martedì 31 agosto 2010

Cuccioli dall'Est seviziati e venduti malati

Nove persone, tra cui due veterinari, sono stati indagati per un traffico di cuccioli dalla Repubblica Slovacca. Strappati alle madri quando non avevano ancora due mesi, i cuccioli affrontavano un lungo viaggio in gabbie piccolissime, ammassati l'uno sull'altro e senza acqua, partendo dalla Repubblica Slovacca per arrivare in Italia. A Milano e a Torino, dopo aver sofferto altri maltrattamenti e sevizie, i cani venivano venduti a padroni ignari di ciò che avevano subito, con tanto di certificati falsi attestanti vaccinazioni che in realtà o non erano state mai fatte o erano irregolari. I cuccioli, soprattutto cagnolini di età inferiore a due mesi, ma anche gattini e altri animali, venivano trasportati  per lunghi tragitti in condizioni precarie. Poi, una volta arrivati negli allevamenti e nei negozi gestiti dagli indagati, venivano sottoposti a sevizie e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche. Tra gli indagati figurano anche due veterinari che avrebbero fornito certificati falsi per l'iscrizione all'anagrafe canina. In particolare, un medico si occupava dell’iscrizione non regolare presso l’anagrafe degli animali, consegnava farmaci per nascondere patologie e si occupava della vaccinazione antimalarica senza accertarsi se essa fosse già stata effettuata oppure no. Il secondo era addetto all’impianto del microchip, commissionato a un allevatore di Torino, e alla firma di libretti di vaccinazione totalmente in bianco. Così i gestori dei negozi potevano consegnare alla clientela cani con qualità diverse da quelle pattuite, con particolare riferimento all'età, alle condizioni di salute e alla provenienza geografica, guadagnando grazie alla differenza tra i prezzi praticati sul mercato tra cuccioli di provenienza italiana e dell'Est Europa.

Via: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/

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