sabato 31 dicembre 2011

Botti: consigli Aidaa su come comportarsi per proteggere gli animali


Mentre in tutta Italia si susseguono i sequestri di botti illegali, sulla morte dei piccoli amici a quattro zampe l’associazione animalista Aidaa ha lanciato l’allarme. In Italia, infatti, sono 7 milioni le famiglie che possiedono uno o più animali domestici, senza contare quelli cosiddetti "da reddito o da lavoro" come cavalli, mucche o galline. Le associazioni animaliste anche quest'anno si sono attivate per fornire consigli su come comportarsi per proteggere i propri animali dagli effetti dei botti di Capodanno. Ecco un 'decalogo' che contiene delle regole molto semplici e facili da seguire da chiunque abbia a cuore i propri amici a quattro zampe.

1 - Non mostrarsi troppo protettivi, alimenta le loro paure.

2- Minimizzare l'impatto dei botti accendendo la musica.

3 - Non tenerli legati alla catena potrebbero strozzarsi.

4- Passeggiare con il cane saldamente al guinzaglio.

5 - Assicurarsi per tempo che siano facilmente identificabili.

6 - Se l'animale fugge cercatelo in canili e fate la denuncia.

7- Non rafforzare la loro paura dei botti agitandovi.

E questi i consigli per chi ha un gatto in casa.

1 - Non guardarli negli occhi, potrebbero diventare aggressivi.

2 - Manifestare indifferenza accendendo musica o tv.

3 - Non lasciarli soli in giardino o in balcone.

4 - Preparargli un rifugio alternativo, magari sotto il letto.

5 - Anticipare l'orario dei bisogni chiedere un blando sedativo.

6 - Assicurarsi che siano identificabili per tatuaggio.

7 - Se il gatto scompare cercarlo subito in zona.

8 - Preparare una locandina con foto e numeri telefonici.

Non bisogna poi dimenticare le conseguenze dei botti sui volatili: gli uccelli selvatici si alzano istintivamente in volo per fuggire ai rumori e, a causa del buio e del panico, vanno a sbattere contro edifici e strutture urbane. Molti purtroppo muoiono sul colpo o poco dopo, a causa dei traumi subiti. Secondo l'Aidaa, ogni anno nella notte di San Silvestro perdono la vita 5 mila tra cani, gatti, cavalli e piccoli roditori. Le amministrazioni di alcune città hanno iniziato a preoccuparsi di questo fenomeno, prendendo provvedimenti restrittivi. Così fra le principali, Torino, Bari, Venezia, ma anche Palermo hanno bandito i tradizionali botti di fine anno.

Via: ANSA
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mercoledì 28 dicembre 2011

Addio Cheetah: scimpanzé di Tarzan, star del cinema morta a 80 anni

Alla veneranda eta' di 80 anni, il doppio rispetto alla speranza di vita media della sua specie, e' morto Jiggs, in arte Cheetah: lo scimpanze' divenuto famoso per il ruolo di amico e compagno del Tarzan cinematografico nella sua prima versione con il sonoro, quando a interpretarlo fu chiamato l'ex olimpionico di nuoto e primatista del mondo Johnny Weissmuller. Il trapasso dell'anziana star hollywoodiana risale a sabato scorso ma e' stato annunciato solo oggi dal Suncoast Primate Sanctuary, l'oasi per scimmie a Palm Harbor, nella Florida nord-occidentale, dove si godeva la meritata pensione dal lontano 1960. Anche se nella storia del grande schermo l'animalesco sodale di Tarzan, assente dai romanzi di Edgar Rice Burroughs, e' stato impersonato da esemplari diversi, e dunque non esistono identificazioni univoche, Cheetah-Jiggs sarebbe stato co-protagonista almeno di 'Tarzan l'uomo scimmia' del 1932 e del sequel, 'Tarzan e la compagna' del 1934, in cui a dividere la ribalta con i due compari fu promosso il personaggio di Jane. Figura versatile, il maturo scimpanze' era entrato nel Guinness dei Primati per la sua, vera o presunta, longevita' fuori dal comune. Da vero artista, era versato anche in altre forme espressive: si dice amasse pestare sui tasti di un pianoforte, cosi' come ascoltare musica religiosa, e soprattutto che fosse uno specialista di 'apestract', neologismo che indica la pittura astratta realizzata dai primati. Un'improbabile autobiografia, 'Me, Cheetah', era stata pubblicata tre anni fa, 'scritta' a quattro mani con il romanziere James Lever: era una sorta di 'Hollywood Babilonia', con aneddoti scimmieschi e giudizi tranchant sui vizi e le manie delle star. Cheetah aveva imparato a camminare in posizione interamente eretta, quasi come i suoi amici umani; adorava seguire le partite di football americano, e vedere la gente allegra. "Era in grado di capire se per me era una buona o una brutta giornata", ha raccontato al The Tampa Tribune la direttrice dell'oasi, Debbie Cobb. "Se pensava che fosse brutta, cercava sempre di farmi ridere. Era decisamente in sintonia con i sentimenti umani". Un volontario che si occupava di lui, Ron Priest, allo stesso giornale ha riferito che, della sua specie, Cheetah aveva anche il carattere determinato: "Se non gli piacevano qualcuno o qualcosa, raccoglieva un po' di cacca e gliela scagliava contro", ha spiegato. "Era in grado di beccarti anche a piu' di 3 metri di distanza, e persino con le sbarre della gabbia di mezzo".

Via: AGI
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venerdì 23 dicembre 2011

Capodanno: ogni anno muoiono 5 mila animali, veto in 830 Comuni

A oggi 830 Comuni italiani hanno emesso ordinanze in cui sono vietati totalmente o parzialmente i botti di capodanno nella notte di San Silvestro, esplosioni che provocano ogni anno la morte di 5.000 animali tra i quali più di 500 cani e altrettanti gatti, oltre a uccellini e animali del bosco che muoiono di crepacuore. A denunciarlo anche quest'anno è l'Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente). "Anche tra gli umani la situazione non è migliore: lo scorso anno infatti i botti (e i proiettili vaganti) hanno provocato un morto e oltre un centinaio di feriti - ricorda l'associazione animalista - Entro la fine dell'anno dovrebbero essere oltre 1.200 i Comuni che si doteranno di ordinanze totali o parziali per proibire i botti nella notte di San Silvestro. La maggior parte dei Comuni che ha adottato tale ordinanza si trova nel Centro-Nord Italia mentre la provincia più virtuosa al momento è quella di Bergamo dove sono moltissimi i Comuni anti-botti". Per questo l'Aidaa mette a disposizione una serie di servizi gratuiti per aiutare a prevenire i problemi legati ai botti di capodanno per gli animali domestici, con l'aggiunta quest'anno anche dei cavalli. Aidaa fa sapere che "da oggi fino all'Epifania rimane attivo tutti i giorni dalle 10 alle 20 il telefono anti botti di capodanno dell'associazione. Chiunque può rivolgersi all’associazione per avere informazioni e suggerimenti chiamando al 347 888 3546 oppure allo 02 222 228 518. Inoltre, da quest'anno è in distribuzione gratuita online Micio e Fido per affrontare ogni situazione, che contiene le regole per evitare lo stress dei botti di capodanno ai nostri amici a quattro zampe. Per richiederlo basta inviare una email all'indirizzo di posta elettronica direttivo.aidaa@libero.it. Inoltre è attiva la petizione per chiedere la messa al bando totale dei botti di capodanno, che si può firmare online collegandosi all'indirizzo www.firmiamo.it/noaibottidicapodanno. A oggi sono gia circa 7.000 gli italiani che hanno sottoscritto la petizione proposta da Aidaa e l'obiettivo è superare abbondantemente la quota di 10.000 firme entro la fine dell'anno".



Fonte: Adnkronos
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martedì 20 dicembre 2011

A Natale 120 mila animali sotto l'albero, l'appello: non sono giocattoli

L'ultima moda per i regali di Natale sono cani, gatti, uccelli e conigli. Circa 120 mila animali finiranno sotto l'albero quest'anno, secondo una stima dell'Aidaa, che lancia anche un allarme inquietante: oltre la meta' di loro saranno abbandonati entro i prossimi 6-8 mesi. Da qui l'appello dell'associazione per evitare questo tipo di doni e il conseguente abbandono, al quale fa eco Rossella Brescia, la conduttrice tv, piu' volte madrina di campagne di sensibilizzazione, partita su Italia 1 con 'Buddy, il mio migliore amico', un reality animalista dove i protagonisti sono i quattro zampe e le loro storie. "Abbandoni, abusi. Sono cose raccapriccianti che succedono sempre piu' spesso - ha detto la conduttrice all'Adnkronos - Ma gli animali non sono giochi, non possono essere regalati per il giorno di festa e poi essere abbandonati. Il programma nasce proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica alla cura e alla tutela dei cani''. Abbandoni, ma non solo. Secondo l'Aidaa, ogni anno sono circa 20.000 le persone che cadono nelle truffe online dei finti cani del Camerun. Una truffa che nel 40% dei casi si concentrerebbe nel periodo prenatalizio. Numeri da capogiro anche quelli stimati dall'Associazione riguardo gli animali che finiranno per essere scartati sotto l'albero: tra i 20 e il 25.000 cuccioli di cane, circa 10.000 gatti, ma anche 20.000 uccelli, 4.000 animali esotici, 5.000 conigli, un migliaio di furetti e almeno 30.000 tartarughe d'acqua, per un totale di quasi 120.000 animali e cuccioli di animali. "Le segnalazioni della truffa che abbiamo voluto chiamare dei 'cani di Natale' sono in aumento - dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa - e per questo abbiamo deciso di denunciare il pericolo e allo stesso tempo di mettere a disposizione il nostro telefono arancione (392 655 2051) che rimane aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20 per poter dare consigli a coloro i quali pensano di poter finire o di essere finiti in questa truffa." Aidaa ha messo a punto alcune piccole regole per scoprire la truffa e non cascarci. Se qualcuno offre in regalo un cane e chiede soldi per il trasporto aereo in quanto il cane viene dall'estero stare molto attenti nel 90% dei casi nasconde una truffa. Se si risponde a un annuncio di chi regala un cane di razza, accertarsi che questo cane esiste, sia in Italia e soprattutto prima farsi mandare un fotografia con data del cane e numero del libretto veterinario. Se il cane non e' microchippato chiedere la disponibilita' a iscriverlo immediatamente a nome dell'interessato.

Via: Libero News
Foto dal Web

martedì 13 dicembre 2011

Liberato in Sicilia raro esemplare Aquila del Bonelli, primo in Italia

Un raro esemplare di Aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), sequestrato lo scorso anno durante un’importante operazione svolta su tutto il territorio nazionale, è stato liberato in una zona segreta dell’entroterra siciliano. L’evento di straordinaria rarità è stato reso possibile grazie al Corpo forestale dello Stato e al coordinamento scientifico dell’Università di Palermo - Sezione di Biologia Animale e Antropologia Biologica. Il rarissimo esemplare liberato era stato sequestrato lo scorso anno durante un’importante operazione svolta su tutto il territorio nazionale in collaborazione con il Wwf Italia e gli esperti del TRAFFIC

L’esemplare era stato depredato da pulcino in un nido di Campobello di Licata (Agrigento) da soggetti legati ad una organizzazione di bracconieri e falconieri dediti al traffico illegale di rapaci. L’attività di depredazione dei nidi è una delle forme di bracconaggio che, unitamente al deterioramento degli habitat naturali, costituisce una delle principali cause della rarefazione di specie animali in via d'estinzione come l’Aquila del Bonelli. 

L’esemplare, nonostante avesse subito un parziale imprinting è stato riadattato alla vita selvatica e ha riacquisito l’autonomia predatoria grazie all’azione degli specialisti della Riserva Regionale del Lago di Vico (Viterbo) e dell’associazione Ornis Italica e, una volta munito di ricetrasmittente, è stato liberato in un’area segreta, per impedire che potesse essere recuperato dai bracconieri. 

"Turi" (Salvatore in siciliano), questo il nome dell’aquila, ha subito sfruttato le correnti termiche favorevoli per eseguire spettacolari voli che le hanno permesso di perlustrare, per la prima volta nella sua vita, l’ambiente selvatico dove imparerà a difendersi da competitori naturali come corvi, falchi e aquile reali. 

L’esemplare resterà monitorato nei suoi spostamenti da volontari coordinati dall’equipe del professore Sarà, biologo e ornitologo dell’Università degli Studi di Palermo e dallo staff guidato dal dottor Giovanni Giardina del Centro recupero regionale rapaci di Ficuzza. Si tratta del primo caso di rilascio in natura in Italia di un esemplare di una specie così rara, recuperato e riabilitato dopo l’addomesticamento da parte dell’uomo. L’operazione è stata resa possibile anche grazie al sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Via: Agenparl
Foto: Murcianatural

giovedì 8 dicembre 2011

Clima: il Canada abbandona Kyoto, nonostante aperture della Cina

I colloqui sui cambiamenti climatici Durban sono entrati in una fase cruciale che vede i delegati di più alto livello dei 192 Paesi partecipanti alla Conferenza internazionale sul Clima, cercare di formulare un accordo o quanto meno

domenica 4 dicembre 2011

Climate Policy Tracker, Europa e Italia bocciate su clima ed energia

L'Unione Europea non sta facendo abbastanza su clima ed energia e di questo passo non raggiungerà l'obiettivo della decarbonizzazione entro il 2050. In una scala di valutazione che va da A a G (dove G è il voto più basso), la media generale delle politiche climatiche europee è stata valutata con E, dato deludente che coincide con la media italiana. E' quanto emerge dall'edizione 2011 del Climate Policy Tracker dell'Unione europea, lo studio di Wwf ed Ecofys. Tra i Paesi più promettenti ci sono Danimarca e Germania (D), tra i mediocri la Francia (E), mentre la Romania ha una F, ma è in salita. In discesa invece, ma non tra i peggiori, l'Irlanda che si allontana dalla sua D.

venerdì 2 dicembre 2011

Corpo Forestale dello Stato, presentato a Roma il calendario 2012

La conservazione delle razze equine e l'attività istituzionale del Servizio a cavallo del Corpo forestale dello Stato sono i temi centrali del Calendario 2012 presentato ieri a Roma. A differenza delle passate edizioni, quest'anno è tutto fotografico, con immagini realizzate in contesti di particolare suggestione e significato come le aree naturalistiche ed i centri di selezione ed addestramento dei cavali gestiti dalla Forestale. 

Nel 2012 ricorrono i 190 anni di fondazione del Corpo e il cavallo è stato scelto come animale simbolo per riscoprire un aspetto importante dell'attività istituzionale che ha assunto, negli ultimi anni, sempre più importanza per la salvaguardia dell'ambiente. Il Servizio a cavallo oggi è considerato uno strumento importante soprattutto nelle aree protette dove deve essere minimo l'impatto ambientale e dove la presenza dei controlli deve essere discreta, senza alterare il delicato equilibrio naturale. In particolare sono tutelate le Riserve Naturali, i Parchi Nazionali e tutte quelle aree di pregio e di interesse naturalistico che la Forestale ha il compito di preservare. 

Il Corpo forestale dello Stato, per l'allevamento e la preparazione dei cavalli in servizio, si avvale dei propri centri di selezione, istituiti presso le strutture degli Uffici Territoriali per la Biodiversità, distribuiti tra Basilicata, Calabria, Puglia, Toscana e Veneto, che da tempo hanno consentito la conservazione del germoplasma delle razze equine autoctone, in particolare delle razze "maremmana" e "murgese". Una delle più recenti forme di addestramento è la cosiddetta "doma dolce" o metodo "naturale" di addestramento, che si distacca completamente da quella tradizionale, basata su una forma di comunicazione impositiva, con sistemi spesso violenti al di là del necessario. 

La Forestale ha da sempre un proprio Reparto a cavallo storico e con l'ingresso, nei primi anni '90, di atleti che praticavano l'equitazione, sport di nobili ed antiche tradizioni, si è avuta la spinta decisiva all'istituzione della relativa Sezione all'interno del Gruppo Sportivo Forestale. La presentazione del calendario è stata dunque anche l'occasione per incontrare alcuni campioni degli sport equestri, atleti del Gruppo Sportivo Forestale, ai quali Giulio Rapetti Mogol ha consegnato targhe commemorative a testimonianza dei loro successi. Modulo prenotazione calendario.

Fonte: Corpo Forestale

martedì 29 novembre 2011

Caccia: respinto ricorso associazioni venatorie, salvi divieti in Sicilia

Il Tar di Palermo ha respinto la richiesta di sospensiva del calendario venatorio 2011-2012 nella parte in cui ha imposto il divieto di caccia nei Siti di importanza comunitaria, nelle Zone di protezione speciale e nel futuro Parco dei Monti Sicani e previsto norme stringenti per la protezione della beccaccia. Il ricorso era stato presentato dalla Federazione italiana della caccia e da altre associazioni venatorie siciliane, che sono state condannate anche a pagare 3 mila euro per le spese del giudizio.

"E' una decisione estremamente importante perche' sono prevalse le ragioni della Natura e del diritto rispetto agli interessi di una ristretta lobby - dice Angelo Dimarca, responsabile regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia - che invece di impegnarsi per una corretta regolamentazione e pianificazione dell'attivita' venatoria ha assunto iniziative per avversare qualunque divieto imposto dalla Regione a protezione di aree di interesse internazionale per la presenza di specie rare e minacciate". A ottobre il Tar di Catania aveva rigettato un analogo ricorso contro la Riserva dei Pantani della Sicilia Sud Orientale.

Per Legambiente occorre ora concludere l'iter di approvazione del Piano regionale faunistico venatorio 2011-2016, "in istruttoria da troppi mesi", nel pieno rispetto del diritto comunitario e degli indirizzi dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente. Rete Natura 2000 (RN2000) è la rete ecologica europea costituita da aree destinate alla conservazione della biodiversità. Tali aree, denominate Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Siti di Importanza Comunitaria (SIC), hanno l’obiettivo di garantire il mantenimento ed il ripristino di habitat e specie particolarmente minacciati.

Per il raggiungimento di questo scopo, la Comunità Europea ha emanato due direttive: la Direttiva 79/409/CEE Uccelli e la Direttiva 92/43/CEE Habitat volte alla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica e, in specie, degli uccelli migratori che tornano regolarmente nei luoghi oggetto della tutela. In Sicilia, con decreto n. 46/GAB del 21 febbraio 2005 dell'Assessorato Regionale per il Territorio e l'Ambiente, sono stati istituiti 204 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), 15 Zone di Protezione Speciale (ZPS), 14 aree contestualmente SIC e ZPS per un totale di 233 aree da tutelare.

Fonte: AGI
Via: CEA

venerdì 25 novembre 2011

Fur-free day, Brambilla: "stop alle pellicce, non vestitevi di cadaveri"

"Questo è un appello alla tua coscienza, rispetta la vita degli animali, non vestirti di cadaveri". E' il messaggio della campagna realizzata da 'La Coscienza degli Animali', movimento fondato da Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, lanciato oggi a Milano in occasione della giornata mondiale contro le pellicce (Fur-free day). "Vogliamo denunciare con forza la tragedia degli animali allevati, catturati e uccisi per la produzione di pellicce, una pratica crudele ed inaccettabile, figlia solo del capriccio e dalla vanità", ha ammonito l'ex ministro del Turismo. ''In nome di questo capriccio e di questa vanità - continua Brambilla - milioni di animali soffrono nelle gabbie degli allevamenti intensivi o sono strappati al loro ambiente naturale ed uccisi nei modi più crudeli. Da tempo la pelliccia ha cessato di essere un prodotto funzionale a riparare dal freddo per diventare puro status symbol o, in altri casi, decorazione o guarnizione per capi d'abbigliamento o accessori. Nulla, certo, di cui non si possa - e non si debba, dico io - fare a meno''. ''Pertanto, mi rivolgo soprattutto alle altre donne, a quelle - quantomeno - che possono permettersi un capo così costoso come la pelliccia: non vestitevi di cadaveri! La pelliccia non aggiunge nulla al vostro fascino, ma può dire molto della vostra personalità. Può voler dire, ad esempio, che siete indifferenti di fronte al sacrificio di creature innocenti, barbaramente uccise e scuoiate dopo una vita-non vita in un allevamento. Se non ci avete mai pensato prima, è tempo di pensarci adesso. Non vestitevi di cadaveri! Vi sentirete meglio con voi stesse e con gli altri''. La parlamentare del Pdl ha presentato la proposta di legge, di cui è primo firmatario, per la creazione di un'Italia Animal Friendly. Il testo integra le fattispecie previste dall'articolo 544 bis del Titolo IX - bis del codice penale (delitti contro il sentimento per gli animali) vietando anche l'allevamento, la cattura e l'uccisione di animali per la produzione di pellicce. Le violazioni sono quindi punite con la reclusione da 3 a 18 mesi, con l'aggiunta di sanzioni fino a 5000 euro per ogni animale. ''La fine di questo orrore - spiega Michela Vittoria Brambilla - passa anche attraverso un adeguamento delle nostre normative ad un contesto nazionale ed internazionale che vede l'affermarsi di una sempre maggiore coscienza di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti e l'estensione del concetto di tutela a tutte le specie animali''. Link: http://www.lacoscienzadeglianimali.it/images/stories/Manifesto_Coscienza.pdf

Fonte: Adnkronos

mercoledì 23 novembre 2011

Sicilia e Italia a rischio idrogeologico: in pericolo sette comuni su dieci

L’Italia che rischia di franare, allagarsi o sbriciolarsi in seguito a un terremoto è maggioranza: 7 comuni su 10, 5.700 sugli 8.000 totali. In Sicilia, che non è nemmeno fra le prime tre regioni più a rischio, le frane censite sono state in totale 4.738. La provincia di Palermo ne registra più di tutte 1.293, la segue Messina con 1.017, Agrigento con 762, Enna con 501, Trapani con 376, Catania con 375, Caltanissetta con 284, Siracusa con 82, Ragusa con 48.

Queste le aree della regione Siciliana in cui si sono registrati eventi franosi sulla base della Carta della densità di frana sul territorio nazionale secondo i dati del progetto relativo all’Inventario dei fenomeni franosi in Italia (Iffi). In particolare - secondo un recente rapporto di Legambiente e Protezione civile”‘Ecosistema a rischio 2011″ - sono molti i comuni che vanno male in manutenzione del suolo, messa in sicurezza e piani di emergenza: in provincia di Messina, incluso lo stesso capoluogo, si trovano infatti in pericolo comuni come San Filippo del Mela, Sinagra, Capizzi, Librizzi, Furnari, Sant’Alessio Siculo, Tripi, Pettineo, Santa Teresa di Riva, Fondachelli-Fantina, Furci Siculo.

La provincia di Messina è quella messa peggio (insieme con Caltanissetta) con la percentuale più’ alta di comuni in pericolo, pari all’84%: 91 amministrazioni suddivise in 79 per frana, 1 per alluvione, e 11 per frana e alluvione. I comuni a rischio di frana in Sicilia sono 313 su 390, pari all’80%; di questi 226 hanno un livello di attenzione molto elevato (58%). Secondo Legambiente e Protezione civile nel 91% dei comuni siciliani sono presenti abitazioni in aree a rischio idrogeologico (con il 40% che ha interi quartieri in aree ‘rosse’), nel 58% fabbricati industriali, nel 37% strutture sensibili e nel 28% strutture ricettive turistiche.

A fronte di tutto cio’ soltanto il 16% dei comuni svolge opere di mitigazione del rischio idrogeologico. In media, tra danni e opere di ripristino, solo in Italia si spende circa un miliardo di euro all’anno. Dai numeri contenuti dall’archivio storico degli eventi calamitosi redatto dall’Istituto di ricerca e protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr, in 50 anni sono state 4.122 le vittime di eventi calamitosi (715 per le alluvioni e 3.407 per le frane). In Sicilia le alluvioni hanno causato 107 morti, 20 dispersi e 40 feriti, mentre per le frane si sono avuti 57 morti, 6 dispersi e 292 feriti.

Fonte: Blitz Quotidiano

sabato 19 novembre 2011

Wwf e Terna insieme per l'oasi ecologica siciliana di Torre Salsa

"Ibridazione culturale" è la definizione migliore quando a incontrarsi sono 2 realtà tradizionalmente distanti come il Wwf, la più grande organizzazione mondiale a tutela della natura, e Terna, il principale proprietario della rete di trasmissione nazionale dell'energia elettrica ad alta tensione. Ad unire le due realtà, infatti, è la ricerca delle soluzioni migliori in un'ottica di attenzione all'ambiente e di tutela alla biodiversità.

Ultimo frutto in ordine di tempo del protocollo d'intesa firmato da Wwf e Terna nel 2009 è l'intervento (il primo nel sud Italia) nell'oasi di Torre Salsa. Il progetto, che segue quelli già effettuati nelle oasi Wwf di Padule Orti - Bottagone e Stagni di Focognano, è stato in questo caso un intervento volontario di compensazione, essendo la linea elettrica ad alta tensione esterna alla riserva.

Terna ha realizzato, all'interno degli 8 ettari dell'area di proprietà del Wwf, interventi finalizzati al miglioramento della fruizione (un punto di osservazione dell'avifauna, panchine e un''aula verde' con tensostruttura removibili) e di sorveglianza e monitoraggio, attraverso il rifacimento della recinzione e l'installazione di telecamere a circuito chiuso, utili tanto per l'osservazione della fauna quanto per monitorare comportamenti a rischio come il bracconaggio, l'abbandono dei rifiuti, gli abusi edilizi e gli incendi.

"In Sicilia come nel resto del paese la rete elettrica ha problemi di ammodernamento e questo implica la necessità di intervenire - spiega Fulvio Rossi, Csr manager di Terna - ma realizzare infrastrutture in un territorio densamente popolato e protetto dal punto di vista naturalistico non è facile. Questo ci ha portato a definire negli ultimi anni un approccio di responsabilità a 360 gradi, già nella fase preventiva. Nascono così gli accordi con Wwf che puntano alla definizione di linee guida e all'attuazione di interventi concreti".

La collaborazione tra Terna e Wwf è finalizzata a favorire la sostenibilità dello sviluppo della rete elettrica nazionale minimizzando l'impatto sulla biodiversità. "Non v'è dubbio che nel nostro paese le infrastrutture a rete abbiano fatto non pochi pasticci - sottolinea Gaetano Benedetto, direttore politiche ambientali del Wwf - con Terna invece abbiamo dimostrato che in Italia c'è qualcuno che alla pari di altro paesi europei prima di fare un progetto lo sottopone ad una valutazione d'impatto ambientale. Ed è una cosa rara".

Via: Adnkronos
Foto da video

domenica 13 novembre 2011

New7Wonders: le 7 meraviglie della natura, chiuso maxi-concorso

Non ci sono parti di Italia, come si è sperato fino all'ultimo, nella lista delle nuove sette meraviglie della natura. Il sondaggio lanciato alla fine del 2007 dalla Fondazione svizzera "New7Wonders", si è chiuso l'11-11-2011. A cinque giorni dalla chiusura del concorso

venerdì 11 novembre 2011

Vendita animali su Internet, Polizia Postale: attenzione alle truffe

La Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Macerata, nell’ultimo mese ha ricevuto diverse denunce e segnalazioni da parte di cittadini residenti nel maceratese, riguardo ad una truffa avente per oggetto animali, nello specifico cani di razza, provenienti dall’Africa. Il modus operandi: vengono inseriti annunci su siti on line specifici per la vendita di animali ma anche generici, in cui si manifesta la volontà di voler regalare dei cani di razza. L’utente interessato inizia una corrispondenza per email ma anche per telefono con l’inserzionista che afferma di trovarsi nelle condizioni di dover regalare l’animale poiché, solitamente si dichiara francese, ed essendo stato inviato in Camerun per conto dell’OMS o da altra organizzazione internazionale, il cane non può più essere accudito e quindi dichiara la propria intenzione di volerlo regalare a persone amanti degli animali. Stabiliti sia il contatto, sia l’accordo a prendere l’animale, viene preannunciato che la società di spedizione provvederà a contattare l’acquirente. Nel primo contatto si chiede di contribuire alle spese per “l’imballo” dell’animale circa 100,00 euro che saranno restituiti alla consegna. A fronte dell’esigua somma e del valore dell’animale e della promessa di restituzione della somma anticipata, l’acquirente provvede al pagamento, solitamente attraverso i sistemi di Money transfer (Wester union o Money gram) con beneficiari cittadini camerunensi. Nell’arco di pochi giorni seguono moltissime richieste, quasi sempre per posta elettronica, di richieste anticipi di somme, per il pagamento dell’assicurazione per il trasporto del cane, poi per la vaccinazione, poi ancora per il sostentamento e le cure in aeroporto a Londra in attesa dell’imbarco ed infine, sollecitazione di pagamento altrimenti si minaccia di denuncia per maltrattamenti di animali. Truffe perpetrate con queste modalità hanno dato anche profitti di oltre duemila euro. Le indagini da parte della Polizia Postale e delle Comunicazioni sono avviate senza nascondere le difficoltà poichè gli autori coinvolti si trovano in paesi esteri ove è difficile effettuare accertamenti.

Fonte: Viveremacerata
Foto dal Web

martedì 8 novembre 2011

Dramma a Fieracavalli Verona: il grande Hickstead muore in gara

Hickstead, cavallo campione di salto a ostacoli, è morto domenica scorsa a Verona davanti al pubblico di Fieracavalli. La tragica fine di Hickstead, durante la 4ª tappa della World Cup di salto a ostacoli, ha sconvolto il pubblico presente e scosso il mondo dell'equitazione. Hickstead, un maschio baio di 15 anni vincitore tra l'altro della prova individuale alle Olimpiadi 2008 (e argento in quella a squadre), aveva ormai ultimato il suo percorso di gara sotto la sapiente guida del suo abituale cavaliere, l'esperto canadese Eric Lamaze, quando è avvenuto il dramma. Anziché assecondare i comandi di Lamaze e raggiungere l'uscita del campo di gara, Hickstead ha improvvisamente cominciato a barcollare, è indietreggiato di qualche passo con andatura sempre più incerta, poi si è piegato sulla sinistra ed è stramazzato al suolo fra gli ostacoli. 

Hickstead, tra fremiti convulsi e penosi nitriti, ha cominciato a dimenarsi e scalciare nel vuoto: inutili gli immediati tentativi di intervento da parte degli addetti al campo di gara e dei veterinari di servizio. A tutti è parso subito chiaro che l'animale era condannato, probabilmente da un aneurisma, causa non rara di decessi improvvisi fra i cavalli-atleti. Intorno alla pista è calato un gelido silenzio, molte persone sulle tribune hanno cominciato a piangere perché Hickstead è stato sicuramente il cavallo più amato dell'ultimo decennio nella specialità del salto a ostacoli. La gara è stata immediatamente sospesa, un fatto senza precedenti nella storia della World Cup

I veterinari, che avevano tentato inutilmente di rianimare l'animale, hanno preferito non pronunciarsi sulle cause del decesso, che dovrebbero comunque emergere dall'esame necroscopico già previsto entro i prossimi giorni. Hickstead, sicuramente il più forte cavallo del mondo in attività nel salto a ostacoli, era molto conosciuto in Italia anche per aver vinto di recente il Gran Premio Roma a Piazza di Siena. Nato in Olanda ma di nazionalità canadese, nel 2010 aveva dominato le classifiche del ranking mondiale, ottenendo il titolo di cavallo dell'anno tanto da essere soprannominato il "Messi degli ostacoli". Sul sito della Federazione mondiale sport equestri (Fei), la principessa Haya Bint Al Hussein, presidentessa in carica, ha voluto ricordare Hickstead.

Via: La Stampa




Via: La Stampa

domenica 6 novembre 2011

Cane sepolto: Lav denuncia proprietario, risarcimento per immagine Italia

La Lav presentera' una denuncia per maltrattamento di animali nei confronti dell'uomo che ha seppellito vivo Jerry, il cane di razza bretone rimasto piu' di 40 ore sotto un cumulo di detriti e salvato grazie all'intervento della Polizia Locale di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia. Gli agenti, avvertiti da un cittadino che segnalava dei lamenti provenienti da un appezzamento di terreno, hanno estratto il cane, lo hanno abbeverato e quindi hanno immediatamente dato inizio alle indagini, identificando in poche ore il responsabile: si trattava del proprietario dell'animale, che ha ammesso di aver seppellito il cane poiche' lo riteneva morto. Nel congratularsi con la polizia locale per il tempestivo intervento, la Lav, nella persona di Ilaria Innocenti, responsabile del settore Cani e Gatti, ha auspicato che il cane Jerry possa al piu' presto trovare una famiglia che gli faccia dimenticare l'orrore subito. Quanto accaduto e' di una gravita' inaudita e non puo' restare impunito". ''Giudico l'episodio di maltrattamento di Desenzano di estrema gravita', sia per la crudelta che lo caratterizza che per il livello di arretratezza morale e culturale che presuppone''. E' quanto affermato dal ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, a proposito della vicenda del cane sepolto vivo dal proprietario e rimasto miracolosamente in vita fino al suo ritrovamento avvenuto circa 40 ore dopo''. ''A quanto si apprende - ha aggiunto il ministro - stiamo parlando di un cacciatore che, evidentemente non piu' soddisfatto delle prestazioni del suo anziano cane da caccia durante le proprie escursioni nei boschi alla ricerca di bestiole indifese delle quali fare strage, decide di disfarsene, proprio come si fa con una vecchia automobile, e lo seppellisce vivo. Questa vile condotta offende il grande sentimento di amore e rispetto degli animali e dei loro diritti che e' proprio della stragrande maggioranza degli italiani''. Pertanto, in qualita' di Ministro del Turismo, con delega alla tutela e valorizzazione dell'immagine dell'Italia nel mondo, mi riservo di dare mandato all'Avvocatura dello Stato perche' venga richiesto, in sede penale ovvero in quella civile, il risarcimento del danno cagionato all'immagine del Paese da questa deplorevole vicenda, che davvero rappresenta una vergogna nazionale''.

Fonti: Libero News (Adnkronos), ASCA
Foto dal Web

giovedì 3 novembre 2011

A come Acqua, Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile

“A come Acqua”: questo il titolo della sesta edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 7 al 13 novembre 2011 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Centinaia di iniziative animeranno le piazze, le scuole, i teatri, le biblioteche di tutta Italia per ricordare la più importante fonte di vita e di benessere del pianeta e i fattori che la minacciano, dai cambiamenti climatici ai modelli di consumo, dagli sprechi alla cattiva gestione. Un’occasione di riflessione e di formazione per diffondere una “cultura dell’acqua”, bene indispensabile a tutte le attività umane, patrimonio comune e inalienabile delle generazioni presenti e future. La Settimana s’inquadra nel DESS - Decennio di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014, campagna mondiale proclamata dall’ONU e coordinata dall’UNESCO che vede l’adesione entusiasta di moltissime realtà: istituzioni, associazioni, scuole, università, agenzie ambientali, enti di ricerca etc. La campagna ha affrontato nei diversi anni i vari aspetti dello sviluppo sostenibile: l’Energia  2006), i Cambiamenti Climatici (2007), i Rifiuti (2008), la Città e la Cittadinanza (2009), la Mobilità (2010), traducendosi in un appuntamento consolidato all’insegna di una società più equa ed armoniosa. A scegliere il tema dell’anno è il “Comitato Nazionale per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile”, che si è riunito la scorsa settimana a Roma e ha individuato il tema dell’acqua per i suoi aspetti ecologici, scientifici, ma anche artistici e culturali, per il suo nesso con il sapere, la conoscenza e la diversità culturale, per il suo ruolo nella lotta alla povertà e nel perseguimento degli Obiettivi del Millennio. Anche quest’ anno gli enti, le scuole e le organizzazioni interessate ai temi della sostenibilità sono invitate a partecipare e a organizzare iniziative. Il coordinamento della manifestazione è a cura della Commissione Nazionale Italiana UNESCO, in collaborazione con le Regioni e le Province autonome. a realizzazione delle iniziative è a carico delle organizzazioni che aderiscono. Numerose iniziative animeranno le piazze, le scuole, i teatri, le biblioteche di tutta Italia per ricordare la più importante fonte di vita e di benessere del pianeta e i fattori che la minacciano. Referenti regionali: http://www.unescodess.it/system/files/Referenti+Regionali+Settimana+ESS+2011.pdf

lunedì 31 ottobre 2011

Green Pilgrimage Network, i pellegrinaggi diventano ecosostenibili

Il ''Green Pilgrimage Network'' è la rete globale che sarà presentata, alla presenza del Principe Filippo, Duca di Edimburgo, e di rappresentanti di tutte le religioni, ad Assisi da lunedì 31 ottobre al 2 novembre per la celebrazione ''Terra Sacra''. Un evento organizzato dall'Alleanza delle Religioni e della Conservazione (ARC) in collaborazione con il Wwf, che sarà presente con rappresentanti internazionali e italiani. ''Ogni anno - rileva una nota del Wwf - nel mondo sono circa 100 milioni i pellegrini che visitano città e luoghi sacri delle diverse religioni nel mondo. Ma il pellegrinaggio, che rappresenta il più grande evento di viaggio al mondo, porta con sè notevoli impatti sull'ambiente e sulla biodiversità legati alle emissioni di carbonio, all'utilizzo di risorse, acqua e cibo, alla produzione di rifiuti. Per questo l'Alleanza delle Religioni e della Conservazione (ARC) ha fondato il ''Green Pilgrimage Network'', la prima rete globale per rendere i pellegrinaggi più sostenibili, che aiuterà le fedi a rendere i propri siti sacri e le città di pellegrinaggio più sostenibili, nel rispetto delle rispettive religioni, spiegando ai pellegrini come ''alleggerire'' la propria impronta ecologica sul pianeta''. A ''Terra Sacra'' sarà lanciata anche la prima Guida Verde Haij dedicata ai due milioni di pellegrini musulmani che ogni anno vanno in pellegrinaggio alla Mecca. ''Terra Sacra'' avrà inizio la sera di lunedi' 31 ottobre con una processione per le vie di Assisi e una cerimonia al Palazzo Monte Frumentario. Da martedì 1 novembre, due giorni di conferenza con circa 90 delegati provenienti da tutto il mondo in rappresentanza delle diverse religioni per presentare il ''Green Pilgrimage Network'' e discutere sfide e progetti a lungo termine''. ''Terra Sacra vuole anche celebrare 25 anni di azione delle fedi per l'ambiente, un movimento nato proprio nel 1986 ad Assisi, in occasione del 25° anniversario del WWF internazionale, quando il Principe Filippo di Edimburgo invitò i leader di ogni fede a riflettere sul ruolo delle religioni per la tutela dell'ambiente. In quell'occasione - prosegue la nota del Wwf - i leader delle cinque maggiori religioni del mondo (Buddismo, Cristianesimo, Induismo, Islam ed Ebraismo) diffusero per la prima volta dichiarazioni sull'ambiente e furono lanciati centinaia di progetti di conservazione in tutto il mondo, tanto che nel 2009 le azioni di fede per l'ambiente sono state descritte come 'potenzialmente il più grande movimento della società civile sui cambiamenti climatici nella storia'''.

domenica 30 ottobre 2011

Wwf: carbone killer spietato per la salute, il clima e l'economia

"Secondo l'Agenzia internazionale per l'Energia (Iea), - afferma il Wwf - il settore energetico e' responsabile del 41% di tutte le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dall'uso di combustibili fossili nelle attivita' umane. Il carbone e' il piu' ricco di carbonio di tutti i combustibili fossili. La combustione del carbone produce fino al 70% di CO2 in piu' rispetto al gas naturale per ogni unita' di energia prodotta. Piu' in generale: il 43% di tutte le emissioni da combustione di combustibili fossili e' da attribuire all'uso del carbone (oltre 12,5 miliardi di tonnellate di CO2 annue)". 

"Dunque - prosegue l'associazione ambientalista - il carbone e' un vero killer del clima. Il mondo sta andando verso un'economia de-carbonizzata, ed e' logico che il primo passo sia proprio liberarsi delle centrali a carbone e non costruirne altre". "L'Italia - continua il Wwf - non ha bisogno del carbone: oggi ci sono troppe centrali che lavorano per un terzo della loro potenzialita'. La potenza installata nel nostro Paese e' il doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto: le centrali esistenti a tutto il 2010 sono infatti in grado di erogare una potenza massima di circa 106,5 GW contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW". 

Per il Wwf, "e' venuto il momento di chiudere le centrali che non servono, a cominciare proprio da quelle piu' inquinanti, e sostituirle con la produzione di elettricita' da fonti davvero pulite e rinnovabili: solo cosi' intraprenderemo la strada che ci portera' a uscire dalla crisi ed entrare nella Green Economy". "Infatti, - prosegue l'associazione ambientalista - il carbone e' un killer con licenza di uccidere. 

I tanti costi per l'ambiente, per la salute e per l'economia non vengono nemmeno contabilizzati, sono a carico delle persone, della collettivita' e degli ecosistemi". "Negli Stati Uniti - ricorda il Wwf - si e' calcolato che ogni anno 13.200 morti siano dovuti agli effetti delle emissioni di gas inquinanti delle centrali a carbone. Le centrali a carbone, infatti, sono fonte di un cocktail micidiale di inquinanti, tra cui nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo, arsenico, fluoro, cloro e loro composti. Sono anche tra le principali cause delle piogge acide.

Fonte: Adnkronos

Operazione Fiumi: Sicilia fragile ed esposta a frane ed alluvioni

Nel difficile contesto del dissesto idrogeologico nazionale, le problematiche della regione Sicilia assumono una rilevanza notevole. Sono ben 273 i comuni in cui siano presenti aree esposte al rischio di frane ed alluvioni secondo il report redatto dal Ministero dell'Ambiente e dall'Unione delle Province Italiane, praticamente sette su dieci e sono le province di Messina e Caltanisetta ad avere la percentuale piu' alta di comuni a rischio idrogeologico (rispettivamente l'86% e l'84%). 

"I tragici eventi di attualita' riportati dalla cronaca nazionale in questi giorni rilevano quanto il nostro Paese sia esposto al pericolo di frane e alluvioni, fenomeni che stanno provocando purtroppo molte vittime e danni rilevanti -, spiega Francesca Ottaviani, Portavoce di Operazione Fiumi -. Secondo i dati emersi dalla nostra indagine, il 91% dei comuni intervistati ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, in prossimita' degli alvei e in aree a rischio idrogeologico, e il 40% presenta interi quartieri in tali aree". 

"Nel 58% dei comuni campione della nostra ricerca sono presenti in aree a rischio strutture e fabbricati industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per le vite dei dipendenti, anche il pericolo di sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni". Inoltre, nel 37% delle amministrazioni intervistate sono presenti in zone esposte a pericolo di frana o alluvione strutture sensibili e nel 28% dei comuni sono state costruite in zone a rischio strutture ricettive turistiche o strutture commerciali. 

Solo cinque (9%) fra tutti i comuni intervistati hanno intrapreso opere di delocalizzazione di abitazioni dalle aree piu' a rischio e in un solo caso si e' provveduto ad avviare interventi di delocalizzazione di fabbricati industriali. Nel 60% dei comuni intervistati in cui siano presenti zone esposte a rischio ancora non si realizza una manutenzione ordinaria delle sponde, delle opere di difesa idraulica e piu' in generale del territorio. 

Questi dati, che dimostrano come nella regione Sicilia sia quanto mai urgente adoperarsi per la mitigazione del rischio idrogeologico e come debba rimanere alto il livello di attenzione per frane e alluvioni, sono emersi dall'indagine Ecosistema Rischio, realizzata da Operazione fiumi, la campagna di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile dedicata al rischio idrogeologico nel nostro Paese.

Fonte: AGI

giovedì 27 ottobre 2011

Importante scoperta nelle Egadi, corallo nero si illumina al tocco

Nel Mediterraneo esiste un corallo nero che si illumina al tocco, una specie che finora era stata segnalata soltanto nell'Oceano Pacifico, attorno ai 700 metri di profondità, lungo la costa californiana. Si tratta di un corallo 'bioluminescente', la Savalia lucifica, che nei giorni scorsi è stata trovata nelle acque di Capo San Vito, parte ovest della Sicilia, durante una campagna di ricerca effettuata con la nave oceanografica Astrea dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

martedì 25 ottobre 2011

Estinto il rinoceronte di Giava nel Vietnam e nell'Asia continentale

Il rinoceronte di Java, una specie rarissima di cui ne restano in cattività non più di 50 esemplari nell'intero pianeta, si è estinto in Vietnam: lo si è appreso da un rapporto stilato dal Wwf e dalla International Rhino Foundation secondo i quali l'ultimo esemplare è stato ucciso dai bracconieri. L'analisi genetica dei 22 campioni di sterco raccolti dagli operatori del Parco Nazionale Cat Tien e dal team del Wwf nel 2009-2010 confermano che i campioni appartenevano tutti ad un solo rinoceronte. Quell'esemplare e' stato trovato morto nel parco nell'aprile 2010, poco dopo che l'indagine sul capo era stata completata. I risultati dell'indagine genetica e del monitoraggio portato avanti all'interno del Parco Nazionale sono stati presentati in un nuovo rapporto del Wwf che afferma come sia da ''ascriversi al bracconaggio la causa probabile della morte dell'ultimo esemplare conosciuto, visto che il rinoceronte era stato trovato con una pallottola nella zampa e gli era stato rimosso il corno''. La tragica scoperta e la triste conclusione a cui si e' giunti arriva dopo un censimento del 2004 condotto dalla Queen University del Canada, che aveva trovato le tracce di soli due rinoceronti che vivevano nel parco al momento.



 ''Il rinoceronte di Giava in Vietnam e' definitivamente scomparso - ha detto Tran Thi Minh Hien, direttore del Wwf Vietnam - E' doloroso dovere constatare che, nonostante tutti i significativi investimenti per la conservazione del rinoceronte non si e' riusciti a salvare questo animale unico. Per il Vietnam questa e' un'ulteriore perdita gravissima, il paese negli ultimi decenni ha perso buona parte del suo patrimonio naturale''. Il rinoceronte di Giava e' ora sul limite dell'estinzione, con una popolazione ridotta a meno di 50 individui e presente solo in un piccolo parco nazionale in Indonesia. ''La specie - denuncia il Wwf - e' in pericolo critico e con la domanda in aumento di corno di rinoceronte nel continente asiatico per la medicina tradizionale, la tutela e l'espansione della popolazione indonesiana e' la massima priorita'''. La caccia illegale per rifornire il commercio di fauna selvatica ha ridotto il numero di molte specie in Vietnam. L’inefficienza delle aree protette e la loro cattiva gestione sono un problema comune in Vietnam e questo minaccia la sopravvivenza di molte altre specie.

Via: ASCA
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Nasce il primo sistema di raccolta italiano per pannelli solari esausti

Rotti, esausti o semplicemente non più funzionanti. Sono più di 50mila i pannelli solari che nell'ultimo anno sono stati buttati via. Un volume che nei prossimi anni è destinato a crescere esponenzialmente, perché, oggi, in Italia, per ogni abitante è in funzione un modulo fotovoltaico, più comunemente conosciuto come pannello solare. Oltre 52 milioni sono, infatti, i pannelli solari attualmente in esercizio e, nonostante ciò, fino ad oggi l'unico impianto di riciclaggio si trova in Germania. A dare la soluzione italiana è Ecolight, il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee), che, in anteprima ad Ecomondo, la fiera di Rimini che partirà il prossimo 9 novembre, presenta il primo sistema integrato per la raccolta e lo smaltimento dei pannelli solari. "Si tratta del primo servizio svolto interamente sul territorio italiano che vuole offrire una nuova risposta all'ambiente e che anticipa, di fatto, le prescrizioni normative contenute nel decreto del 5 maggio 2011" annuncia il direttore di Ecolight, Giancarlo Dezio.

domenica 23 ottobre 2011

lunedì 17 ottobre 2011

Dea, il segugio intrappolato in una buca da quattro giorni è salva

Il segugio maremmano intrappolato da quattro giorni in una buca nel Savonese è stato liberato nella serata di ieri dal gruppo speleologico del soccorso alpino ad Albenga. Accolta da un applauso e dalle lacrime del proprietario, Corrado Parodi, Dea sta bene e lo ha dimostrato andando subito a riempire di leccate il padrone che non l'ha mai abbandonata. La gioia dei soccorritori è esplosa alle 21.40 in regione Campora ad Albenga, nel Savonese, dove il cane si era perso mercoledì durante una battuta di caccia al cinghiale. Il proprietario aveva perso il segnale del localizzatore satellitare. Il giorno successivo era riuscito a individuare l'area in cui si trovava il cane sentendo abbaiare Dea. Ma l'intrico di cunicoli è così vasto che non è stato possibile individuare l'esatta posizione. Sabato mattina, quando la notizia del dramma è diventata di dominio pubblico, è scattata una gara della solidarietà per riportarla alla luce, alla quale hanno contribuito decine di persone. Nella zona collinare tra Albenga e Ceriale sono arrivati i vigili del fuoco di Albenga, i carabinieri e la polizia municipale, a cui si sono subito aggiunti gli operai dell'impresa edile Podemarf di Imperia. Le ricerche con l'ausilio di una ruspa sono proseguite venerdì ma sono state frenate dalla presenza di uno strato di roccia che ricopriva le tane in cui era finito il cane. Ieri ad Albenga è arrivato dunque il gruppo di lavoro disostruzione del soccorso alpino da Biella che ha lavorato dalle otto del mattino e ha impiegato otto micro cariche esplosive per farsi strada. Alle 21.40 è stata inserita una sonda in una cavità e nel monitor sono apparsi gli occhi di Dea. Il cane è stato raggiunto nel cunicolo e tirato fuori da Valerio Pizzoglio, che nel 2009 aveva lavorato all'Aquila e guidato da Franco Cuccu aveva partecipato tra l'altro al salvataggio di Marta Salvatao, una studentessa imprigionata per 24 ore nella casa dello studente. Appena libero il cane ha bevuto acqua: "Sono contentissimo - ha detto Parodi - ringrazio tutti, anche chi ha trovato gente adatta per questo lavoro. Li ringrazio di cuore". A coprire i costi sostenuti dall'azienda imperiese per il salvataggio del cane sarà Rosa Maria Lehman, volontaria alassina dell'ente nazionale protezione animali, preoccupata per le sorti del segugio maremmano.

Fonti: Tgcom, La Stampa
Foto dal Web

venerdì 14 ottobre 2011

Aidaa denuncia: 40 milioni di video hard in Rete con bimbi e animali

Sono 27,6 milioni, in rete, i link contenenti complessivamente oltre 40 milioni di video, filmati e veri e propri film pornografici con protagonisti animali e bambini, o comunque ragazzini e ragazzine in giovanissima eta'. E' il risultato, a dir poco scioccante, che emerge dalla ricerca effettuata dal gruppo di controllo per i reati in rete contro la zoorastia del telefono arancione dell'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa). Si tratta di filmati a chiara marca pedopornografica - riferisce Aidaa in una nota - con contenuti di zoorastia accessibili con un semplice clic e quasi tutti scaricabili gratuitamente. Si tratta prevalentemente di filmati hard di pochi minuti che vedono protagonisti bambini e bambine o ragazzine prevalentemente di paesi orientali, ma anche europei e africani impegnati in atti sessuali completi con cani, maiali, cavalli, asini, tori ed altri animali. "Abbiamo fatto una ricerca approfondita su questo orrendo fenomeno - dice Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - partendo dalla digitazione nei motori di ricerca di tre semplici parole chiave in inglese (teen-sex-animal) e quello che ne e' uscito ci ha sconvolti, evito ovviamente di entrare nei particolari, ma credo che chi ha il compito di vigilare nella rete debba indagare su questo fenomeno a livello internazionale, perche' il fenomeno e' ben piu' complesso. Sono infatti convinto - aggiunge - che dietro questo orrore vi sia una macchina economica imponente portata avanti da persone senza scrupoli e che i ragazzi costretti a questi atti sessuali siano di fatto degli schiavi". Nel corso del 2010 sono stati segnalati e registrati da Aidaa, 22.300 annunci online di ricerca ed offerta di sesso con animali, equivalenti a 12.000 link completamente free e quindi liberamente accessibili anche da bambini. Non da ultimo, inoltre, in numerosi dei siti menzionati sono proprio i bambini, insieme agli animali, i protagonisti dei filmati pedopornografici offerti). Filmati aberranti, che Aidaa e forze dell'ordine invitano a denunciare. Il telefono arancione è un vero e proprio servizio di segnalazione e denuncia per le pratiche di sesso (abusi sessuali) ai danni di animali. Per accedere al servizio, anche in forma anonima, è sufficiente telefonare tutti giorni dalle 10 alle 12 al numero 392.65.52.051. Aidaa, oltre al telefono arancione, mette a disposizione anche un servizio online: per le segnalazioni basta mandare una email all’indirizzo segnalazionereati@libero.it.

Fonti: Adnkronos, Blogosfere, Affari italiani

giovedì 6 ottobre 2011

Arriva dalla Lav certificazione green, prima zero sostanze animali

Offrire al consumatore la certezza di acquistare prodotti 100% vegetali, rispettosi degli animali, dell’ambiente e della salute: con questa finalità nasce la prima certificazione italiana di prodotti green, voluta dalla LAV nell’ambito della campagna cambiamenu.it e in collaborazione con ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale. La nuova certificazione, presentata ieri a Milano nell’ambito della settimana internazionale del Vegetarismo, risponde ad un disciplinare tecnico per prodotti alimentari e non solo, che prevede l’assenza di ingredienti di origine animale durante tutte le fasi della produzione fino al confezionamento; esclude l'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) e test su animali per additivi, conservanti e altre sostanze chimiche; inoltre è prevista l’assenza di contaminazione del prodotto da altri prodotti o sostanze di origine animale. Ciò che si può leggere su di un’etichetta, infatti, non corrisponde a tutto ciò che è necessario per confezionare un prodotto: durante l’iter di lavorazione, possono essere impiegati elementi che poi vengono allontanati dal prodotto finito e quindi, in base a quanto previsto dalle normative vigenti, non deve essere dichiarato in etichetta. Con il marchio 100% vegetale i dubbi di chi è interessato ad acquistare un prodotto interamente vegetale saranno finalmente fugati. Il primo passo verso consumi sostenibili, consiste nell’essere consapevoli che gli allevamenti sono responsabili del 18% di tutte le emissioni di gas serra (da attività umane), e forse non tutti sanno che la carne di agnello e di bovino sono le più dispendiose ecologicamente parlando in quanto generano, rispettivamente, 39,2 kg di Co2 per kg di alimento e 27 kg di Co2/kg alimento, con l’aggravio che la carne bovina viene consumata in quantità decisamente superiori a livello globale (fonte: Environmental Working Group, luglio 2011). E ancora: il 37% del metano è prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti; il 65% degli ossidi di azoto è emesso dal letame, che ha un potere climalternante 265 volte maggiore della Co2. Dal punto di vista dell’impatto sulla salute: è dimostrato che vegetariani e vegani presentano una minore incidenza di coronopatie (rispettivamente -24% e -57%) e che il rischio di infarto di chi consuma troppa carne aumenta del 50% rispetto a chi non ne consuma affatto.

Fonte: LAV
Articolo Completo: http://www.lav.it/index.php?id=1410
Foto: Cambiamenu

giovedì 29 settembre 2011

Bioparco di Roma, nuova area per le scimmie più piccole al mondo

Al Bioparco di Roma è nata la nuova area delle scimmie più piccole del mondo in cui sono ospitati Tamarini imperatore, Tamarini edipo e Uistitì pigmei, animali a serio rischio di estinzione. Sono primati appartenenti alla grande famiglia dei Callitricidi, che annovera ben 42 specie, distribuite unicamente in Centro-Sud America, con una maggior concentrazione nella Regione Amazzonica, gran parte delle quali sono fortemente minacciate a causa della deforestazione, della frammentazione dell'habitat ed il bracconaggio. Il loro peso varia tra i 100 grammi del uistitì pigmeo - una delle specie presenti nella nuova area - ai 900 grammi del leontocebo. Con il loro manto setoso, le lunghe code ed una vasta gamma di ciuffi, criniere, creste, baffi e frange, sono tra i primati più singolari e colorati del Sud-America. Il nome che identifica la famiglia deriva infatti dal greco kallithrix e significa ''colui che ha una bella chioma''. Questi primati si distinguono dalle altre scimmie per alcune caratteristiche uniche: le dimensioni molto ridotte; le unghie simili ad artigli che permettono loro di arrampicarsi agilmente sui tronchi degli alberi; un pollice non opponibile. Inoltre, maschi e femmine sono molto simili, tanto che i primi ricercatori tendevano a confondere i due sessi, anche perché in questi animali molto spesso è il padre a prendersi cura dei piccoli insieme al resto del gruppo. Un'altra particolarità, molto rara nei primati, è l'alta frequenza di parti gemellari, che avvengono nell'80% dei casi. ''L'arrivo di questi animali si inserisce nell'ambito delle iniziative svolte dal Bioparco in occasione dell'Anno Internazionale delle Foreste indetto per il 2011 dall'ONU - spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Paolo Giuntarelli - questi primati vivono nel bacino amazzonico e sono ambasciatori di ambienti sempre più minacciati dalla presenza dell'uomo che deforesta ad un ritmo incessante''. Nella nuova area del Bioparco - che si sviluppa su oltre mq 300 - sono presenti: 4 Uistitì pigmeo, 2 Tamarini imperatore e 2 Tamarini edipo. La nuova area e gli oltre 100 mq di percorso educativo interno sono stati realizzati grazie al contributo del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, da sempre impegnato per combattere la piaga del commercio illegale di animali e piante, una delle principali cause di minaccia per molte specie. Per festeggiare insieme alle famiglie la novità, domenica 2 e 9 ottobre saranno organizzate dalle ore 10.00 alle 16.00 le seguenti attività gratuite (comprese nel costo del biglietto): visite accompagnate nell'area; face painting per trasformarsi in piccole scimmie e la lettura animata di Tino, il tamarino piccino. Nell'ambito delle giornate sarà possibile adottare il Tamarino imperatore.

Via: Adnkronos
Fonte: Bioparco Roma
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sabato 24 settembre 2011

Domenica ultima corrida a Barcellona, addio alla fiesta dal 2012

Domenica prossima Barcellona dirà addio alla corrida. E finirà un'era quando il torero Serafin Marin materà il sesto e ultimo toro nello spettacolo al Monumental della capitale della Catalogna. La chiusura dell'arena quasi centenaria riflette il declino della corrida in Spagna, malgrado si contino ancora tanti appassionati. "Abbiamo perso una battaglia, non la guerra", ha detto Marin al quotidiano El Mundo. Ma gli animalisti cantano vittoria e l'attivista Aida Gascon è determinata a farla finita con le corride in tutto il resto del paese. Già nel 2004 Barcellona si era dichiarata città "anti-corrida"; decine di altri comuni l'hanno poi imitata e nel luglio del 2010 il parlamento catalano ha votato per la fine delle corride dal primo gennaio 2012. Alle Canarie lo avevano già fatto nel 1991, ma la decisione era passata largamente sotto silenzio. L'opposizione agli spettacoli nell'arena si spiega con il crescente sentimento animalista che li considera alla stregua di una tortura, ma anche con il forte nazionalismo catalano contro la corrida, un simbolo tipicamente spagnolo. La Catalogna, secondo Marin, "vuole liberarsi di tutto quanto rappresenti la Spagna". Il giro d'affari delle corride, un'industria con 200 mila addetti, vale oltre 2,5 miliardi di euro all'anno, contribuendo per lo 0,25% al Pil nazionale. Ma negli anni lo spettacolo che ispirò artisti e scrittori del calibro di Pablo Picasso e Ernest Hemingway ha perso il suo appeal. Solo il 37% degli spagnoli è interessato alla corrida, mentre il 60% boccia lo spettacolo, stando a un sondaggio del 2010. Con diverse regioni che difendono la corrida come patrimonio culturale spagnolo, il governo del primo ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero ne ha affidato la responsabilità del ministero della Cultura. I Popolari all'opposizione che dovrebbero vincere le elezioni del prossimo 20 novembre hanno preso posizione contro il bando della corrida in Catalogna e si sono rivolti alla Corte Costituzionale. Dal canto loro, gli appassionati catalani della corrida hanno raccolto 300 mila firme in difesa della 'Fiesta', ma l'iniziativa potrebbe non avere alcun effetto contro quello che per molti e' un inevitabile sviluppo sociale. Così i toreri catalani stanno organizzando spettacolo altrove nel paese anche nel sud della Francia.

Fonte: Adnkronos/Dpa
Permalink: http://bit.ly/qc8Uqd
Foto: Burladero.com

lunedì 19 settembre 2011

Nasce Trek-kayak Sicilia, il turismo sostenibile per tutti fra mare e terra

A contatto con la natura in modo sostenibile e consapevole. Osservare in modo critico l'ecosistema e l'ambiente marino, imparandone a riconoscerne le qualità e le criticità. Con questi obiettivi nasce a Palermo «Trek-kayak Sicilia», un nuova opportunità per imparare il rispetto dell'ambiente, attraverso l'esperienza diretta in canoa, oppure a piedi, percorrendo i sentieri delle aree protette.

Prima tappa dell'iniziativa, nata dall'idea di una istruttrice di canoa, Cinzia Magenga ed un biologo, Fabio Di Piazza sarà l'Area Marina Protetta di Isola delle Femmine e la vicina Riserva Naturale di Capo Gallo, a pochi passi da Palermo. Adesso il kayak con canoa è uno sport molto apprezzato. Le passeggiate in kayak avranno cadenza quotidiana su prenotazione (3kkayak@gmail.com).

Aperte a gruppi composti da un minimo di due fino ad un massimo di otto persone e adatte anche a principianti, le escursioni prevedono un itinerario lungo il litorale che tocca i siti più interessanti dell'area protetta come Isola di Femmine, la Fossa di Ponente, la Falesia di Malpasso e la Grotta dell'Olio. L'organizzazione fornirà i kayak, per chi ne avesse bisogno, e il relativo equipaggiamento di sicurezza.

Con le escursioni via terra, invece, sarà possibile percorrere i sentieri della Riserva Naturale, salendo sui pizzi Vuturo e Sella, fino a raggiungere il Semaforo, un'ex postazione militare, decorata all'interno da mosaici realizzati da un bizzarro personaggio, noto come «l'eremita». In questo modo, si potrà partecipare attivamente al funzionamento eco-sostenibile delle coste e del mare, attraversandolo a “impatto zero” e acquisendo, con la pratica, nozioni fondamentali sulla gestione e sulle strategie per la conservazione della biodiversità.

Un itinerario fra mare e terra, con escursioni giornaliere, per conoscere un territorio ricco di biodiversità e ricchezze naturalistiche. Il valore aggiunto dell'iniziativa è quello di osservare in modo critico l'ecosistema e l'ambiente marino, imparando a riconoscerne le qualità e le criticità, così da poter segnalare eventuali minacce allo stato di salute dell'habitat. Tutto navigando in totale sicurezza e scoprendo scorci inediti del territorio.

Il turismo responsabile è un approccio al turismo nato alla fine degli anni '80 e caratterizzato da una duplice preoccupazione per il luogo in cui ci si reca. La prima preoccupazione riguarda l'ambiente, il turista responsabile infatti deve evitare di danneggiarlo, mentre l'altro fattore di attenzione riguarda le popolazioni che abitano nella località visitata, il turista responsabile in questo caso deve avere un atteggiamento rispettoso della cultura locale e deve garantire anche il benessere della popolazione.

Via: Corriere del Mezzogiorno
Foto dal Web

venerdì 16 settembre 2011

Buon compleanno Greenpeace, quarant'anni fà il primo arrembaggio


È nata a bordo di un peschereccio per salvare il Pianeta dalla minaccia nucleare. Ben presto quella malandata imbarcazione colorata da strisce parallele e verticali sulla prua divenne una nave guerriera, la Raimbow Warrior, per combattere le ingiustizie ambientali ma soprattutto per fermare la caccia alle balene. Era il 15 settembre del 1971 quando Jim Bohlen, Irving Stowe e Paul Cote noleggiarono il peschereccio Phyllis Cormack e salparono alla volta di Amchitka, nel Pacifico settentrionale, per protestare contro un imminente test nucleare degli Stati Uniti. Cosi' nacque la piu' celebre delle associazioni ambientaliste, Greenpeace, che ha festeggito ieri i 40 anni di eta'. Due settimane dopo il peschereccio viene fermato dalla Guardia Costiera statunitense per non aver eseguito le necessarie operazioni doganali durante una sosta non programmata. Greenpeace, allora, non riusci' a fermare il test, ma l'impresa del suo equipaggio comparve sulle prime pagine dei giornali nordamericani e quantomeno da allora Amchitka non e' mai piu' stata utilizzata per i test nucleari. Gli attivisti online sono 11 milioni al mondo, oltre 2.000 le persone dello staff operativo (dislocate in 27 uffici in 41 Paesi) in, 3,5 milioni di sostenitori (di cui 53 mila in Italia).



Oggi Greenpeace ha uffici in 41 paesi, tutti affiliati con Greenpeace International, che ha sede ad Amsterdam. L'organizzazione e' finanziata tramite contributi individuali da parte di circa 2,8 milioni di donatori e fondazioni non profit, ma non accetta il denaro di governi o grandi aziende. Fra le campagne piu' celebri si ricordano quelle contro la caccia alle foche e alle balene, contro gli esperimenti nucleari francesi a Mururoa e per la salvaguardia dell'Antartide. Molti i successi, dalle multinazionali convinte a non distruggere piu' le foreste per l'olio di palma, alle aziende hi-tech che hanno eliminato gradualmente le sostanze tossiche dai propri prodotti, dal divieto di scarico di rifiuti radioattivi in mare alla fine della caccia commerciale alle balene, dal Trattato Antartico all'introduzione di nuova tecnologia verde per i frigoriferi. E ora, dopo la Raimbow Warrior II (presa nel 1987), tutto è pronto per la Raimbow warrior III (pronta per ottobre. E poi la faccia giovane di Greenpeace, quarant’anni dopo, con il progetto ’New hands on deck’ in cui sono coinvolti 7 ragazzi che si richiamano allo spirito originario dei fondatori per ’rinnovarlò al contesto attuale e combattere le nuove piaghe del Pianeta, primo tra tutti la lotta ai cambiamenti climatici.

Fonti: Asca, La Stampa

venerdì 9 settembre 2011

Intesa tra Regione Sicilia e Terna per un nuovo elettrodotto a 380 kV

La Regione Sicilia ha siglato un accordo con Terna, la societa' responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, un accordo sulla 'fascia di fattibilita'' del nuovo elettrodotto a 380 kV Chiaramonte Gulfi - Ciminna. L'iter autorizzativo per l'elettrodotto, che attraversera' le province di Ragusa, Catania, Enna, Caltanissetta, Agrigento e Palermo, sara' avviato nelle prossime settimane. A firmare l'intesa Giosue' Marino, assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilita' della Regione Sicilia, Gianmaria Sparma, assessore regionale al Territorio e all'ambiente, Luigi Roth, presidente di Terna, i rappresentanti delle amministrazioni locali interessate, il presidente dell'Unione provincie siciliane Giovanni Avanti e il presidente dell'Unione delle Provincie italiane Giuseppe Castiglione. ''La firma del protocollo d'intesa per la realizzazione del nuovo elettrodotto a 380Kv 'Chiaramonte Gulfi-Ciminna' testimonia l'impegno della Regione siciliana e di Terna sulla strada della massima collaborazione per rendere efficiente la rete di trasporto elettrico nel territorio regionale, necessario a garantire adeguati margini di sicurezza e di qualita'. Il potenziamento della rete, inoltre, costituisce elemento fondamentale per la strategia di crescita dell'apporto da fonti energetiche rinnovabili nel settore elettrico'', ha detto l'assessore regionale all'Energia Giosue' Marino. ''E' un protocollo che rappresenta una nuova tappa nel percorso di fattiva collaborazione che con Terna stiamo portando avanti nella direzione della sostenibilita' ambientale, con l'obiettivo di concordare da un lato la localizzazione delle nuove infrastrutture elettriche in un'ottica di sviluppo sostenibile basata sulla Valutazione ambientale strategica, dall'altro l'interramento delle linee elettriche aeree presenti nelle riserve e nelle aree protette'', ha dichiarato l'assessore all'Ambiente Gianmaria Sparma. Il nuovo elettrodotto consentirà, inoltre, la realizzazione di interventi migliorativi su circa 30 km di linee elettriche aeree esistenti, con conseguente eliminazione di interferenze con zone antropizzate e di pregio ambientale e culturale per complessivi 120 ettari.

Fonte: ASCA

venerdì 2 settembre 2011

Pre-apertura caccia: via libera in Sicilia, stop del Tar in Campania

Parte domani la caccia in Sicilia, anche se con un calendario differenziato da specie a specie. Il 3 settembre via libera alle doppiette per la caccia al coniglio selvatico fino all'8 dicembre; dal 10 settembre al 31 dicembre, invece, sarà il turno di colombacci e merli; la caccia a tortora e volpe, invece, si apre il 18 settembre fino al 31 ottobre e al 30 gennaio 2012. Allodole, quaglie e beccaccia finiranno sotto tiro dall'uno ottobre fino al 31 dicembre; cesene e tordi fino al 10 gennaio, fagiani e altre specie di uccelli, invece, fino al 21 gennaio 2012. 

La caccia alla lepre selvatica si apre dal 10 ottobre fino al 21 novembre e dal 2 novembre fino al 30 gennaio, infine, anche quella al cinghiale. L'attività venatoria è consentita per tre giornate settimanali scelte liberamente dal cacciatore, esclusi il martedì e il venerdì durante i quali è sospesa. Per ciascuna giornata possono essere abbattuti fino a 15 capi di selvaggina; per alcune specie, come ad esempio conigli, lepri, quaglie, allodole, sono previste limitazioni. 

La caccia è vietata nelle riserve naturali, nelle oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica, nelle zone cinologiche e del demanio forestale, nei fondi chiusi, nei centri e allevamenti di selvaggina di ripopolamento e nelle aziende fanunistico-venatorie e agro-venatorie della Sicilia. Ed in assenza del "piano faunistico" che dovrebbe regolamentare sulla base di censimenti e studi scientifici i tempi, i modi e le specie oggetto di caccia, il Tar di Napoli ha fermato la pre-apertura della caccia. 

Lo fa sapere il Wwf in una nota in cui spiega che il provvedimento, riferito a diverse specie, accoglie il ricorso dell'associazione ambientalista contro quanto stabilito dalla Regione Campania, che nell'approvare il calendario venatorio per la nuova stagione aveva "concesso attività non conformi alle regole". A rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale era stato il Wwf, puntando il dito contro l’assenza del piano faunistico che nella regione dovrebbe regolamentare la materia. "L'assenza del piano faunistico, ossia di un quadro di riferimento certo, scientificamente attendibile, ha posto in evidenza l'illegittimità di una prassi come la pre-apertura", commenta Raniero Maggini, vicepresidente del Wwf Italia.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Via: La Repubblica

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