacciatore, esclusi il martedì e il venerdì durante i quali è sospesa. Per ciascuna giornata possono essere abbattuti fino a 15 capi di selvaggina; per alcune specie, come ad esempio conigli, lepri, quaglie, allodole, sono previste limitazioni. 

La caccia è vietata nelle riserve naturali, nelle oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica, nelle zone cinologiche e del demanio forestale, nei fondi chiusi, nei centri e allevamenti di selvaggina di ripopolamento e nelle aziende fanunistico-venatorie e agro-venatorie della Sicilia. Ed in assenza del "piano faunistico" che dovrebbe regolamentare sulla base di censimenti e studi scientifici i tempi, i modi e le specie oggetto di caccia, il Tar di Napoli ha fermato la pre-apertura della caccia. 

Lo fa sapere il Wwf in una nota in cui spiega che il provvedimento, riferito a diverse specie, accoglie il ricorso dell'associazione ambientalista contro quanto stabilito dalla Regione Campania, che nell'approvare il calendario venatorio per la nuova stagione aveva "concesso attività non conformi alle regole". A rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale era stato il Wwf, puntando il dito contro l’assenza del piano faunistico che nella regione dovrebbe regolamentare la materia. "L'assenza del piano faunistico, ossia di un quadro di riferimento certo, scientificamente attendibile, ha posto in evidenza l'illegittimità di una prassi come la pre-apertura", commenta Raniero Maggini, vicepresidente del Wwf Italia.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Via: La Repubblica

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