giovedì 26 maggio 2011

Legambiente: Clean Up the med, no a privatizzazione spiagge

Da domani i volontari di Legambiente tornano sugli arenili di tutta Italia per una nuova edizione dell'iniziativa Spiagge e Fondali Puliti - Clean Up the med, la storica campagna di Legambiente per la cura delle coste che ogni anno chiama a raccolta bambini, ragazzi e adulti di ogni età per una grande opera di pulizia delle spiagge dai rifiuti abbandonati o portati dal mare ma anche degli argini dei fiumi, dei laghi e, insieme ai subacquei, dei fondali marini. E nell'occasione Legambiente lancia S.O.S divieto di balneazione e chiede ai bagnanti, ai cittadini di segnalare la mancata presenza della cartello “Divieto di balneazione”. ”Con l’avvio della stagione estiva - commenta Antonio Gallozzi, responsabile Campagne Legambiente Campania - chiediamo il rispetto delle norme sulla balneazione che dispongono l'obbligo di prevedere una adeguata informazione attraverso cartelli sulla "non balneabilità", un atto dovuto nei confronti dei cittadini e bagnanti che dovrebbero ora essere informati sullo stato delle acque sia per motivi igienico sanitari, sia economici prima di stipulare abbonamenti con i lidi. La tre giorni di Legambiente sarà l’occasione per lanciare una grande campagna di mobilitazione per un mare libero e per tutti. Iniziative e mobilitazione per dire SI ai piani spiaggia che valorizzano le nostre coste, all’accesso in spiaggia per tutti, al turismo responsabile e alla raccolta differenziata. E per dire NO alle spiagge blindate, all’edilizia abusiva e pericolosa, alla pesca selvaggia, allo sfregio dei fondali, del mare. Ma soprattutto sarà occasione per protestare contro la privatizzazione delle spiagge che si profila con l'attuazione del decreto legge Sviluppo, che all'art. 3 prevede il diritto di superficie sull'area demaniale, di fatto una svendita delle spiagge ai privati per 20 anni. Se il decreto fosse, infatti, convertito in legge tale e quale, le spiagge verrebbero date in concessione per un tempo lunghissimo, senza gara e senza alcun controllo e, attraverso il diritto di superficie, si potrebbero aggirare le normative di tutela legalizzando persino costruzioni abusive e aprendo le porte a nuove edificazioni nella fascia dei 300 metri dalla battigia.

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