domenica 28 novembre 2010

Protesta di Legambiente per dire stop ai sacchetti di plastica

Il 73% degli italiani scegliera' la sportina riutilizzabile in alternativa alla busta di plastica, messa al bando a partire da gennaio 2011. E' questo il risultato degli exit pool di 'Vota il sacco' il simbolico referendum effettuato da Legambiente davanti ai supermercati della grande distribuzione per chiedere ai consumatori cosa utilizzeranno al posto della plastic bag. E ''Ministro di-smettila'' e' lo slogan dello striscione di Legambiente che stamattina ha manifestato davanti al ministero dell'Ambiente per chiedere lo stop effettivo dei sacchetti di plastica. Un'iniziativa che - preannuncia Legambiente - sara' replicata nei prossimi giorni davanti a diversi municipi italiani per chiedere l'approvazione di delibere comunali e per far si' che la legge varata non rimanga sulla carta, ma divenga realta'. E' questo il tema al centro di ''Ridurre si puo''' la campagna di Legambiente per la Settimana Europea dei rifiuti - di cui l'associazione e' promotrice - che intende sensibilizzare e informare sugli innumerevoli sprechi da evitare nella produzione dei beni e negli acquisti. ''In Italia consumiamo circa 20 miliardi di buste all'anno, un primato per cui il nostro Paese ha conquistato la maglia nera europea. Sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma all'anno, risparmieremmo piu' di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2, ma soprattutto eviteremmo di disperdere plastica indistruttibile nei campi, lungo le rive dei fiumi e nei mari'' ha ricordato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente.

Fonte: http://www.ansa.it/web/

venerdì 26 novembre 2010

Pellicce insanguinate, giornata mondiale contro la barbarie

Pellicce insanguinate, monito per chi consuma un certo tipo di moda colpevole della sofferenza di milioni di animali. A mettere in scena il massacro degli animali da pelliccia gli Animalisti italiani, che hanno dato vita oggi a Roma a una manifestazione per

giovedì 25 novembre 2010

Acqua all'arsenico: il pericolo nasce dal consumo prolungato

L’Italia dovrà applicare le nuove norme che hanno abbassato ulteriormente i livelli di arsenico tollerati nei nostri acquedotti, altrimenti scatterà la procedura di infrazione. Una decisione necessaria, sostengono i commissari europei, perché l’eccessiva concentrazione di arsenico può provocare malattie, compreso il cancro. In un documento di 66 pagine Bruxelles chiede immediati provvedimenti che vietino di bere l’acqua del rubinetto in 128 comuni italiani, divisi tra quattro regioni. In testa il Lazio con 91 comuni sparsi tra Roma, Latina e Viterbo, dove l’arsenico supera il limite di 10 microgrammi per litro stabilito dalla Ue e talvolta supera anche i 50 microgrammi. Seguono la Toscana con 19 comuni, il Trentino Alto Adige con 10 e la Lombardia con 8. A trovarsi in difficoltà sarebbero, secondo i calcoli del Ministero della Salute, circa 250mila famiglie. I comuni coinvolti dovranno ora correre ai ripari in gran fretta. A scanso di equivoci è bene precisare subito che il pericolo di cui stiamo parlando non è immediato. L'Unione europea prevede la possibilità di deroghe, cioè periodi in cui è ammesso il consumo di un'acqua con una percentuale superiore di arsenico, perché il rischio sanitario nasce dall'accumulo, cioè dal consumo prolungato di una sostanza che contenga dosi eccessive di questo elemento. L'arsenico può finire nell'acqua per molti motivi. In parte per cause naturali, cioè perché è contenuto nel terreno. In parte per episodi di inquinamento che possono anche essere collegati a smaltimento abusivo di rifiuti tossici. Una cosa, però, è certa. La vicenda dell’acqua all’arsenico si trascina da anni. La legge che, applicando le direttive europee, fissa i parametri di potabilità risale al 2001. Nella norma era insita la possibilità di deroga per tre anni, prorogabile fino alla fine del 2011.

Fonti: http://www.tgcom.mediaset.it/http://roma.repubblica.it/

martedì 23 novembre 2010

Nasce un cucciolo di Cercocebo al Bioparco di Roma

http://www.adnkronos.com/
Al Bioparco di Roma è nato un cucciolo maschio di Cercocebo dal collare (Cercocebus atys lunulatus), evento non comune in una struttura zoologica per questa specie di scimmia. Il piccolo è nato lo scorso 7 novembre da mamma Ashante e papà Mongomo ed è stato rifiutato dalla madre, comportamento che talvolta si può verificare in questa specie. I guardiani del reparto 'Primati' lo hanno trovato aggrappato alla nonna materna Jasmine che vive insieme alla coppia. Dopo aver analizzato attentamente la possibilita' del reinserimento nel gruppo, lo staff zoologico ha immediatamente predisposto i turni di allattamento artificiale ogni 4 ore, giorno e notte. Il piccolo sta bene ed e' arrivato al peso di circa 720 grammi (alla nascita ne pesava 641). Per ogni 'poppata' assume 30 ml di latte artificiale come quello che si da' ai bambini neonati (la dose da cui si e' partiti e' 9 ml). Il cucciolo al momento non e' visibile al pubblico ma, appena possibile, avra' inizio il programma di inserimento graduale nel gruppo dei tre cercocebi del Bioparco, con metodi gia' sperimentati in altri zoo. ''E' importante sottolineare - spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Paolo Giuntarelli - che il Bioparco partecipa al programma europeo di riproduzione in cattivita' per le specie minacciate di estinzione (Eep). Infatti - continua - il Cercocebo dal collare rientra nella triste classifica delle 25 specie di Primati maggiormente minacciate di estinzione al mondo soprattutto a causa della distruzione dell'habitat e per il bracconaggio''.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

lunedì 22 novembre 2010

Giornata Nazionale dell'Albero, donati 11.000 alberi

Ieri, domenica 21 Novembre, si è celebrata la Giornata Nazionale dell’Albero, un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza dei boschi e delle foreste, indispensabili polmoni verdi del pianeta e strumento naturale di mantenimento dell’equilibrio idrogeologico del territorio. L’iniziativa è stata organizzata dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, il Corpo Forestale dello Stato e altri enti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. All’iniziativa hanno aderito ben oltre 550 Comuni e 750 scuole, che hanno ricevuto dal Corpo forestale 11.000 alberi in donazione. Al riguardo, il ministro d’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha commentato: ‘l’entusiasmo con cui è stata accolta la Giornata dell’albero è il miglior viatico per la riuscita di una manifestazione che vuole coinvolgere tutti gli italiani nella tutela e valorizzazione dell’ambiente. Gli alberi non sono soltanto elementi essenziali dell’arredo urbano ma svolgono un ruolo fondamentale per l’assorbimento di Co2, riduzione dell’inquinamento acustico e la prevenzione del dissesto idrogeologico. E’ necessario, dunque, promuovere e incrementare la cultura del verde con iniziative come questa’. “La Festa dell’Albero è una campagna di Legambiente che si ripete ormai da 16 anni - ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale dell’associazione - per mettere a dimora nuovi alberi che contribuiscano ad una immagine positiva delle nostre città dando però anche un segnale forte di riappropriazione del territorio e di contrasto all’inquinamento e ai cambiamenti climatici”.

Via: http://fioriefoglie.tgcom.it/

venerdì 19 novembre 2010

Incendio devasta box con animali a Palermo, 7 rettili morti

Incendio in un box, a Palermo, dove erano custoditi animali esotici. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, carabinieri e Corpo forestale. Sette rettili morti e sette tratti in salvo dagli uomini del Corpo forestale. E’ il bilancio di un incendio divampato ieri mattina a Palermo, in un box di via del Carabiniere. Secondo i primi accertamenti, le fiamme sarebbero originate da un cortocircuito iniziato da una stufa elettrica. La struttura veniva utilizzato dal figlio della proprietaria, uno studente di vent’anni. Il rogo sarebbe scoppiato a causa di un cortocircuito ad una stufa elettrica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Crispi. Personale del Corpo forestale è riuscito invece a salvare 2 boa, 3 pitoni reali, un serpente toro e un serpente della specie idrodinaster. A causa del denso fumo sprigionatosi dall’incendio sono morti sette serpenti di cui tre di specie “merolea spilota”, uno di specie “morelea virilis”, un serpente toro, due “elaphe taenura”. Si sono salvati due boa, tre pitoni reali, un altro serpente toro, uno di specie “idrodinaster”. Le fiamme, domate dai vigili del fuoco, non hanno provocato feriti ne’ danni al palazzo. Sulle cause sono in corso indagini dei carabinieri.

Via: http://palermo.repubblica.it/

mercoledì 17 novembre 2010

Favignana, torna in mare una Caretta caretta

Dopo un delicato intervento chirurgico ed un periodo di cura presso il centro specializzato WWF di Lampedusa, Mercoledì scorso una tartaruga marina Caretta caretta è tornata in mare, in libertà. L'iniziativa è stata svolta in collaborazione dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Trapani, il Comune di Favignana, e la Ripartizione Faunistico Venatoria. Alle operazioni di liberazione hanno partecipato gli alunni dell’Istituto Scolastico Rallo di Favignana, con lo scopo di sensibilizzare i giovani alle tematiche ambientali ed in particolare alla salvaguardia degli ambienti marini. 

L'animale, raccolto in mare nel mese di settembre, aveva un amo conficcato nell’esofago e cosa più grave la lunga lenza (detta bracciolo) aveva ristretto 7 metri di intestino in un metro e mezzo. Il delicato intervento è andato a buon fine e l’animale dopo una lunga convalescenza può riprendere il mare. Le attività di tutela del mare rientrano nella più vasta campagna nazionale “Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto” partita nel mese di luglio a tutela del “mare nostrum”. 

Sono 8 le minacce che incombono sul Mediterraneo e contro le quali si concentrano gli sforzi di tutela del WWF: distruzione degli habitat a causa delle attività di pesca, il bycatch di specie non bersaglio nella pesca, la pesca eccessiva o indiscriminata, il turismo non sostenibile, l’urbanizzazione non sostenibile della fascia costiera, le specie aliene introdotte, l’inquinamento, i cambiamenti climatici globali.

Fonte: Wwf

martedì 16 novembre 2010

Ambiente, tagli per un milione di euro

Le cifre contenute nella cosiddetta "Legge di stabilità" (ex Finanziaria), predisposta dal governo Berlusconi, parlano chiaro. Nel 2011, come denuncia un Rapporto del Wwf Italia, il bilancio complessivo del ministero affidato a Stefania Prestigiacomo sarà ridotto a un terzo di quello del 2008, anno d'insediamento del governo Berlusconi: da un miliardo e 649 milioni di euro ad appena 513 milioni. Una decurtazione secca di un miliardo. E nel triennio successivo, lo stanziamento verrà ridotto ulteriormente per scendere a 504 milioni nel 2012 e poi a 498 milioni nel 2013. Il taglio risulta ancora più netto e allarmante se confrontato con quelli molto meno drastici a carico di ministeri affini come i Beni culturali o le Politiche agricole. Nel primo caso, la dotazione del 2011 sarà di circa 1.320 milioni di euro contro i 1.930 del 2008. Nell'altro, si scenderà dai 1.747 milioni di tre anni fa a 1.320. Per entrambi, dunque, la riduzione sarà di circa il 20% contro il 60% del ministero dell'Ambiente, condannato virtualmente all'agonia. L'unico ministero che non subisce tagli consistenti è quello della Difesa: dal 2007 in avanti, il suo bilancio registra una riduzione massima intorno al 4%, peraltro recuperata interamente con il bilancio previsionale 2011-2013 dell'attuale manovra finanziaria. E si tratta di un'impostazione che, come dimostra anche l'ultima emergenza provocata dal maltempo, è destinata purtroppo a incidere ulteriormente sull'assetto idro-geologico del Paese. L'Italia, insomma, continua ad armarsi per guerre straniere ma resta disarmata per combattere le calamità naturali, le alluvioni, le frane e tutti i disastri che minacciano direttamente il territorio nazionale. Risulta inconcepibile perciò che i fondi concessi al ministero dell'Ambiente per il prossimo triennio equivalgano, secondo i calcoli del Wwf, al costo di quattro cacciabombardieri F35 o di una Fregata Multimissione.

Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/

Festa del sacrificio: Lav, rischio violazioni su animali

Da oggi il mondo mussulmano celebra la ''Festa del sacrificio'' e purtroppo lo fa con l'uccisione di pecore e capre, come succede nella Pasqua cristiana. E' quanto dichiara la Lav che sottolinea: ''il precetto secondo il quale il fedele maggiorenne debba sgozzare personalmente l'animale fa si' che, nonostante la legge permetta la macellazione rituale e quindi senza stordimento preventivo, piu' dolorosa delle altre tecniche, solo ed esclusivamente nei macelli specificatamente riconosciuti, possano ancora esserci, come negli anni passati, casi di uccisioni in case, garage o giardini. E non possono esserci deroghe di chicchessia per utilizzare palestre o altre aree improvvisate''. ''Per questo rivolgiamo un appello alle Forze di polizia locali e nazionali, ai Prefetti, ai Sindaci e ai Veterinari delle Asl affinche' nei prossimi giorni siano rafforzati vigilanza e controllo, in applicazione dei Decreti Legislativi 333 del 1998 e 193 del 2007 oltre che dell'articolo 544 bis del Codice penale, si rischia infatti l'arresto da sei mesi ad un anno o l'ammenda fino a 150mila euro - ha detto Gianluca Felicetti, presidente Lav - sono da rispettare, inoltre, le normative sulla corretta identificazione degli animali (codice individuale o di allevamento a seconda dell'eta' dell'animale), sul trasporto anche del singolo animale (solo mezzi autorizzati dalla Asl e con certificazione veterinaria di partenza e uso farmaci), visita veterinaria pre e post macellazione. Inoltre, vista la presenza nei normali circuiti distributivi, di carni 'halal' o 'kosher' da animali scartati dopo la macellazione, chiediamo il chiaro riconoscimento delle vendite in supermercati e macellerie''. La Lav auspica quindi che, a prescindere dalla fede o non fede professata, tutti possano cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti non di origine animale: una scelta che fa bene a tutti, alla salute e all’ambiente. Da subito l’Associazione chiede che venga reso obbligatorio lo stordimento, sia per le macellazioni rituali che per quelle di volatili e conigli per consumo familiare.

Via: http://www.asca.it/

domenica 14 novembre 2010

Vietnam: scoperta nuova specie di lucertola

Varanus bitatawa
Una nuova specie di lucertola e' stata scoperta nel piatto di un ristorante vietnamita lasciando a bocca aperta non solo i commensali ma anche gli erpetologi. L'animale e' stato identificato sul menu' di un locale del Delta del Mekong dove e' servito alla griglia con contorno di insalata. La Leiolepis ngovantrii fa parte di una famiglia di sole femmine che si riproducono per partenogenesi. Per gli scienziati e' un ibrido di 2 altre lucertole strettamente imparentate che vivono nella zona. L’erpetologo americano Lee Grismer, che ha confermato la scoperta, ha detto: “E’ un lignaggio di vita completamente nuovo che si consumava e si vendeva nei ristoranti, una cosa sfuggita agli scienziati per centinaia d’anni”. Lo scorso Aprile era stata scoperta nelle Filippine, casualmente e quasi miracolosamente, da un team di ricercatori del Biodiversity Institute dell’Università del Kansas, una nuova specie di lucertola gigante lunga due metri e dotata di due peni. Battezzato "Varanus bitatawa", l’animale era stato scoperto in una valle del nord dell’isola di Luzon, dove è sopravvissuto alla progressiva scomparsa del suo habitat naturale e alla caccia da parte delle popolazioni locali. La scoperta era stata classificata come insolita, vivendo il lucertolone in una zona molto popolata e soggetta a una deforestazione intensa. I colori del rettile, che pesava appena dieci chili, erano suggestivi e una tonalità di base blu e nera si alternava a squame verdi e gialle. La caratteristica decisamente più curiosa però consisteva nel possesso di due peni, anche se in realtà va detto che per quanto insolita e inquietante la presenza di due organi riproduttivi non è appannaggio esclusivo del Varanus Bitatawa ed è una peculiarità di molti rettili: alcuni sauri e serpenti sono dotati infatti di due organi copulatori (emipeni) che in condizione di riposo vengono alloggiati in apposite tasche e che utilizzano alternativamente.

Fonti: http://www.ansa.it/ - http://www.corriere.it/

Le Regioni denuclearizzate bocciate dalla Consulta

La Corte Costituzionale ha dichiarato «illegittime» le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania di divieto del nucleare sui propri rispettivi ambiti. La Consulta sul nucleare «ha ribadito un principio e fatto chiarezza: la competenza in materia di

A rischio i cento colibrì ospitati a Trieste

I Cento colibri' che sono ospitati in alcune serre del parco del Castello di Miramare, da lunedi' prossimo rischiano di morire di freddo e fame perche' non ci sono piu' soldi per il loro sostentamento. Dal ministero dell'Ambiente

venerdì 12 novembre 2010

Sette cavalli sgozzati all'ippodromo di Sassari

Sette cavalli da corsa sono stati sgozzati durante la notte all'interno delle scuderie dell'ippodromo "Pinna" di Sassari. Sei degli animali appartengono a un imprenditore nuorese. Forse la gelosia per le vittorie dei suoi cavalli in corse al galoppo in Sardegna e nella penisola dietro la loro uccisione. E' questa la prima ipotesi investigativa dei Carabinieri della Compagnia del capoluogo turritano. Nella loro furia omicida i malviventi che hanno agito in piena notte hanno ucciso anche un cavallo, ospitato nella stessa fila di box dei quadrupedi di Pili, di proprieta' di un altro appassionato allevatore, Francesco Cottu, di Ollolai (Nuoro). Sarebbe proprio l'uomo, secondo i carabinieri della Compagnia di Sassari, l'obiettivo dell'atto criminale. 

Stamattina sono stati i dipendenti dell'impianto ippico, che si trova a poche centinaia di metri dalla caserma, a fare la scoperta e ad avvisare i Carabinieri. Sul posto, insieme con i militari guidati dal capitano Sergio Molinari, sono intervenuti gli esperti della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale e i veterinari della Asl sassarese, che hanno permesso di scoprire che i cavalli non sono stati sgozzati, ma uccisi con un unico colpo in fronte. Se con una pistola per macellazione, comunemente usata nei mattatoi o un'arma di piccolo calibro, lo accertera' la perizia disposta dal magistrato di turno. Le teste dei sette cavalli sono state prelevate dai veterinari e portate all'Istituto zooprofilattico di Sassari. Le carcasse saranno, invece, incenerite. Gli investigatori stanno ricostruendo le vittorie in carriera dei cavalli uccisi nel tentativo di individuare il movente e i responsabili.

Fonte: ANSA

mercoledì 10 novembre 2010

Buco ozono sembra danneggiare la pelle delle balene

Una comunita' di balene, seguita con grande attenzione dagli scienziati, ha mostrato segni di ustioni sulla pelle, frutto forse della riduzione dello strato di ozono nell'atmosfera. Lo sostiene un'equipe di ricercatori statunitensi e messicani, coordinati da istituti britannici, che hanno studiato 150 cetacei nel golfo della California, scattando foto e analizzando campioni della pelle. La conclusione è che anche le balene si ricoprono di bolle in conseguenza dei danni causati dai raggi solari. E proprio come gli uomini, gli esemplari con la pelle scura sono quelli che ne risentono di meno. Obiettivo dello studio, pubblicato sui 'Proceeding B', la rivista scientifica della britannica Royal Society, era approfondire gli effetti dei livelli in aumento di radiazioni Uv sul mondo animale. Le balene, spiegano i ricercatori, sono un buon modello, perché salgono in superficie per respirare, socializzare e nutrire i piccoli. Sono quindi particolarmente esposte al sole. Gli esperti del Centro di ricerche marine Cicmar, in Messico, coordinati da Laura Martinez della Zoological Society di Londra e dell'ateneo londinese, hanno seguito differenti tipi di balene per tre anni. Oltre alla foto ad alta precisione scattate, i frammenti di pelle analizzati al microscopio hanno rivelato i danni causati dal solleone, più profondi in caso di 'epidermide' chiara. Anche nel caso dei cetacei, infatti, quelli più scuri hanno un maggior numero di cellule che producono melanina, la risposta dell'organismo quando il Dna viene 'colpito' dalle radiazioni Uv.

Fonte: Adnkronos

Grimaldi Lines sostiene salvaguardia cetacei nel Mediterraneo

Grazie all’accordo sancito tra il Dipartimento Difesa della Natura dell’Ispra e  l’Associazione Culturale Scientifica Ketos, dallo scorso luglio Grimaldi Lines contribuisce attivamente alla campagna monitoraggio dei cetacei nel Mediterraneo centro-occidentale, mettendo a disposizione di ricercatori e biologi marini il traghetto “Catania”, impiegato sulla rotta Civitavecchia-Catania. Il traghetto ospita regolarmente i ricercatori Ketos che lavorano sul ponte di comando della nave registrando i dettagli di ogni avvistamento su un database nazionale, al fine di approfondire le conoscenze della popolazione dei cetacei dei mari dell’Italia meridionale.

domenica 7 novembre 2010

Balene: alle porte la caccia scientifica dei nipponici, al via la protesta

Con l'estate australe sta per partire la “caccia scientifica” delle baleniere giapponesi nell'Oceano meridionale, con una quota di 1000 grandi cetacei di tre specie. Una caccia definita “scientifica”, aggettivo che agli animalisti proprio non va giù. La loro protesta contro la nuova mattanza è partita già da un paio di giorni. Capofila per l’Italia è l’Enpa, che Venerdì mattina, con i colleghi di Lav, Leal e Bairo, ha dato corpo al proprio dissenso riunendosi di fronte all’ambasciata del Giappone di via Quintino Sella, a Roma.

E in Australia e Nuova Zelanda, come in altri paesi, il 5 Novembre si è commemorata la Giornata mondiale contro la caccia alle balene, per protestare contro la caccia in un santuario marino di 50 milioni di kmq attorno all'Antartide. In Australia gli attivisti del Fondo internazionale per il benessere degli animali (Ifaw) hanno inscenato una macabra protesta nella baia di Sydney: usando tecnologia di luci e suoni hanno fatto comparire sulle acque una balena, poco dopo colpita a morte e dissanguata da un arpione.

Nella città neozelandese di Auckland un centinaio di manifestanti, molti con abiti macchiati di rosso, hanno raggiunto il parlamento seguiti da un veicolo con sopra un modello di balena, mentre gli altoparlanti diffondevano richiami dei cetacei. "La flotta giapponese salpa fra breve verso il santuario e noi speriamo che la continua pressione li incoraggerà a riconsiderare ed a tornare indietro", ha detto il direttore del programma balene dell'Ifaw, Patrick Ramage.

"Uccidere balene in una santuario marino è illegale secondo la legge internazionale. E' assolutamente inaccettabile che il Giappone continui a farlo, e lo è doppiamente in un santuario internazionale", ha aggiunto Ramage, che ha elogiato il governo australiano per aver avviato un'azione legale presso la Corte internazionale di giustizia contro la caccia alle balene dei giapponesi.

Fonte: Terranews

Nucleare: Wwf, Agenzia e Veronesi non sono garanzia di controllo

Con la nomina di Umberto Veronesi a presidente dell'Agenzia nucleare, e con la definizione degli altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, parte di fatto l'iter per il rientro dell'atomo all'interno dei confini nazionali, stimabile entro il 2020, secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia e l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti. ''Il nucleare è una scelta pericolosa e sbagliata e la nuova Agenzia per la siciurezza non garantisce effettivo controllo e imparzialità''. Così il Wwf sulla composizione dell'Agenzia. Secondo il Wwf ''il presidente Veronesi ha rilasciato in questo periodo numerose dichiarazioni in cui fa il promoter del nucleare non tenendo in alcun conto, pur essendo un medico, dell'ampia letteratura medico scientifica che dimostra come il nucleare sia pericoloso, per non parlare del problema non risolto delle scorie radioattive''. Non ci risulta, aggiunge il Wwf, che ''tra gli studi condotti dal professor Veronesi siano stati affrontati temi riguardanti i rischi legati al nucleare e alla sicurezza delle centrali''. E ''per questo la sua nomina ci sembra più un'operazione di immagine che di garanzia''. Il nucleare italiano, spiega Stefano Leoni, presidente del Wwf, era ''già moribondo in Italia 24 anni fa e tuttora ne sopportiamo i problemi residui''. Il Wwf, insieme con molte altre associazioni ambientaliste e al comitato 'Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia', si mobiliterà in tutta Italia questo fine settimana per informare i cittadini e per offrire la possibilità di scegliere, anche ''sottoscrivendo la legge di iniziativa popolare 'Sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima'''.

Fonte: http://www.ansa.it/ambiente/

Germania, dopo proteste il treno nucleare cambia percorso

Diverse decine di migliaia di manifestanti anti-nucleare si sono radunati a Dannenberg (Germania settentrionale) per contestare l'arrivo dalla Francia di un convoglio carico di scorie nucleari e per protestare contro la politica nucleare del governo tedesco. Quella di ieri è la più imponente manifestazione contro un convoglio di questo genere, anche se gli organizzatori parlano di almeno 50.000 contestatori e la polizia "solo" di diverse decine di migliaia. Il precedente record risale al 2008, quando arrivò in Germania l'ultimo convoglio, con 14.500 manifestanti. Il treno di ieri è partito Venerdì dalla Normandia (Francia) e i suoi 14 vagoni trasportano 123 tonnellate di scorie nucleari. Gli ambientalisti anti-nucleare intendono "bloccarlo pacificamente durante il percorso", ha spiegato un portavoce. Il treno e' diretto verso il deposito atomico di Gorleben ed e' considerato come il convoglio "piu' radioattivo mai" realizzato. Per evitare la mobilitazione anti-nucleare, il treno ha cambiato itinerario nel corso della notte ed ha deviato sull'asse Amiens-Reims-Metz. L'associazione tedesca dei contribuenti e il sindacato di polizia hanno chiesto a quattro società fornitrici di energia nucleare - EON, Vattenfall, RWE e EnBW - di contribuire in futuro alle spese per garantire la sicurezza dei convogli. Il capo del sindacato dei poliziotti ha detto a un quotidiano che l'operazione di polizia costerà ai contribuenti oltre 50 milioni di euro. Il governo di Merkel ha subito un forte calo di popolarità nell'ultimo anno, anche per la sua decisione di prolungare l'utilizzo delle attuali centrali nucleari di altri 12 anni, superando la precedenza scadenza che prevedeva la chiusura degli impianti nel 2021.

Via: http://it.reuters.com/

venerdì 5 novembre 2010

Festa delle energie pulite - 100 piazze per il clima

Il 6 e 7 novembre in tutta Italia ci sarà 100 Piazze per il Clima – Festa delle energie pulite. E’ una mobilitazione promossa da numerose organizzazioni e coordinamenti, tra cui la vasta Coalizione in marcia per il clima, fatta coincidere simbolicamente con il ventitreesimo anniversario della vittoria referendaria contro il nucleare, e organizzata per ribadire l’importanza della diffusione delle fonti rinnovabili, contro il nucleare e il carbone. Grazie a centinaia di appuntamenti in tutta Italia le due giornate saranno occasione per organizzare una raccolta straordinaria delle firme a sostegno del progetto di legge d’iniziativa popolare “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”. Le firme (centomila), che Legambiente ha cominciato a raccogliere da fine giugno scorso, saranno consegnate in Parlamento prima delle festività natalizie. Legambiente insieme alle principali associazioni ambientaliste, forze sindacali e personalità del mondo della scienza e della cultura ha costituito un Comitato Nazionale ed elaborato un progetto di legge denominato Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima per invertire la rotta che sta portando l'Italia fuori dall'Europa. Il Governo non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire gli obiettivi europei di riduzione dei gas a effetto serra che vincolano gli stati membri a ridurre, entro il 2020, le emissioni climalteranti del 20% realizzando, entro la stessa scadenza, un aumento sempre del 20% sia dell’efficienza energetica sia dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Qui l’elenco delle piazze che aderiscono all’iniziativa.

Dossier: Puglia, primato di siti con pneumatici abbandonati

Ogni anno l'Italia viene sommersa da pneumatici per auto. Tutte le "gomme" di scarto, infatti, vengono disperse nell'ambiente in luoghi non autorizzati: un dossier di Legambiente e Ecopneus (la società consortile attiva nel recupero e nel trattamento degli pneumatici auto usati) mostra che potrebbe ammontare fino a 100.000 tonnellate - ossia circa un quarto di quelli messi in commercio ogni anno - questa inquinante "montagna", distribuita su ben 1.049 discariche illegali. La Puglia e' la prima regione d'Italia per numero di siti sequestrati in cui sono presenti pneumatici fuori uso (pfu). Emerge dal dossier ''Copertone selvaggio'' presentato ieri a Rimini da Legambiente ed Ecopneus. Secondo questo studio ogni anno in Italia spariscono nel nulla, o si disperdono in canali poco chiari, fino a 100 mila tonnellate di pfu, circa 1/4 degli pneumatici immessi in commercio nello stesso arco di tempo. In tutto sono state censite nel Paese 1049 discariche illegali. Di queste il 63 per cento si concentra in quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). La Puglia e' la prima con 230 siti sequestrati, quasi il 22 per cento del totale nazionale. Secondo il dossier e' ''un primato riconducibile sia ad una diffusa illegalita' nel settore - dovuta anche alla non piena efficienza dell'intera filiera di raccolta e recupero di pfu (scarsi sbocchi economici per i prodotti trattati) - sia all'intensa ed efficace attivita' d'indagine svolta dalle Forze dell'ordine (coordinate dal 2007 in una task-force ambientale sostenuta dall'Amministrazione regionale), che consente di raggiungere importanti risultati operativi, con numerosi sequestri e denunce''. Le discariche costituiscono un grave pericolo per l'ambiente soprattutto per gli incendi.

Fonte: http://www.libero-news.it/

giovedì 4 novembre 2010

Wwf: nel 2030 avremo bisogno d'una nuova Terra

Il Wwf ha presentato lo studio biennale 'Living Planet Report 2010'. L'impronta ecologica dell'uomo sul pianeta oggi e di gran lunga superiore alle capacita' della Terra di rigenerarsi: se si continua in questa direzione entro il 2030 avremo bisogno di un altro pianeta per soddisfare i nostri bisogni. E' la sintesi del nuovo report sullo stato di salute del pianeta realizzato in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network. Dal 1966 a oggi l'impronta ecologica dell'uomo - ovvero la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attivita'- e' raddoppiata, quella idrica e' in costante aumento con impatti e ricadute su fiumi e falle acquifere, e se si considera non solo il consumo pro capite ma anche l'acqua 'virtuale' contenuta nei prodotti commercializzati, la situazione si fa drammatica. Per Gianfranco Bologna, direttore scientifico dell Wwf Italia "la situazione sempre piu' grave in cui versano i sistemi naturali del pianeta a causa della nostra pressione dimostra l'insostenibilita' dei modelli economici attuali". Il rapporto biennale fotografa lo stato di salute del pianeta e indica le soluzioni per invertire subito la rotta. La perdita di biodiversita' "e' sintomo del cattivo stato di salute degli ecosistemi", si legge nel dossier, "e implica un peggioramento dei servizi eco-sistemici che sono alla base della nostra vita e del nostro benessere: la fornitura di cibo, di materie prime e di medicine". Basti pensare, sottolineano dal Wwf, "che circa il 75 % delle 100 principali colture a livello mondiale fa affidamento sugli impollinatori naturali.Tra i 10 Paesi con l'impronta ecologica pro-capite piu' 'pesante' ci sono: Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Belgio e Canada. Ma anche l'Italia non brilla in 'leggerezza': il Belpaese si trova al 29esimo posto della poco lodevole classifica, subito dopo Germania, Svizzera e Francia. Complessivamente i 31 Paesi dell'Ocse, che includono le economie piu' ricche del mondo, sono responsabili di circa il 40% dell'impronta globale. Per il Wwf, se si considera che nel 2050 la popolazione del pianeta raggiungera' i 9 miliardi, l'imperativo per tutti e' investire nella Green Economy per rientrare nel limiti del pianeta.

Fonte: http://www.agi.it/

lunedì 1 novembre 2010

Gatto preso a calci: si cerca il responsabile, probabilmente un minore

Un ragazzo prende la rincorsa e ridendo colpisce con un violento calcio un gatto che, ferito, perde molto sangue mentre l'aggressore dice agli amici 'ormai e' morto, gli ho rotto la schiena'. E' il contenuto di un video messo su Youtube, cancellato alcune ore dopo ma che un utente indignato ha conservato e girato all'associazione Arcanimali che ha presentato denuncia alla polizia postale. L'inflessione dei protagonisti del filmato fa ritenere possano essere della Sicilia centro-orientale. Nel filmato si vede un ragazzo, quasi sicuramente un minore, che sta per dare qualcosa, forse qualcosa da mangiare, al gatto. Quasi subito entra in scena un ragazzo più alto che sferra un violentissimo calcio al povero gatto che viene così catapultato in fondo alla via. Il povero micio si contorce violentemente, tenta di rialzarsi ma ricade più volte. Il tutto tra le risate generali. Unico escluso, forse, il primo ragazzo della scena il quale nota che il gatto perde sangue. Era possibile, se così fosse stato, ribellarsi? La logica del “branco” non lo consente.


Fonte: Geapress

"Sarah per sempre", nata l'associazione per aprire un canile

Il ricordo di Sarah Scazzi vivrà nell'associazione  "Sarah per sempre" che appunto prende il suo nome, che sarà finalizzata all costruzione di un canile comunale. Il sindaco Mario De Marco e la madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, presidente di "Sarah per sempre", hanno aperto un conto corrente per la raccolta di fondi, le cui coordinate bancarie sono state pubblicate sul sito internet di Avetrana (http://www.comune.avetrana.ta.it). Un significato sociale che va al di là degli affetti familiari e dei pochi amici. La ragazza che camminava rasentando i muri, ascoltando musica, a volte chiusa in se stessa, evitando lo sguardo degli sconosciuti, amava molti i cani, anzi aveva la capacità di attrarli («Mamma è fredda con me - aveva scritto nel diario, - a volte litighiamo, ma una cosa ci accomuna, l’amore per i cani»). Nella casa del patrigno, Cosimo Spagnolo, a Torre Colimena, vive un cane; ogni giorno Concetta e Sarah gli portavano da mangiare. Di Saetta, si sa tutto. Per giorni, dopo la scomparsa di Sarah, l’ha attesa vicino al cancello di casa Misseri. L’aveva seguita fino alla villetta rosa, partendo da vico Secondo Verdi, e lì è rimasto, abulico e rifiutando di mangiare. Ora si aggira nel quartiere. La gente di via Deledda non vuole perderlo. È un cane randagio per modo di dire, potendo contare sull’adozione di tante famiglie. Anche Valentina, sorella di Sabrina, dice che Saetta deve restare vicino alla casa dei Misseri. Soci promotori dell'associazione, la famiglia Scazzi (Concetta, presidente provvisoria, il marito Giacomo e il figlio Claudio), con il patrocinio del Comune. L’obiettivo è raccogliere fondi per far nascere un centro zoo antropologico, in pratica un centro di assistenza ai cani randagi e di diffusione della cultura di rispetto degli animali. «I soldi, se verrà accolto il nostro appello, devono essere utilizzati bene» ha detto Concetta.

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
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