giovedì 4 novembre 2010

Wwf: nel 2030 avremo bisogno d'una nuova Terra

Il Wwf ha presentato lo studio biennale 'Living Planet Report 2010'. L'impronta ecologica dell'uomo sul pianeta oggi e di gran lunga superiore alle capacita' della Terra di rigenerarsi: se si continua in questa direzione entro il 2030 avremo bisogno di un altro pianeta per soddisfare i nostri bisogni. E' la sintesi del nuovo report sullo stato di salute del pianeta realizzato in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network. Dal 1966 a oggi l'impronta ecologica dell'uomo - ovvero la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attivita'- e' raddoppiata, quella idrica e' in costante aumento con impatti e ricadute su fiumi e falle acquifere, e se si considera non solo il consumo pro capite ma anche l'acqua 'virtuale' contenuta nei prodotti commercializzati, la situazione si fa drammatica. Per Gianfranco Bologna, direttore scientifico dell Wwf Italia "la situazione sempre piu' grave in cui versano i sistemi naturali del pianeta a causa della nostra pressione dimostra l'insostenibilita' dei modelli economici attuali". Il rapporto biennale fotografa lo stato di salute del pianeta e indica le soluzioni per invertire subito la rotta. La perdita di biodiversita' "e' sintomo del cattivo stato di salute degli ecosistemi", si legge nel dossier, "e implica un peggioramento dei servizi eco-sistemici che sono alla base della nostra vita e del nostro benessere: la fornitura di cibo, di materie prime e di medicine". Basti pensare, sottolineano dal Wwf, "che circa il 75 % delle 100 principali colture a livello mondiale fa affidamento sugli impollinatori naturali.Tra i 10 Paesi con l'impronta ecologica pro-capite piu' 'pesante' ci sono: Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Belgio e Canada. Ma anche l'Italia non brilla in 'leggerezza': il Belpaese si trova al 29esimo posto della poco lodevole classifica, subito dopo Germania, Svizzera e Francia. Complessivamente i 31 Paesi dell'Ocse, che includono le economie piu' ricche del mondo, sono responsabili di circa il 40% dell'impronta globale. Per il Wwf, se si considera che nel 2050 la popolazione del pianeta raggiungera' i 9 miliardi, l'imperativo per tutti e' investire nella Green Economy per rientrare nel limiti del pianeta.

Fonte: http://www.agi.it/

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