mercoledì 8 giugno 2011

Greenpeace contro Barbie, distrugge foreste e spinge all'estinzione

La Barbie è stata messa sotto accusa da Greenpeace, secondo cui l'imballaggio per la vendita della popolare bambola viene prodotto con legname proveniente dalle foreste pluviali indonesiane. La Mattel, dunque, è accusata di contribuire alla deforestazione dell'Indonesia. Il cartone utilizzato dalla Mattel, così come quello dei giocattoli della Disney, viene prodotto dalla Asia Pulp and Paper (APP), anche questa nel mirino del movimento ambientalista. ''Barbie distrugge le foreste naturali e spinge specie rare come le tigri sull'orlo dell'estinzione'', ha detto il responsabile della campagna di sensibilizzazione di Greenpeace Indonesia, Bustar Maitar. ''La Mattel, che produce Barbie, deve smettere di associare il giocattolo piu' famoso del mondo alla distruzione delle foreste pluviali''. Per protesta, gli attivisti di Greenpeace, vestiti come il findazato di Barbie, Ken, hanno posto un gigante striscione sulla sede della Mattel a Los Angeles con la scritta: "Barbie: è finita. Non prendo appuntamenti con le ragazze che contribuiscono alla deforestazione''. L'Indonesia ha uno dei tassi di deforestazione piu' rapidi al mondo.



"La Barbie sta mettendo in pericolo la fauna selvatica, come le tigri, spingendole verso l'estinzione'', ha detto Bustar Maitar, a capo della campagna di Greenpeace per salvare le foreste dell'Indonesia. "Questo sta succedendo perche' il cartone usato per la Barbie viene dalle foreste pluviali in Indonesia, dove vivono specie come la tigre di Sumatra". La APP, una controllata del gigante della carta e dell'olio di palma Sinar Mas, ha respinto le accuse. ''Sono stupita che abbiano attaccato proprio noi. Siamo orgogliosi di utilizzare carta riciclata e stiamo cercando di promuoverne l'utilizzo'', ha detto una manager della societa', Aida Greenbury.  Il governo di Giakarta ha stimato che oltre un milione di ettari di fureste pluviali viene cancellato ogni anno. La campagna di Greenpeace contro la Mattel segue altre azioni simili contro Walmart, Carrefour e Tesco. In seguito alle accuse degli ambientalisti, Unilever, Kraft e Nestle hanno bloccato le forniture di olio di palma dalle societa' del gruppo Sinar Mar, mentre Carrefour, Staples, Office Depot e Woolworths (Australia) non comprano piu' carta dall'APP.

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