lunedì 16 agosto 2010

Un paradiso sommerso vicino la foce del Sarno

Banco di Santa Croce è uno straordinario paradiso sommerso, che ospita il famoso Corallium Rubrum (corallo rosso) del Mediterraneo, spugne e gorgonie, a pochi chilometri dalla foce di un fiume che soffre per la presenza di veleni sversati da concerie e insediamenti industriali. Questo miracolo della natura si trova alle porte della costiera sorrentina. "Si tratta di una miniera di biodiversita' - spiega Valerio Zupo, ricercatore della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli - stranamente collocata vicino ad una delle aree piu' inquinate d'Europa, la foce del fiume Sarno in Campania, ricca di nutrienti organici ma anche di fanghi tossici, nonostante i tentativi di ripristino dell'equilibrio ecologico. Grazie ad una particolarissima combinazione di correnti, - afferma l'esperto - la maggior parte degli inquinanti precipita alla foce, mentre quella che galleggia viene spinta al largo. A rimanere sono i nutrienti organici, che innescano la rete trofica locale e danno nutrimento a forme di vita: fra pesci e piante, abbiamo classificato poco meno di duemila specie". Qui abitano anche pesci e crostacei. "Non mancano gamberoni, aragoste e polpi, - spiega l'esperto - ma anche pesci, come cernie, scorfani, saraghi, tagri e tordi verdi". Su proposta dell'associazione Marevivo, l'area e' gia' da tempo zona di tutela biologica e quindi e' vietata, nel raggio di 300 metri, qualsiasi attivita' di pesca, sia professionale sia sportiva. Con la cessione del demanio marittimo alle Provincie e quindi ai comuni interessati, "Marevivo - spiega Rosalba Giugni, presidente dell'associazione - in collaborazione con il comune di Vico Equense, vuole istituire un'oasi per tutelare e monitorare l'area del Banco di Santa Croce".

Fonte: http://www.ansa.it/web/

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...