mercoledì 22 dicembre 2010

Prende il largo Gojira, il nuovo intercettore degli attivisti di Sea Shepher

Ha preso il largo lunedì scorso da Hobart, in Tasmania, il nuovo battello degli attivisti di Sea Shepherd, l'organizzazione (nata da una costola di Greenpeace e ben più aggressiva) fondata dal capitano Paul Watson. Si tratta di un intercettore superveloce di trenta metri, dal temibile nome di "Gojira", il celebre mostro dei film giapponesi conosciuto in altre lingue come Godzilla. Con il suo equipaggio di undici marinai raggiungerà in mare aperto le altre due navi dell'organizzazione, la "Steve Irwin" e la "Bob Barker", con a bordo altri ottanta attivisti, per lanciare una nuova offensiva contro la flotta baleniera giapponese che sta per avviare la stagione estiva di caccia "scientifica" nell'Oceano Antartico con una quota di 1000 grandi cetacei. Il comandante della "Gojira", Locky MacLean, prima della partenza ha spiegato che l'imbarcazione è più veloce anche delle navi arpionatrici e quindi dovrebbe intercettare e raggiungere senza grosse difficoltà. "E' la settima missione di Sea Shepher contro le baleniere - ha aggiunto MacLean - e potrebbe essere risolutiva. Siamo meglio attrezzati che mai, abbiamo l'equipaggio più numeroso e più esperto. E con il vantaggio di arrivare prima, ci sono buone probabilità di riuscire a cacciarli via per sempre dall'Oceano Antartico". Un appello è giunto dal ministro degli Esteri neozelandese Murray McCully, che ha esortato entrambe le parti all'autocontrollo per evitare incidenti di grossa entità. Lo scorso gennaio una delle imbarcazioni di Sea Shepherd, il trimarano ad alta tecnologia Ady Gil, è stato speronato da una delle baleniere ed è affondato. Il Giappone si è procurato per il 2010-11 un permesso di caccia "scientifica" (che sfrutta una scappatoia del trattato baleniero internazionale) con una quota di 1.000 balene, in un’area che copre milioni di kmq di oceano sia a sud dell’Australia che a sud della Nuova Zelanda. Protesta il leader dei verdi australiani, Bob Brown. "Parlerò con l’ambasciatore giapponese a Canberra per offrigli l’opinione che questo è un comportamento criminale entro il Territorio antartico australiano", ha detto.

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