sabato 2 luglio 2011

"L'abbandono non risparmia nessuno", al via campagna sensibilizzazione

È partita la fase della campagna LAV sul fenomeno dell'abbandono estivo di animali che prevede l’affissione di manifesti predisposti dall'associazione con l’appoggio dei Comuni già sensibilizzati al problema. E al dramma dell’abbandono estivo di cani e gatti, che per l’80% di questi animali si conclude purtroppo con la morte a causa di incidenti stradali, fame, sete, avvelenamento o maltrattamenti, si somma il costo sociale dell’abbandono: lo denuncia la LAV, attiva con una campagna di sensibilizzazione patrocinata dal Segretariato sociale RAI, che stima in 200 milioni di euro all’anno la spesa pubblica dei Comuni (e quindi dei cittadini) per il solo mantenimento dei circa 200 mila i cani ospitati nei canili italiani convenzionati con le Amministrazioni comunali. Questo perché la tariffa media per ogni cane in canile corrisponde a circa 1.000 euro l’anno. Tale cifra, moltiplicata per la media di 7 anni di permanenza in canile, raggiunge dunque i 7mila euro per ciascun cane dal suo ingresso nella struttura fino alla morte. “Oltre alla grave responsabilità morale che si accompagna al gesto dell’abbandono di animali, esiste una precisa responsabilità giuridica: abbandonare animali è un reato punito con l’arresto fino a un anno o con un’ammenda fino a 10.000 euro”, dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore Cani e Gatti “Per ridurre il fenomeno, oltre ad attuare azioni ‘tampone’ come il conferimento dei cani in canile - prosegue Ilaria Innocenti - la LAV propone quindi di investire risorse in campagne di sterilizzazione dei randagi, oltre che nell’incremento di politiche che favoriscano le adozioni e scoraggino il commercio di animali”. Fondamentale contrastare anche il randagismo felino, molto spesso trascurato, attraverso l’identificazione dei gatti tramite microchip. Secondo i dati più recenti trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute (riferiti al dicembre 2007), infatti, sarebbero 2,6 milioni i gatti randagi: un numero che non subisce flessioni neppure nelle Regioni del centro nord, in cui quello canino ha invece proporzioni contenute. Le regioni del sud, che sono quelle a più alto tasso di randagismo, risultano latitanti nel fornire alla LAV dati che sono pubblici.

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