venerdì 3 giugno 2011

Lemuri e delfini, i nuovi amici dei bambini per curare l'autismo

Un delfino che affiora in superficie sotto lo sguardo curioso di un lemure: e' l'immagine scelta per accompagnare due progetti altamente innovativi di Pet Therapy, che saranno presentati alla stampa domenica prossima nell'auditorium dell'IDI. Per la prima volta in Europa, due animali assai popolari nell'immaginario dell'infanzia svolgeranno un ruolo trainante a sostegno dei bambini autistici, felicemente riassunto nella formula: "Un delfino per emergere dal proprio sommerso, un amico per uscire dalla foresta dell'isolamento". I programmi, distinti ma paralleli, sono seguiti con forte interesse dalla comunita' scientifica e nascono dalla collaborazione tra uno dei piu' noti ospedali della Capitale, l'IDI, e due strutture che costituiscono un'eccellenza di Roma e del suo territorio: il Bioparco (che proprio quest'anno compie 100 anni) e Zoomarine. Tutto e' iniziato un anno fa, quando un gruppo di bambini tra gli 8 e i 14 anni, affetti da autismo, ha cominciato a frequentare regolarmente, con l'assistenza di genitori, terapeuti e addestratori, la Baia dei Pinnipedi di Zoomarine, popolata da foche e leoni marini. I risultati di questi primi dodici mesi saranno illustrati con il supporto delle immagini dal prof. Davide Moscato, Responsabile del Centro di Pet Therapy dell'IDI, che vanta un'esperienza decennale e un'apposita fattoria, dotata di caprette, conigli e pony. "L'incontro con animali insoliti e sorprendenti, come un leone marino di 400 kg - spiega il prof. Moscato -, ha gradualmente aiutato i bambini ad emergere dal proprio sommerso, attraverso una spinta emotiva che ha fatto affiorare nuove capacita' relazionali, giungendo perfino a interagire in maniera autonoma". "La valenza sociale e scientifica dei risultati ci spinge a "prendere il largo" - dichiara il Direttore Generale di Zoomarine, Stefano Cigarini - passando dalla Baia dei Pinnipedi all'Isola dei Delfini, che agli occhi di un bambino appariranno piu' stupefacenti e comunicativi delle otarie, determinando un'emozione ancora piu' intensa e offrendo l'opportunita' di un contatto piu' ravvicinato".

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