giovedì 9 settembre 2010

Direttiva Ue su vivisezione: sì ai randagi come cavie

Il provvedimento approvato ieri prevede che cani e gatti "vaganti" possano essere usati per la sperimentazione se non è possibile raggiungere altrimenti lo "scopo della procedura" di ricerca. È stata questa deroga, assieme a quella sulla vivisezione delle
grandi scimmie come lo scimpanzé che condivide con la specie umana oltre il 98% del Dna, a suscitare le maggiori proteste, spingendo 40 eurodeputati ad alzarsi abbandonando l'aula in segno di protesta. Tuttavia, per alcuni il nuovo testo rappresenterebbe un buon "compromesso" tra gli abolizionisti delle sperimentazioni e gli scienziati favorevoli ai test di laboratorio per il progresso della ricerca, un punto d’equilibrio fra protezione del benessere degli animali e necessità scientifiche. Il commissario europeo John Dalli ha sottolineato che la legge pone l’Ue tra le principali istituzioni che "difendono gli animali", dal momento che prevede che "le sperimentazioni con animali siano sostituite, quando possibile, con metodi sostitutivi scientificamente soddisfacenti" e che "il dolore e le sofferenze inflitte agli animali siano ridotte al minimo".

Secondo Tiziano Motti, l’eurodeputato Udc-Ppe, la direttiva rappresenta innanzitutto "un grave passo indietro" a cui tutti gli Stati membri saranno obbligati ad adeguare le normative nazionali. Un passo indietro "a tutto vantaggio della potente industria farmaceutica", aggiunge Piergiorgio Benvenuti, responsabile dei rapporti istituzionali di Fare Ambiente. Il testo europeo, infatti, è più permissivo di quanto preveda in Italia la nostra legge in materia di esperimenti su animali viventi": "Permetterà la sperimentazione su cani e gatti randagi (articolo 11), lasciando alla libera facoltà dei ricercatori l’eventuale sperimentazione senza anestesia o senza la somministrazione di antidolorifici ad animali sofferenti (articolo 14).

Via: Libero News

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