sabato 18 settembre 2010

Stop alle buste di plastica dal 2011, petizione di Legambiente

Le shopper, quelle bustone in plastica, spariranno per legge e al loro posto saranno ammesse solo le più rispettose buste ecologiche che sono biodegradabili. Lo stop alla commercializzazione dei sacchi non non rispondenti ai criteri fissati dalla norma tecnica comunitaria EN 13432, doveva già scattare lo scorso 1° gennaio 2010, ma è stato rimandato al 31 dicembre, con gravi danni all'ambiente soprattutto in Italia. Dunque dal primo gennaio 2011 il divieto dovrà scattare in maniera assoluta. La strada, in realtà, è già cominciata: sono almeno 150 i comuni che hanno dichiarato guerra alla borsa di plastica e le grandi distribuzioni si sono adeguate. La città pilota è Torino dove a fine settembre chi sarà sorpreso a consegnare la spesa in un sacchetto di plastica dovrà pagare una multa fino a 250 euro. La Val di Fiemme ha cancellato i sacchetti di plastica addirittura nel 2009. E Legambiente ha avviato una vera e propria battaglia contro gli shoppers inquinanti, invitando a firmare la petizione, in nome del rispetto per l'ambiente dell'Italia e del pianeta. Durante una conferenza stampa a Milano ha sottolineato che l'Italia è uno dei paesi che ne fa più utilizzo, con 300 buste a testa, per un totale di 20 miliardi di sacchetti all'anno. Nel mondo si stima una commercializzazione annua di 1000 miliardi di sacchetti di plastica non biodegradabili, 100 miliardi in Europa. Anche se una piccola parte di questi sacchetti viene dispersa nell'ambiente, tanto basta per provocare la morte di milioni di animali, quali ad esempio pesci, balene, delfini e tartarughe. L'Unep stima in un milione il numero di uccelli marini uccisi. Legambiente ricorda che, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, i sacchetti di plastica, se dispersi, possono restare nell'ambiente da un minimo di 15 anni ad un massimo di 1000. In più essendo aerodinamici possono essere trasportati dal vento anche a grandi distanze ed essere dispersi in fiumi, laghi e mari. Anche il settore della pesca e quello dell'agricoltura subiscono gravi danni dalla dispersione di questi sacchetti nell'ambiente.

Fonti: http://www.repubblica.it/ambiente/ - http://www.blogrisparmio.it/

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