domenica 15 agosto 2010

Wwf: gli stabilimenti balneari sono un furto all'ambiente


Quasi un quarto della costa italiana idonea per la balneabilità, ovvero 900 km su 4.000 km complessivi, è occupata da 12.000 stabilimenti: una media di uno stabilimento ogni 350 metri con un'occupazione complessiva di circa 18 milioni di metri quadri, che ai gestori costano un canone di appena 50 centesimi al mese per metro quadro. E' la denuncia del nuovo dossier 'Sabbia: l'oro di tutti a vantaggio di pochi' del Wwf Italia che a sostegno della tutela del mare e delle coste ha lanciato la campagna 'Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto'. Nello studio il Wwf denuncia anche gli "introiti enormi" e "in gran parte irregolari" degli stabilimenti "a fronte solo 103 milioni di euro d'incasso per lo Stato". 

Il Wwf evidenzia inoltre gli impatti sull'ambiente degli stabilimenti, "spesso vere e proprie cittadelle di servizi e strutture permanenti" con piscine, negozi, centri benessere, parcheggi situati anche in ambienti delicatissimi come le dune costiere. "La proliferazione degli stabilimenti - commenta il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni - spesso irregolare e scandalosamente 'economica' per i gestori, insieme alla cementificazione selvaggia, agli abusi e alle situazioni di degrado che caratterizzano il litorale 'libero', hanno sottratto alla natura e alla libera godibilità di tutti le nostre bellissime coste, un vero e proprio 'furto' di ambiente e di paesaggio che hanno impatti e conseguenze spesso irreversibili". 

Per questo, secondo il presidente, "per fermare questo scempio, dobbiamo al più presto uscire dalla logica speculativa e privatistica con cui è stato gestito il patrimonio di tutti e rientrare nell'alveo dove le prime cose che si tengono in considerazione sono gli interessi collettivi e, tra questi, la tutela dello straordinario patrimonio ambientale costituito dalle nostre spiagge" conclude.

Fonte:  Adnkronos

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