venerdì 3 settembre 2010

Esplode piattaforma nel Golfo del Messico, ma nessuna perdita di petrolio

Torna l'incubo nel Golfo del Messico dove è esplosa un’altra piattaforma petrolifera. L'esplosione è avvenuta 145 chilometri circa a sud della baia di Vermilion, lungo la costa centrale della Lousiana. Elicotteri, aerei e mezzi navali si sono diretti verso la zona. La deflagrazione - di cui non si conosce la causa - ha scaraventato in mare tredici operai ma tutti sono stati tratti in salvo. Secondo le prime informazioni, uno di loro che lavorava sulla piattaforma sarebbe però rimasto ferito ed è stato trasportato al Terrebonne General Medical Center a Houma, in Louisiana. 

"Le fiamme sono spente e non ci sono perdite di petrolio". Le parole della Guardia Costiera giungono come un sospiro di sollievo al termine di un'altra giornata di passione nel Golfo del Messico. Ma l'episodio getta nuove ombre sulla gestione degli impianti, in una zona che impiegherà anni per risollevarsi completamente dal disastro della Deepwater Horizon. "Non si tratta di una piattaforma che trivellava in profondità", dice il portavoce Robert Gibbs nella prima dichiarazione della Casa Bianca, quasi a sfatare il fantasma della Deepwater Horizon che riaffiora. Ma l'imbarazzo e la preoccupazione per il nuovo, clamoroso incidente è palpabile. L'incubo del Golfo sembra davvero senza fine. La Bp nei giorni scorsi ha dovuto rimandare la chiusura definitiva di quel pozzo maledetto per le condizioni meteo: gli uragani che stanno sferzando gli Usa non si erano mai visti così forti come in questa stagione. L'allarme continuerà fino a metà ottobre.

Fonte: La Repubblica

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