giovedì 29 settembre 2011

Bioparco di Roma, nuova area per le scimmie più piccole al mondo

Al Bioparco di Roma è nata la nuova area delle scimmie più piccole del mondo in cui sono ospitati Tamarini imperatore, Tamarini edipo e Uistitì pigmei, animali a serio rischio di estinzione. Sono primati appartenenti alla grande famiglia dei Callitricidi, che annovera ben 42 specie, distribuite unicamente in Centro-Sud America, con una maggior concentrazione nella Regione Amazzonica, gran parte delle quali sono fortemente minacciate a causa della deforestazione, della frammentazione dell'habitat ed il bracconaggio. Il loro peso varia tra i 100 grammi del uistitì pigmeo - una delle specie presenti nella nuova area - ai 900 grammi del leontocebo. Con il loro manto setoso, le lunghe code ed una vasta gamma di ciuffi, criniere, creste, baffi e frange, sono tra i primati più singolari e colorati del Sud-America. Il nome che identifica la famiglia deriva infatti dal greco kallithrix e significa ''colui che ha una bella chioma''. Questi primati si distinguono dalle altre scimmie per alcune caratteristiche uniche: le dimensioni molto ridotte; le unghie simili ad artigli che permettono loro di arrampicarsi agilmente sui tronchi degli alberi; un pollice non opponibile. Inoltre, maschi e femmine sono molto simili, tanto che i primi ricercatori tendevano a confondere i due sessi, anche perché in questi animali molto spesso è il padre a prendersi cura dei piccoli insieme al resto del gruppo. Un'altra particolarità, molto rara nei primati, è l'alta frequenza di parti gemellari, che avvengono nell'80% dei casi. ''L'arrivo di questi animali si inserisce nell'ambito delle iniziative svolte dal Bioparco in occasione dell'Anno Internazionale delle Foreste indetto per il 2011 dall'ONU - spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Paolo Giuntarelli - questi primati vivono nel bacino amazzonico e sono ambasciatori di ambienti sempre più minacciati dalla presenza dell'uomo che deforesta ad un ritmo incessante''. Nella nuova area del Bioparco - che si sviluppa su oltre mq 300 - sono presenti: 4 Uistitì pigmeo, 2 Tamarini imperatore e 2 Tamarini edipo. La nuova area e gli oltre 100 mq di percorso educativo interno sono stati realizzati grazie al contributo del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, da sempre impegnato per combattere la piaga del commercio illegale di animali e piante, una delle principali cause di minaccia per molte specie. Per festeggiare insieme alle famiglie la novità, domenica 2 e 9 ottobre saranno organizzate dalle ore 10.00 alle 16.00 le seguenti attività gratuite (comprese nel costo del biglietto): visite accompagnate nell'area; face painting per trasformarsi in piccole scimmie e la lettura animata di Tino, il tamarino piccino. Nell'ambito delle giornate sarà possibile adottare il Tamarino imperatore.

Via: Adnkronos
Fonte: Bioparco Roma
Foto dal Web

sabato 24 settembre 2011

Domenica ultima corrida a Barcellona, addio alla fiesta dal 2012

Domenica prossima Barcellona dirà addio alla corrida. E finirà un'era quando il torero Serafin Marin materà il sesto e ultimo toro nello spettacolo al Monumental della capitale della Catalogna. La chiusura dell'arena quasi centenaria riflette il declino della corrida in Spagna, malgrado si contino ancora tanti appassionati. "Abbiamo perso una battaglia, non la guerra", ha detto Marin al quotidiano El Mundo. Ma gli animalisti cantano vittoria e l'attivista Aida Gascon è determinata a farla finita con le corride in tutto il resto del paese. Già nel 2004 Barcellona si era dichiarata città "anti-corrida"; decine di altri comuni l'hanno poi imitata e nel luglio del 2010 il parlamento catalano ha votato per la fine delle corride dal primo gennaio 2012. Alle Canarie lo avevano già fatto nel 1991, ma la decisione era passata largamente sotto silenzio. L'opposizione agli spettacoli nell'arena si spiega con il crescente sentimento animalista che li considera alla stregua di una tortura, ma anche con il forte nazionalismo catalano contro la corrida, un simbolo tipicamente spagnolo. La Catalogna, secondo Marin, "vuole liberarsi di tutto quanto rappresenti la Spagna". Il giro d'affari delle corride, un'industria con 200 mila addetti, vale oltre 2,5 miliardi di euro all'anno, contribuendo per lo 0,25% al Pil nazionale. Ma negli anni lo spettacolo che ispirò artisti e scrittori del calibro di Pablo Picasso e Ernest Hemingway ha perso il suo appeal. Solo il 37% degli spagnoli è interessato alla corrida, mentre il 60% boccia lo spettacolo, stando a un sondaggio del 2010. Con diverse regioni che difendono la corrida come patrimonio culturale spagnolo, il governo del primo ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero ne ha affidato la responsabilità del ministero della Cultura. I Popolari all'opposizione che dovrebbero vincere le elezioni del prossimo 20 novembre hanno preso posizione contro il bando della corrida in Catalogna e si sono rivolti alla Corte Costituzionale. Dal canto loro, gli appassionati catalani della corrida hanno raccolto 300 mila firme in difesa della 'Fiesta', ma l'iniziativa potrebbe non avere alcun effetto contro quello che per molti e' un inevitabile sviluppo sociale. Così i toreri catalani stanno organizzando spettacolo altrove nel paese anche nel sud della Francia.

Fonte: Adnkronos/Dpa
Permalink: http://bit.ly/qc8Uqd
Foto: Burladero.com

lunedì 19 settembre 2011

Nasce Trek-kayak Sicilia, il turismo sostenibile per tutti fra mare e terra

A contatto con la natura in modo sostenibile e consapevole. Osservare in modo critico l'ecosistema e l'ambiente marino, imparandone a riconoscerne le qualità e le criticità. Con questi obiettivi nasce a Palermo «Trek-kayak Sicilia», un nuova opportunità per imparare il rispetto dell'ambiente, attraverso l'esperienza diretta in canoa, oppure a piedi, percorrendo i sentieri delle aree protette.

Prima tappa dell'iniziativa, nata dall'idea di una istruttrice di canoa, Cinzia Magenga ed un biologo, Fabio Di Piazza sarà l'Area Marina Protetta di Isola delle Femmine e la vicina Riserva Naturale di Capo Gallo, a pochi passi da Palermo. Adesso il kayak con canoa è uno sport molto apprezzato. Le passeggiate in kayak avranno cadenza quotidiana su prenotazione (3kkayak@gmail.com).

Aperte a gruppi composti da un minimo di due fino ad un massimo di otto persone e adatte anche a principianti, le escursioni prevedono un itinerario lungo il litorale che tocca i siti più interessanti dell'area protetta come Isola di Femmine, la Fossa di Ponente, la Falesia di Malpasso e la Grotta dell'Olio. L'organizzazione fornirà i kayak, per chi ne avesse bisogno, e il relativo equipaggiamento di sicurezza.

Con le escursioni via terra, invece, sarà possibile percorrere i sentieri della Riserva Naturale, salendo sui pizzi Vuturo e Sella, fino a raggiungere il Semaforo, un'ex postazione militare, decorata all'interno da mosaici realizzati da un bizzarro personaggio, noto come «l'eremita». In questo modo, si potrà partecipare attivamente al funzionamento eco-sostenibile delle coste e del mare, attraversandolo a “impatto zero” e acquisendo, con la pratica, nozioni fondamentali sulla gestione e sulle strategie per la conservazione della biodiversità.

Un itinerario fra mare e terra, con escursioni giornaliere, per conoscere un territorio ricco di biodiversità e ricchezze naturalistiche. Il valore aggiunto dell'iniziativa è quello di osservare in modo critico l'ecosistema e l'ambiente marino, imparando a riconoscerne le qualità e le criticità, così da poter segnalare eventuali minacce allo stato di salute dell'habitat. Tutto navigando in totale sicurezza e scoprendo scorci inediti del territorio.

Il turismo responsabile è un approccio al turismo nato alla fine degli anni '80 e caratterizzato da una duplice preoccupazione per il luogo in cui ci si reca. La prima preoccupazione riguarda l'ambiente, il turista responsabile infatti deve evitare di danneggiarlo, mentre l'altro fattore di attenzione riguarda le popolazioni che abitano nella località visitata, il turista responsabile in questo caso deve avere un atteggiamento rispettoso della cultura locale e deve garantire anche il benessere della popolazione.

Via: Corriere del Mezzogiorno
Foto dal Web

venerdì 16 settembre 2011

Buon compleanno Greenpeace, quarant'anni fà il primo arrembaggio


È nata a bordo di un peschereccio per salvare il Pianeta dalla minaccia nucleare. Ben presto quella malandata imbarcazione colorata da strisce parallele e verticali sulla prua divenne una nave guerriera, la Raimbow Warrior, per combattere le ingiustizie ambientali ma soprattutto per fermare la caccia alle balene. Era il 15 settembre del 1971 quando Jim Bohlen, Irving Stowe e Paul Cote noleggiarono il peschereccio Phyllis Cormack e salparono alla volta di Amchitka, nel Pacifico settentrionale, per protestare contro un imminente test nucleare degli Stati Uniti. Cosi' nacque la piu' celebre delle associazioni ambientaliste, Greenpeace, che ha festeggito ieri i 40 anni di eta'. Due settimane dopo il peschereccio viene fermato dalla Guardia Costiera statunitense per non aver eseguito le necessarie operazioni doganali durante una sosta non programmata. Greenpeace, allora, non riusci' a fermare il test, ma l'impresa del suo equipaggio comparve sulle prime pagine dei giornali nordamericani e quantomeno da allora Amchitka non e' mai piu' stata utilizzata per i test nucleari. Gli attivisti online sono 11 milioni al mondo, oltre 2.000 le persone dello staff operativo (dislocate in 27 uffici in 41 Paesi) in, 3,5 milioni di sostenitori (di cui 53 mila in Italia).



Oggi Greenpeace ha uffici in 41 paesi, tutti affiliati con Greenpeace International, che ha sede ad Amsterdam. L'organizzazione e' finanziata tramite contributi individuali da parte di circa 2,8 milioni di donatori e fondazioni non profit, ma non accetta il denaro di governi o grandi aziende. Fra le campagne piu' celebri si ricordano quelle contro la caccia alle foche e alle balene, contro gli esperimenti nucleari francesi a Mururoa e per la salvaguardia dell'Antartide. Molti i successi, dalle multinazionali convinte a non distruggere piu' le foreste per l'olio di palma, alle aziende hi-tech che hanno eliminato gradualmente le sostanze tossiche dai propri prodotti, dal divieto di scarico di rifiuti radioattivi in mare alla fine della caccia commerciale alle balene, dal Trattato Antartico all'introduzione di nuova tecnologia verde per i frigoriferi. E ora, dopo la Raimbow Warrior II (presa nel 1987), tutto è pronto per la Raimbow warrior III (pronta per ottobre. E poi la faccia giovane di Greenpeace, quarant’anni dopo, con il progetto ’New hands on deck’ in cui sono coinvolti 7 ragazzi che si richiamano allo spirito originario dei fondatori per ’rinnovarlò al contesto attuale e combattere le nuove piaghe del Pianeta, primo tra tutti la lotta ai cambiamenti climatici.

Fonti: Asca, La Stampa

venerdì 9 settembre 2011

Intesa tra Regione Sicilia e Terna per un nuovo elettrodotto a 380 kV

La Regione Sicilia ha siglato un accordo con Terna, la societa' responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, un accordo sulla 'fascia di fattibilita'' del nuovo elettrodotto a 380 kV Chiaramonte Gulfi - Ciminna. L'iter autorizzativo per l'elettrodotto, che attraversera' le province di Ragusa, Catania, Enna, Caltanissetta, Agrigento e Palermo, sara' avviato nelle prossime settimane. A firmare l'intesa Giosue' Marino, assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilita' della Regione Sicilia, Gianmaria Sparma, assessore regionale al Territorio e all'ambiente, Luigi Roth, presidente di Terna, i rappresentanti delle amministrazioni locali interessate, il presidente dell'Unione provincie siciliane Giovanni Avanti e il presidente dell'Unione delle Provincie italiane Giuseppe Castiglione. ''La firma del protocollo d'intesa per la realizzazione del nuovo elettrodotto a 380Kv 'Chiaramonte Gulfi-Ciminna' testimonia l'impegno della Regione siciliana e di Terna sulla strada della massima collaborazione per rendere efficiente la rete di trasporto elettrico nel territorio regionale, necessario a garantire adeguati margini di sicurezza e di qualita'. Il potenziamento della rete, inoltre, costituisce elemento fondamentale per la strategia di crescita dell'apporto da fonti energetiche rinnovabili nel settore elettrico'', ha detto l'assessore regionale all'Energia Giosue' Marino. ''E' un protocollo che rappresenta una nuova tappa nel percorso di fattiva collaborazione che con Terna stiamo portando avanti nella direzione della sostenibilita' ambientale, con l'obiettivo di concordare da un lato la localizzazione delle nuove infrastrutture elettriche in un'ottica di sviluppo sostenibile basata sulla Valutazione ambientale strategica, dall'altro l'interramento delle linee elettriche aeree presenti nelle riserve e nelle aree protette'', ha dichiarato l'assessore all'Ambiente Gianmaria Sparma. Il nuovo elettrodotto consentirà, inoltre, la realizzazione di interventi migliorativi su circa 30 km di linee elettriche aeree esistenti, con conseguente eliminazione di interferenze con zone antropizzate e di pregio ambientale e culturale per complessivi 120 ettari.

Fonte: ASCA

venerdì 2 settembre 2011

Pre-apertura caccia: via libera in Sicilia, stop del Tar in Campania

Parte domani la caccia in Sicilia, anche se con un calendario differenziato da specie a specie. Il 3 settembre via libera alle doppiette per la caccia al coniglio selvatico fino all'8 dicembre; dal 10 settembre al 31 dicembre, invece, sarà il turno di colombacci e merli; la caccia a tortora e volpe, invece, si apre il 18 settembre fino al 31 ottobre e al 30 gennaio 2012. Allodole, quaglie e beccaccia finiranno sotto tiro dall'uno ottobre fino al 31 dicembre; cesene e tordi fino al 10 gennaio, fagiani e altre specie di uccelli, invece, fino al 21 gennaio 2012. 

La caccia alla lepre selvatica si apre dal 10 ottobre fino al 21 novembre e dal 2 novembre fino al 30 gennaio, infine, anche quella al cinghiale. L'attività venatoria è consentita per tre giornate settimanali scelte liberamente dal cacciatore, esclusi il martedì e il venerdì durante i quali è sospesa. Per ciascuna giornata possono essere abbattuti fino a 15 capi di selvaggina; per alcune specie, come ad esempio conigli, lepri, quaglie, allodole, sono previste limitazioni. 

La caccia è vietata nelle riserve naturali, nelle oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica, nelle zone cinologiche e del demanio forestale, nei fondi chiusi, nei centri e allevamenti di selvaggina di ripopolamento e nelle aziende fanunistico-venatorie e agro-venatorie della Sicilia. Ed in assenza del "piano faunistico" che dovrebbe regolamentare sulla base di censimenti e studi scientifici i tempi, i modi e le specie oggetto di caccia, il Tar di Napoli ha fermato la pre-apertura della caccia. 

Lo fa sapere il Wwf in una nota in cui spiega che il provvedimento, riferito a diverse specie, accoglie il ricorso dell'associazione ambientalista contro quanto stabilito dalla Regione Campania, che nell'approvare il calendario venatorio per la nuova stagione aveva "concesso attività non conformi alle regole". A rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale era stato il Wwf, puntando il dito contro l’assenza del piano faunistico che nella regione dovrebbe regolamentare la materia. "L'assenza del piano faunistico, ossia di un quadro di riferimento certo, scientificamente attendibile, ha posto in evidenza l'illegittimità di una prassi come la pre-apertura", commenta Raniero Maggini, vicepresidente del Wwf Italia.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Via: La Repubblica

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