domenica 24 ottobre 2010

Al via la conferenza di Nagoya: si discute il futuro della biodiversità

Da domani entrano nel vivo i lavori della decima Conferenza delle Parti di Nagoya, organizzata a Nagoya, nel Giappone centrale, in cui 193 Paesi del mondo sono chiamati a definire le nuove strategie per ridurre la perdita di biodiversità entro il 2020, dopo il fallimento degli obiettivi 2010.

I Paesi firmatari della Convenzione Onu sulla diversità biologica (Cop10), porranno l'attenzione ai target internazionali da adottare in futuro e all'uso delle risorse genetiche.  Nel 2002, a Johannesburg, il summit sullo sviluppo durevole si prefiggeva "la riduzione significativa del ritmo di perdita della diversità biologica entro il 2010" agendo contro la deforestazione, l'inquinamento e los fruttamento delle risorse ittiche.

Obiettivi mancati, secondo l'Onu, al punto che, ha ricordato il segretario generale Ban Ki-moon, "la perdità della biodiversità sta accelerando". Fino al 29 ottobre, i circa 8mila delegati saranno chiamati a trovare misure concrete di fronte "al raggiungimento del punto di non ritorno per la biodiversità", ha detto nella cerimonia d'apertura il ministro dell'Ambiente nipponico, Ryu Matsumoto.

Nel 2002, a Johannesburg, il summit sullo sviluppo durevole si prefiggeva "la riduzione significativa del ritmo di perdita della diversità biologica entro il 2010" agendo contro la deforestazione, l'inquinamento (global warming in testa) e lo sfruttamento senza freno delle risorse ittiche. Obiettivi mancati, secondo l'Onu, al punto che, ha ricordato il segretario generale Ban Ki-moon, "la perdita della biodiversità sta accelerando".

I nuovi target di riferimento sono ora al 2020 e al 2050, mai contenuti sono tutti da definire in presenza di valutazioni da parte dei singoli Paesi spesso in deciso contrasto. L'Unione europea, ad esempio, ha proposto di realizzare lo stop "alla perdita della biodiversità già al 2020" che le nazioni in via di sviluppo hanno bollato come "velleitario" chiedendo, allo stesso tempo, risorse per poter portare avanti "piani efficaci ed efficienti".

Nell'immediato ci sono 20 obiettivi strategici per il nuovo decennio a protezione della biodiversità, allentando le pressioni su ecosistemi delicati (come la barriera corallina), abbattendo l'inquinamento e favorendo la creazione di riserve protette sia marine sia sulla terraferma.

Attualmente, appena il 13% della superficie terrestre e quasi l'1% delle acque degli oceani sono protette, ma il target è ipotizzato, rispettivamente, al 25% e al 15%. E proprio venerdì 29 ottobre, alla chiusura della Conferenza, il WWF assegnerà il premio Panda d'Oro alle migliori "buone pratiche" per la conservazione della biodiversità nel nostro Paese.

Fonte: ANSA

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