lunedì 11 ottobre 2010

Clima: chiuso vertice di Tianjin, tutto rinviato a Cancun ma ci sono alcuni passi avanti

Si sono conclusi  i negoziati sul clima di Tianjin, in Cina. I 177 paesi e organizzazioni intervenuti hanno portato a casa pochi risultati, facendo emergere ancora forti le divisioni fra paesi ricchi e poveri sulle responsabilità per il taglio delle emissioni. Per Christiana Figueres, segretario generale dell'United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), l'incontro di Tianjin ha gettato le basi per importanti decisioni che saranno poi prese nel vertice di Cancun della fine dell'anno. Sul tavolo, alcuni elementi operativi di finanza, tecnologia e capacità costruttive per rinforzare il protocollo di Kyoto ed arrivare in Messico con soluzioni che aiutino soprattutti i paesi più poveri ad approvvigionarsi di energie pulite così da ridurre drasticamente le emissioni dannose. I delegati non sono riusciti a trovare un accordo sull'allocazione del primo fondo di partenza pari a 30 miliardi di dollari per aiutare i paesi in via di sviluppo. Vicino invece l'accordo sull'approvazione di un fondo finanziario a lungo termine per affrontare i cambiamenti climatici, i cui dettagli saranno discussi a Cancun. Lo Unfccc ha visto di buon grado il fatto che tutti i paesi non sono tornati indietro su posizioni precedenti al vertice di Copenhaghen. Ad allontanare le parti, soprattutto le posizioni della Cina, distanti da tutte le altre dei grandi paesi. La Cina, infatti, che attualmente è il Paese con le maggiori emissioni di gas inquinanti del mondo, si considera un Paese in via di sviluppo e si rifiuta di fissare obiettivi fissi e verificabili per la loro riduzione. Il 14 ottobre intanto ci sara' un incontro in sede comunitaria per definire la posizione dell'Unione Europea al vertice di Cancun. La riunione, ha spiegato il direttore generale del ministero dell'Ambiente Corrado Clini ''si prospetta in salita per l'Italia.''Non ci sara' una posizione italiana distinta da quella Ue'' ha precisato. L'Italia, ha annunciato Clini, chiedera' di ''non aprire una seconda fase'' del protocollo di Kyoto, con l'elevazione dei tagli della Co2 dal 20% al 30% che ''non e' una opzione utile al negoziato''.

Fonte: http://www.ansa.it/web/

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