sabato 18 giugno 2011

G120: Cia, bene risoluzione francese per sconfiggere crisi agricola

"La Conferenza degli agricoltori mondiali, il G120, organizzata dalla Fnsea e dai giovani agricoltori francesi, si è conclusa a Parigi con una risoluzione finale che contiene una serie di significative e valide proposte per rilanciare il
ruolo dell'agricoltura, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, per contrastare la volatilià dei prezzi delle materie prime e le speculazioni sui mercati. Sono indicazioni che devono essere recepite dal prossimo G20 dei ministri agricoli che si terrà, sempre nella capitale francese, il 22 e il 23 giugno". Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, che ha partecipato alla riunione parigina. 


Il ministro dell’Agricoltura francese Bruno Le Maire, non nascondendo le possibili difficoltà nell’approvazione del Piano da parte di tutti i 20 paesi, ha affermato che la crisi alimentare non è domani, ma oggi e che bisogna trovare oggi le soluzioni per essere in grado di alimentare la popolazione mondiale. Produciamo meno, ma la domanda alimentare aumenta; abbiamo la responsabilità collettiva di trovare soluzioni insieme attraverso una nuova governance mondiale, per non lasciare spazio agli egoismi nazionali. Sono, del resto, profonde le divergenze tra i paesi membri del G20 sui temi della sicurezza alimentare. 

Occorre chiedere alla Cina maggiore trasparenza sulla propria disponibilità di scorte alimentari, che al contrario considera come informazioni strategiche riservate, all’Australia una regolamentazione nel campo delle materie prime, al Brasile ed all’Argentina un impegno per la riduzione della volatilità dei prezzi. Sono questi i punti, sottolineati da Le Maire, del Piano di azione che Politi auspica vengano accolti, anche grazie ad un auspicato contributo, attivo del governo italiano: la scarsa produzione agricola è tra le cause della volatilità dei prezzi; ogni paese deve operare autonomamente in campo agricolo per la propria autosufficienza alimentare, ma serve coordinamento e informazione (se in un paese avviene la siccità e si prendono misure nazionali che incidono sulla disponibilità di prodotti agricoli, anche gli altri paesi ne devono essere informati).

Fonte: AGI

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