domenica 5 giugno 2011

Combattimento tra cani, un giro d'affari da 300 milioni di euro

Sospesi nel vuoto per ore e denti che stringono un pneumatico per non cadere giù, in una buca profonda metri. Lasciati senza cibo e al buio giorni e giorni, per incattivirli e tirarne fuori l'aggressività. "Queste e altre sevizie, tante, troppe, per trasformare un cane in un agguerrito animale da combattimento", spiega all'Adnkronos Giovanni Pallotti, coordinatore regionale dell'Enpa per il Piemonte, a capo del centro torinese che riabilita questi animali, cancellando un passato doloroso "per affidarli, a volte, a proprietari pronti a donargli qualche anno di serenità".


Pochi anni perché hanno problemi ai reni, deambulatori, di circolazione. Sono animali maltratti, drogati, con un passato che lascia il segno, a livello fisico e psicologico. Dei 15 mila cani che ogni anno vengono coinvolti in combattimenti, stando agli ultimi dati Enpa, 5.000 perdono la vita sul 'campo di battaglia'. Uno su tre, dunque, non ne esce vivo, vittime e protagonisti inconsapevoli di un mercato che frutta alla criminalità organizzata "300 milioni l'anno", stima Carla Rocchi, presidente Enpa.

Ad essere arruolati "cani con una grande potenza mascellare", precisa Rocchi, dunque pitbull, rottweiler, bullterrier, American bulldog, mastino e dogo argentino tra i più gettonati. "Ma anche meticci - spiega la presidente dell'Enpa - incroci nati da animali fatti accoppiare proprio con questo fine". E nonostante le pene si siano inasprite, grazie al provvedimento varato nel luglio 2004, "il mercato continua a fruttare".

Con un ruolo di prim'ordine nel comparto, più ampio, delle cosiddette zoomafie, dove figurano corse clandestine di cavalli, traffico di cuccioli, di fauna selvatica ed esotica. Per farli crescere aggressivi e pronti alla lotta, gli animali "sono sottoposti fin da cuccioli a un'estenuante allenamento - spiega Pallotti - costretti a correre per molte ore consecutive, picchiati, lasciati per giorni al buio, legati e senza cibo". I luoghi per i combattimenti sono "discariche abusive, cave, terreni abbandonati, comunque zone isolate alla periferia delle città". "Si tratta di cani - spiega l'esperto - che non sono aggressivi con l'uomo, bensì con gli altri animali.

Fonte: AdnKronos

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