venerdì 10 giugno 2011

Referendum, blitz di Greenpeace sui più famosi monumenti italiani

Tre grandi striscioni srotolati dalla sommita' di tre dei piu' famosi monumenti italiani: il campanile di San Marco a Venezia, Ponte Vecchio a Firenze e il Colosseo a Roma. Sullo striscione un chiaro messaggio agli elettori, "Italia, ferma il nucleare. Vota Si'". E' il blitz messo in atto dagli attivisti di Greenpeace in vista del referendum sul nucleare. L'azione e' partita stamattina all'alba con l'apertura di uno striscione di 300 metri quadri sul Colosseo a Roma, e' proseguita a Firenze alle 9 con un banner aperto da Ponte Vecchio e si e' conclusa alle 10 con gli attivisti che srotolano uno striscione dalla sommita' del Campanile di San Marco a Venezia. "Abbiamo voluto lanciare il nostro ultimo messaggio prima del Referendum da tre luoghi simbolo che uniscono tutto il Paese. Con il voto di domenica e lunedi' gli italiani possono scegliere di affermare unitamente la loro volonta' di dimenticare il nucleare ed aprire una nuova era di energie pulite" spiega Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Italia. "Abbiamo scelto luoghi di evidente bellezza e significato per ricordare che e' proprio questa bellezza che vogliamo difendere da un futuro dove incidenti come quello di Cernobyl e Fukushima possono diventare il nostro incubo". Hanno invece dovuto rinunciare ad esporre uno striscione contro il nucleare sulla Torre di Pisa. Protagonisti del blitz fallito sei attivisti di Greenpeace che questa mattina, dopo aver regolarmente acquistato il biglietto per l'accesso alla torre pendente con l'obiettivo di appendervi uno striscione antinuclearista, sono stati bloccati all'ingresso dal personale addetto alla sicurezza. Poiche' e' proibito salire sul campanile di piazza dei Miracoli con borse, zaini e bagagli a mano, ai sei attivisti e' stato impedito l'accesso con gli striscioni che invitavano a votare "si'" ai referendum di domenica. Gli uomini di Greenpeace hanno cosi' potuto effettuare la visita indossando soltanto le magliette con le scritte contro il nucleare. E' dal 1995 che in un pronunciamento referendario non si raggiunge il 50% per cento piu' uno degli aventi diritto al voto.

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