martedì 31 agosto 2010

Getta cuccioli in fiume e si filma, è caccia alla "bestia"

Una ragazza bionda, con una felpa rossa, si piega e da un secchio di plastica prende un cucciolo di cane. Poi con violenza lo getta in un fiume. Una scena che viene ripetuta per altre tre, quattro volte, finché tutti i cani sono buttati in acqua. Immagini agghiaccianti che hanno fatto il giro del web e che hanno scatenato una caccia alla responsabile per fare in modo che questo folle gesto venga punito.

ATTENZIONE LE IMMAGINI DI QUESTO VIDEO POTREBBERO URTARE UN PUBBLICO SENSIBILE.

Cuccioli dall'Est seviziati e venduti malati

Nove persone, tra cui due veterinari, sono stati indagati per un traffico di cuccioli dalla Repubblica Slovacca. Strappati alle madri quando non avevano ancora due mesi, i cuccioli affrontavano un lungo viaggio in gabbie piccolissime, ammassati l'uno sull'altro e senza acqua, partendo dalla Repubblica Slovacca per arrivare in Italia. A Milano e a Torino, dopo aver sofferto altri maltrattamenti e sevizie, i cani venivano venduti a padroni ignari di ciò che avevano subito, con tanto di certificati falsi attestanti vaccinazioni che in realtà o non erano state mai fatte o erano irregolari. I cuccioli, soprattutto cagnolini di età inferiore a due mesi, ma anche gattini e altri animali, venivano trasportati  per lunghi tragitti in condizioni precarie. Poi, una volta arrivati negli allevamenti e nei negozi gestiti dagli indagati, venivano sottoposti a sevizie e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche. Tra gli indagati figurano anche due veterinari che avrebbero fornito certificati falsi per l'iscrizione all'anagrafe canina. In particolare, un medico si occupava dell’iscrizione non regolare presso l’anagrafe degli animali, consegnava farmaci per nascondere patologie e si occupava della vaccinazione antimalarica senza accertarsi se essa fosse già stata effettuata oppure no. Il secondo era addetto all’impianto del microchip, commissionato a un allevatore di Torino, e alla firma di libretti di vaccinazione totalmente in bianco. Così i gestori dei negozi potevano consegnare alla clientela cani con qualità diverse da quelle pattuite, con particolare riferimento all'età, alle condizioni di salute e alla provenienza geografica, guadagnando grazie alla differenza tra i prezzi praticati sul mercato tra cuccioli di provenienza italiana e dell'Est Europa.

Via: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/

domenica 29 agosto 2010

Caccia, si apre l'1 settembre

Il primo settembre riapre la caccia in quasi tutte le Regioni. Le pre-aperture, infatti, anticiperanno di una ventina di giorni il via regolare della stagione venatoria. Dopo il recepimento della normativa comunitaria, inoltre, la chiusura della stagione potrebbe passare dal 31 gennaio al 10 febbraio. Entrambe le decisioni sono contestate dalle maggiori associazioni ambientaliste, tra cui Wwf e Lipu, che hanno già annunciato il ricorso al Tar. Con la pre-apertura, si potrà sparare soltanto in due giorni: il primo e il cinque settembre, mentre in Puglia anche il 12. Quasi tutte le Regioni, a parte Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria, offrono questa possibilità. Ma i calendari veri e propri tardano ad arrivare, per evitare i ricorsi al Tar degli ambientalisti, con delibere che verranno pubblicate anche oltre il 28-29 agosto. Per questo alcune Regioni hanno deciso di affidare la pre-apertura alle singole province, come in Toscana, in Emilia-Romagna e in Lombardia. Per ora, rivela Patrizia Fantilli, responsabile dell'ufficio legislativo del Wwf, riferendosi ai ricorsi in programma, "ci siamo accordati su Veneto, che chiede ancora le deroghe per le peppole e i fringuelli, Lombardia, Toscana, Calabria e Abruzzo". Il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni, parla direttamente ai cacciatori, con un appello in extremis: "Non scendete in campo nei giorni della pre-apertura: ne gioverebbero la fauna e tutti i cittadini".

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/

sabato 28 agosto 2010

Proposta choc: ''Incenerire i cani contro il randagismo''

E' polemica sulle dichiarazioni, apparse ieri sul quotidiano l'Unione Sarda, di un consigliere regionale del Pdl, Gianfranco Bardanzellu, che ha proposto "di incenerire i cani per risolvere l'emergenza randagismo nel Comune di Olbia e nell'intero territorio della Regione Sardegna". Sconcerto è stato espresso dal sottosegretario alla Salute, con delega alla medicina veterinaria, Francesca Martini, che si è detta "profondamente indignata per una proposta così incivile''. Il sottosegrtario ha poi ricordato che ''nel nostro Paese l'uccisione degli animali d'affezione è un reato sanzionato penalmente". "Le leggi dello Stato di tutela dei cani - sottolinea in una nota la Martini - puniscono chi li abbandona, maltratta e uccide. Ritengo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle istituzioni, come dello stesso consigliere Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non istigare a commettere reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante". Per il sottosegretario, il problema del randagismo "non si può risolvere attraverso incivili mattanze di cani. Il randagismo è invece frutto delle inadempienze, della mancanza di controlli, dell'assenza di un'anagrafe canina efficiente e di seri interventi di sterilizzazioni. Tutti coloro che hanno a cuore gli animali, e in Sardegna sono moltissimi, contino sul mio personale impegno contro proposte di legge che possono solo far sprofondare il nostro Paese nel terzo mondo", conclude la Martini.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

venerdì 27 agosto 2010

Ghiacci resistenti al Polo Sud

L'aumento della temperatura terrestre sta facendo sciogliere i ghiacci del Polo Nord ad una velocità tale che ogni 10 anni essi diminuiscono del 10% la loro superficie. In questi giorni ad esempio, essi si estendono per 8,39 milioni di chilometri quadrati, ossia 1,71 milioni di chilometri quadrati al di sotto della media dell'area misurata tra il 1979 e il 2000. E si estendono per soli 260.000 kmq in più rispetto al 2007, anno in cui si ebbe il minimo assoluto. Al contrario invece, i ghiacci del Polo Sud stanno aumentando di circa l'1% per decade, anche se non in modo omogeneo. Studiosi americani provano a dare una risposta a uno dei maggiori paradossi climatici del pianeta. Jiping Liu, un ricercatore del Georgia Insitute of Technology, spiega che "Attualmente, con il crescere della temperatura terrestre si determina, tra l'altro, un aumento dell'evaporazione dei mari che circondano l'Antartide. Il vapore acqueo si trasforma in neve che precipita sul continente antartico e la quantità di tali precipitazioni produce un aumento di ghiaccio che è superiore a quello che viene sciolto al di sotto delle lingue glaciali che dalla calotta antartica arrivano in mare, in seguito all'aumento di temperatura di quest'ultimo". Altri ricercatori inoltre, avevano avanzato anche l'ipotesi che il buco dell'ozono abbia creato una circolazione di venti molto freddi che tengono l'Antartide ad una temperatura assai bassa, tale che l'aumento della temperatura globale del pianeta non riesce ad interessare il continente. Ma il fenomeno non è destinato a durare.

Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/

Muore donna ustionata da medusa, sotto accusa Caravella portoghese

Come suggerisce il suo nome, la 'Caravella portoghese' o Physalia Phisalis "e' una medusa che si lascia trasportare dal vento, grazie alla struttura 'a vela' del suo ombrello". Ma anche dopo il caso della 69enne morta sul litorale cagliaritano forse a causa della puntura di una di queste meduse, "non si puo' affermare che si tratti di una specie 'killer'. Se il contatto con la medusa avviene sul viso, o comunque vicino a un vaso sanguigno principale, le sostanze urticanti dell'animale possono entrare 'di colpo' in circolo, arrecando conseguenze serie, compreso lo shock anafilattico. Si tratta pero' di un evento che puo' verificarsi anche a seguito della puntura di una vespa o di un calabrone". 

A dirlo all'Adnkronos Salute e' l'etologo dell'Istituto superiore di sanita' Enrico Alleva. "Se una persona sa di essere esposta al rischio di shock anafilattico, perche' magari gia' sensibile nei confronti di insetti o comunque di altre sostanze - consiglia Alleva - deve fare piu' attenzione quando fa il bagno al mare. Il metodo classico e' quello di entrare in acqua solamente dopo aver dato un'occhiata in giro e, a mio parere, anche i bagnini dovrebbero essere informati sulle specie di meduse esistenti, sull'influenza delle correnti e sui primi interventi di soccorso necessari in caso di puntura". 

Sulla Physalia Phisalis "si sono avute delle segnalazioni sporadiche nel Mediterraneo settentrionale - aggiunge l'etologo - e si sa che si sposta piu' facilmente con il vento 'a favore'. Ma non esistono studi italiani di zoogeografia che consentano di monitorare la situazione e di prevedere l'evoluzione futura. Bisogna pero' considerare che le meduse sono in aumento anche a causa della diminuzione dei pesci 'predatori' come tonni e pescespada e che i nostri mari sono ormai pieni di creature 'aliene'.

Fonte: Adnkronos

mercoledì 25 agosto 2010

Piloni galleggianti nel futuro dell'eolico marino

Dopo l'installazione di un prototipo di pilone galleggiante lo scorso settembre posizionato 10 km al largo delle coste della Norvegia, la norvegese Statoil e il governo scozzese hanno annunciato la volontà di installare in Scozia il primo parco eolico galleggiante. Si tratta di turbine della potenza unitaria di 2,3 MW, con piloni altri 165 metri, di cui 100 sotto la superficie dell'acqua, con pale di 82 metri di diametro. Uno dei grandi limiti dell'energia eolica in mare era l'appoggio degli alti piloni sul fondo marino per evitarne il capovolgimento, per cui i parchi eolici non potevano essere installati su fondali profondi più di 60-70 metri. Quindi piloni vicini alla costa, ma la loro visibilità implica un elevato impatto ambientale, impedendo in pratica l'installazione di parchi eolici dove le coste hanno un alto valore paesaggistico. Ora però la tecnologia è in grado di superare questi limiti grazie ai piloni galleggianti che possono essere ancorati con cavi di acciaio e fluttuare sull'acqua con la parte inferiore cava. E quindi essere installati su fondali profondi fino a 700 metri, lontano dalla costa dove, tra l'altro, i venti sono più intensi. Il prototipo industriale di Hywind è in servizio al largo delle coste norvegesi da oltre un anno con performance che sono - secondo Statoil- al di là delle migliori aspettative di progetto. Statoil e le società pubbliche Scottish Development International e Marine Scotland stanno lavorando a stretto contatto con l'obiettivo di realizzare da 3 a 5 parchi eolici Hywind.

Fonte: http://www3.lastampa.it/ambiente/

Orso Dino ucciso e mangiato, nucleo polizia ambientale e forestale indaga

Sarebbe stato ucciso da un cacciatore in Val Capra, nei pressi di Gallio sull'altopiano di Asiago (Vicenza), l'orso Dino diventato famoso per le sue scorribande tra Veneto e Trentino. La testimonianza sarebbe stata fornita da un cacciatore che dopo l'uccisione sarebbe stato invitato ad un banchetto a base di spezzatino d'orso. Declinato l'invito ha poi raccontato la storia al quotidiano 'il Giornale di Vicenza'.

Sulla base di queste notizie e di nuovi particolari il Nipaf (Nucleo investigativo polizia ambientale e forestale) ha inviato un'informativa alla Procura di Bassano (Vicenza) e aperto un'inchiesta per appurare quanto accaduto, le modalità dell'uccisione e i colpevoli. L'Enpa dell'Altopiano sta inoltre valutando con i propri uffici legali di Roma quale linea mantenere nei confronti dei bracconieri che avrebbero eliminato l'animale al termine di una ennesima razzia.

Anche il sindaco di Gallio, Pino Rossi, ha espresso la sua indignazione, per un gesto che macchia l'immagine della gente dell'Altopiano: «La rabbia per quella notizia si è diffusa velocemente domenica mattina in piazza Italia. Molti cittadini mi hanno fermato chiedendomi di fare qualcosa per tutelare l'immagine di Gallio e perché il nostro paese non può essere accomunato a gente che uccide l'orso Dino».

Il Nipaf, composto da 75 strutture con sede presso i Comandi Provinciali in tutti i territori provinciali di competenza e in raccordo con le strutture territoriali competenti, svolge le seguenti funzioni: effettua l'attività investigativa d'iniziativa o su delega dell'Autorità Giudiziaria, in particolare su fenomeni di rilievo di criminalità ambientale; supporta i Comandi stazione nelle indagini di particolare complessità o rilevanza; valuta e raccoglie informazioni in merito ai fenomeni criminosi, avvalendosi anche delle strutture del Corpo forestale presenti a livello provinciale.

Via: Adnkronos

sabato 21 agosto 2010

Nuova Zelanda: 73 balene spiaggiate, è corsa contro il tempo

Lotta contro il tempo in Nuova Zelanda: 73 balene della specie Globicephala si sono arenate a Karikari Beach, sulla costa nord. Almeno 58 sono gia' morte, i soccorsi sono impegnati per salvare gli animali sopravvissuti, una quindicina. Per Carolyn Smith, del dipartimento per l'ambiente, le balene si sono arenate nel corso della notte e per questo molte sono morte. Nella zona infuria anche il maltempo che rende piu' difficili le operazioni dei soccorritori. Le operazioni per salvare gli altri 15 cetacei, del peso di 1.500 chilogrammi ciascuno, sono partite di prima mattina presto, grazie anche all'utilizzo di un macchinario speciale dotato di una lunga gru. A rendere difficili le operazioni di soccorso sono le forti piogge che si sono abbattute in questi giorni nell'area intorno alla spiaggia. Kimberly Muncaster, direttore generale del Project Jonah che si occupa di soccorso alle balene, ha detto che le quindici sopravvissute sono in "pessime condizioni". In Nuova Zelanda sono frequenti gli spiaggiamenti di massa di cetacei, le balene si trovano qui di passaggio durante la loro migrazione da e per le acque dell'Antartide. Gli scienziati non sono ancora riusciti a determinare il motivo per cui le balene si arenano. Sempre a Karikari Beach, un gruppo di 101 cetacei si spiaggiò nel 2007.

Fonte: http://notizie.virgilio.it/esteri/

Ue, stop all'importazione di pelli e prodotti derivati dalle foche

E' entrato in vigore il divieto di importare in Europa pelli e prodotti derivati dalle foche. L'Ue in questo modo permette la vendita, non a scupo di lucro, solo dei prodotti della caccia tradizionale Inuit. Il legislatore comunitario ha riconosciuto che "le foche sono esseri senzienti che possono provare dolore, angoscia, paura e altre forme di sofferenza" e quindi è stato predisposto lo stop. Gli Innuit sono uno dei popoli che abita l'Artico e che vive proprio grazie ai prodotti che ottiene dalla caccia alla foca: cibo e pellicce sono fondamentali per la sopravvivenza in mezzo a questi ghiacci. Per questo motivo gli Inuit avevano presentato ricorso per il bando, stabilito dall'Unione Europea nel 2009, ritenendolo dannoso per la loro economia. Per evitare di mettere a rischio il sostentamento di queste popolazioni l'Ue ha ritenuto necessario "eliminare gli ostacoli al funzionamento del mercato interno mediante l’armonizzazione a livello comunitario dei divieti nazionali" ma ha disposto il divieto di qualsiasi attività con finalità commerciali che abbiano come oggetto di lucro prodotti derivati dall’uccisione delle foche tranne che dei prodotti che arrivano dalle comunità Inuit.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/

venerdì 20 agosto 2010

La Sicilia non vuole le trivelle

Continua la minaccia per la probabile costruzione di nuove piattaforme per le trivellazioni in mare al largo delle coste siciliane, nelle zone sud-occidentali della Sicilia. Ma i sindaci dei comuni costieri della Sicilia Meridionale e Occidentale non stanno a guardare. E si mobilitano riunendosi in seduta straordinaria nella città di Sciacca, su convocazione dell’Assessore al Territorio e Ambiente Giovanni Roberto Di Mauro, per discutere. Tra le preoccupazioni dei sindaci sta, in primis, il pericolo di una concreta minaccia agli insediamenti e alle risorse naturalistiche. Secondo la relazione stilata dal consiglio dei sindaci infatti, pare che lungo le coste, nell’arco di tempo che va dal 2002 al 2010, siano state presentate al ministero dello Sviluppo Economico più di 40 richieste di permessi di ricerca Idrocarburi in mare. 

Autorizzazioni che insistono su un’area superiore ai 20mila kmq coinvolgendo un territorio che va da Trapani a Siracusa. E pare che ad oggi ben 20 su 40 concessioni abbiano ricevuto il via libera da parte dei ministeri competenti. E i comuni si sono riuniti e hanno firmato una mozione, approvata in Assemblea regionale all’unanimità e inviata al Presidente della Repubblica e alle massime autorità, per costituire un Organo di Coordinamento che “persegua lo scopo di impedire l’effettuazioni di ricerche petrolifere su tutto il Territorio ed il Mare di Sicilia”. Pur avendo sulla vicenda solo un parere non vincolante, le autorità siciliane sono determinate ad andare fino in fondo alla vicenda.

Fonte: TGCom
Articolo di Giuditta Avellina

giovedì 19 agosto 2010

Il Belgio sterilizzerà un milione di gatti

Un piano di sterilizzazione dei gatti, per controllare l'elevata popolazione felina. Lo ha varato in Belgio la cellula Benessere animale del Servizio pubblico federale (Spf) del ministero della Sanità. Il piano, come riportato dagli organi di informazione, non è però che alla fase progettuali visto che il finanziamento della sterilizzazione pone ancora dei problemi per i rifugi. Lo ha confermato il dottor Terclavers, un responsabile di Spf. La popolazione felina in Belgio aumenta annualmente del 6 per cento. Un aumento che comporta anche un numero crescente di abbandoni e di eutanasie. Lo scorso anno, sono state oltre 13mila le eutanasie che hanno dovuto essere praticate. D'altra parte, l'aumento del numero di gatti randagi incrementa il rischio di diffusione di malattie contagiose. La sterilizzazione sistematica dei gatti pone tuttavia notevoli problemi finanziari. "Il piano è positivo dal punto di vista della salute animale ma nell'immediato è finanziariamente impossibile da realizzare", ha sottolineato Sebastien de Jonge, dell'associazione senza fini di lucro Sans collier, "Non si possono chiedere 150 euro a chi adotta l'animale per finanziare la sua sterilizzazione". Anche la cellula "Benessere animale" si è detta consapevole che questo piano possa presentare problemi, in particolare per i rifugi che accolgono numerosi felini.

Fonte: http://www.apcom.net/

mercoledì 18 agosto 2010

Spiagge a rischio per il crollo delle falesie

La caduta di massi a Lipari, a causa del terremoto nelle Eolie, ha riportato l'attenzione sul rischio frane che minaccia d'estate molti bagnanti. Secondo il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri ''sono a rischio tutte le spiagge con coste alte e scoscese, le cosiddette falesie, friabili per la loro origine calcarea. Ce ne sono ovunque in Italia. I crolli minacciano tutti i promontori come ad esempio il Conero. Serve una svolta nella manutenzione del territorio - continua Venneri - sono a rischio soprattutto le spiagge del levante Ligure, dell'Arcipelago Pontino con Ponza, Palmarola e Ventotene". "Nella classifica, a seguire - aggiunge - proprio le Eolie, alcuni tratti del litorale tirrenico calabrese, dell'Adriatico sopra Otranto ed il Gargano. La falesia è una costa rocciosa con pareti a picco, alte e continue. Si distinguono falesie "morte" o inattive, separate dal mare dalla spiaggia, e falesie "vive" o attive, battute direttamente dal mare, come nel caso delle falesie di Duino. Ogni falesia può avere differenti caratteristiche e varia in base alla tipologia di roccia di cui è composta, come per esempio granito, calcare, arenaria etc. Ed un nuovo smottamento si è verificato a 200 m a nord di Valle Muria, la zona di Lipari dove parte della parete rocciosa e' caduta per il sisma. L'evento non e' dovuto ad attivita' sismica ma a un cedimento del costone. A notare i primi cedimenti e' stata una motovedetta dei Carabinieri che stava effettuando un sopralluogo, facendo allontanare tutti i natanti. 'La regione sosterra' Bertolaso, secondo il quale non sono stati osservati alcuni divieti', ha detto l'assessore Strano.


Via: http://www.ansa.it/web/

Mucche decapitate spiaggiate in Sicilia

Provengono da navi fattorie (quelle navi che trasformano il pescato in prodotto finito), le mucche morte trovate sulle spiagge della riviera Ionica tra Taormina (Messina) e Aci Castello (Catania). Sono finora una decina i bovini, tutti 'pezzati' di razza Frisona, recuperati dalla Capitaneria di porto. Alcuni degli animali sono stati trovati con le teste mozzate, probabilmente, ha ipotizzato Angela Carbone, veterinaria dell'Azienda sanitaria provinciale di Giarre, per evitare di risalire, tramite i chip di identificazione al proprietario del bestiame. “E’ possibile - osserva - che la moria dei capi sia avvenuta a bordo di una nave e che l’equipaggio si sia disfatto delle mucche gettandole in acqua dopo avere mozzato loro la testa per impedire di risalire al carico”. Dalla Capitaneria di porto di Catania confermano però il ritrovamento di un chip che porterebbe a un allevamento francese. Indagini sono in corso per verificare su quale nave fattoria le mucche si trovavano e se siano cadute o se siano state gettate in mare.

Via: http://www.ansa.it/web/

martedì 17 agosto 2010

Firenze, si cerca tigre nei boschi

Sono iniziate le ricerche di una tigre nei boschi della Rufina (Firenze). Il felino, secondo quanto raccontato da un cercatore di funghi e una donna, sarebbe stato visto più volte nella zona. I carabineiri hanno posizionato esche con trappole fotografiche: marchingegni dotati di fotocellule che scattano foto al passaggio degli animali attratti dal cibo. L'obiettivo è trovare una prova e, in quel caso, circoscrivere l'area delle ricerche. Nella battuta sono impiegati anche cani e un elicottero. Dopo le testimonianze di chi ha detto di aver visto la tigre nel cortile di casa, i militari hanno raccolto anche quella di un abitante del paese che ha detto di aver udito, due notti fa, strani rumori simili a dei ruggiti e quella di un'altra persona che, nei giorni scorsi, avrebbe notato le impronte del felino. Alle ricerche stanno prendendo parte una sessantina di persone. Oltre ai carabinieri, partecipano guardie del corpo forestale, agenti di polizia municipale e provinciale, e volontari. Le testimonianze di chi ha avvistato il felino sono giudicate "attendibili" dai carabinieri, ma qualcuno dubita. Nessuno, infatti, ha fino ad ora denunciato la fuga di una tigre. A Palermo a giugno era stata avvistata una pantera. Inutili i tentativi di catturarla.

lunedì 16 agosto 2010

Un paradiso sommerso vicino la foce del Sarno

Banco di Santa Croce è uno straordinario paradiso sommerso, che ospita il famoso Corallium Rubrum (corallo rosso) del Mediterraneo, spugne e gorgonie, a pochi chilometri dalla foce di un fiume che soffre per la presenza di veleni sversati da concerie e insediamenti industriali. Questo miracolo della natura si trova alle porte della costiera sorrentina. "Si tratta di una miniera di biodiversita' - spiega Valerio Zupo, ricercatore della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli - stranamente collocata vicino ad una delle aree piu' inquinate d'Europa, la foce del fiume Sarno in Campania, ricca di nutrienti organici ma anche di fanghi tossici, nonostante i tentativi di ripristino dell'equilibrio ecologico. Grazie ad una particolarissima combinazione di correnti, - afferma l'esperto - la maggior parte degli inquinanti precipita alla foce, mentre quella che galleggia viene spinta al largo. A rimanere sono i nutrienti organici, che innescano la rete trofica locale e danno nutrimento a forme di vita: fra pesci e piante, abbiamo classificato poco meno di duemila specie". Qui abitano anche pesci e crostacei. "Non mancano gamberoni, aragoste e polpi, - spiega l'esperto - ma anche pesci, come cernie, scorfani, saraghi, tagri e tordi verdi". Su proposta dell'associazione Marevivo, l'area e' gia' da tempo zona di tutela biologica e quindi e' vietata, nel raggio di 300 metri, qualsiasi attivita' di pesca, sia professionale sia sportiva. Con la cessione del demanio marittimo alle Provincie e quindi ai comuni interessati, "Marevivo - spiega Rosalba Giugni, presidente dell'associazione - in collaborazione con il comune di Vico Equense, vuole istituire un'oasi per tutelare e monitorare l'area del Banco di Santa Croce".

Fonte: http://www.ansa.it/web/

Donna sfrattata abbandona in casa il cane che muore di stenti

Pochi giorni prima dell’esecuzione dello sfratto intimato da tempo, una donna di Ca’ di David, frazione di Verona, ha lasciato l’appartamento abbandonando all’interno un cane e un gatto. L’intervento dei vigili urbani avvenuto pochi giorni dopo su sollecito della proprietaria dell’immobile non ha permesso di salvare la vita al cane, morto tra le braccia del veterinario. ”Un gesto di inaudita crudeltà - ha commentato il sindaco di Verona, Flavio Tosi - un gesto disumano che andrà perseguito secondo la legge”. Dall’incuria dell’affittuaria, da quanto rilevato dalla polizia locale, non si è salvato nemmeno l’appartamento ritrovato in condizioni pessime. Abbandonare il proprio cane è, non solo un atto amorale, ma addirittura un reato previsto e punito dalla Legge. Il fenomeno dell’abbandono degli animali da compagnia assume purtroppo, nell’imminenza della partenza per le ferie estive, proporzioni sempre più preoccupanti. E benché sia un reato, punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 135.000 animali tra cani e gatti e circa l’80% muore in incidenti, per malattia o di stenti. Circa 600 mila cani vivono rinchiusi nelle gabbie dei canili o da randagi insieme a 2,6 milioni di gatti (fonte: Ministero della Salute) che rischiano di morire di fame, di sete o per incidenti. Pochissimi troveranno una famiglia adottiva.

Via: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/

domenica 15 agosto 2010

Terranova e labrador salvano bagnanti in difficoltà

Uno splendido esemplare di Terranova ha salvato , riportandoli a riva, due turisti, padre e figlia che si erano trovati in difficoltà nel mare grosso di Porto Santa Margherita a Caorle (Venezia). L'intervento di Liuba, come si chiama il cane, accompagnato dal suo istruttore Alessandro Del Fato, è stato risolutivo per salvare i due turisti dell'est, rimasti anonimi. "Arrivavano onde di un paio di metri - ha spiegato l'istruttore appartenente al gruppo volontari delle unità cinofile da salvataggio - e ho capito che c'erano persone in difficoltà". Ed un labrador da salvataggio della Società italiana cani da salvataggio ha salvato la vita ad una donna di 45 anni che oggi stava affogando nello specchio di mare prospiciente Tarquinia (Viterbo). La donna, romana di 45 anni, è stata trascinata al largo dalla corrente e il mare, forza 2, non le ha consentito di rientrare. I due bagnini e il labrador l'hanno raggiunta e hanno faticato non poco per riuscire a trasportarla a riva.

Fonte:  http://www.ansa.it/web/

Il mare è in pericolo: il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto

Con lo slogan "Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto" parte in questi giorni la nuova campagna del WWF a tutela del "mare nostrum", a cui tutti possono dare il loro contributo.  Di tutti gli oceani del pianeta, il mar Mediterraneo occupa meno dell'1% ma è un piccolo gioiello, che ospita una biodiversità straordinaria: 8500 specie, vale a dire il 7.5% di tutte le specie marine. Un quarto delle specie presenti vive solo qui. La prima settimana della Campagna è dedicata ad una specie particolarmente minacciata: la tartaruga marina. 

Nel Mediterraneo le aree marine protette ben gestite sono considerate unanimemente i migliori strumenti per preservare la biodiversità e per questo il WWF Italia diffonde le migliori pratiche di gestione grazie al sostegno di Costa Crociere. Le attività progettuali si svolgono in Italia nell’Area Marina protetta di Miramare (Trieste) , in Spagna in quella di Cabrera, in Francia a Cap d’Agde, e in Tunisia nell’area marina protetta de La Galite e mirano a creare una rete di Aree marine protette efficacemente gestite per meglio tutelare la biodiversità.


Via: L'Unità

Wwf: gli stabilimenti balneari sono un furto all'ambiente


Quasi un quarto della costa italiana idonea per la balneabilità, ovvero 900 km su 4.000 km complessivi, è occupata da 12.000 stabilimenti: una media di uno stabilimento ogni 350 metri con un'occupazione complessiva di circa 18 milioni di metri quadri, che ai gestori costano un canone di appena 50 centesimi al mese per metro quadro. E' la denuncia del nuovo dossier 'Sabbia: l'oro di tutti a vantaggio di pochi' del Wwf Italia che a sostegno della tutela del mare e delle coste ha lanciato la campagna 'Il Mediterraneo ti sta chiedendo aiuto'. Nello studio il Wwf denuncia anche gli "introiti enormi" e "in gran parte irregolari" degli stabilimenti "a fronte solo 103 milioni di euro d'incasso per lo Stato". 

Il Wwf evidenzia inoltre gli impatti sull'ambiente degli stabilimenti, "spesso vere e proprie cittadelle di servizi e strutture permanenti" con piscine, negozi, centri benessere, parcheggi situati anche in ambienti delicatissimi come le dune costiere. "La proliferazione degli stabilimenti - commenta il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni - spesso irregolare e scandalosamente 'economica' per i gestori, insieme alla cementificazione selvaggia, agli abusi e alle situazioni di degrado che caratterizzano il litorale 'libero', hanno sottratto alla natura e alla libera godibilità di tutti le nostre bellissime coste, un vero e proprio 'furto' di ambiente e di paesaggio che hanno impatti e conseguenze spesso irreversibili". 

Per questo, secondo il presidente, "per fermare questo scempio, dobbiamo al più presto uscire dalla logica speculativa e privatistica con cui è stato gestito il patrimonio di tutti e rientrare nell'alveo dove le prime cose che si tengono in considerazione sono gli interessi collettivi e, tra questi, la tutela dello straordinario patrimonio ambientale costituito dalle nostre spiagge" conclude.

Fonte:  Adnkronos

sabato 14 agosto 2010

Pipistrelli vampiri in Perù, 4 morti

Stanno mietendo vittime fra i più piccoli gli attacchi dei pipistrelli vampiri che si stanno verificando nell'Amazzonia peruviana. Almeno 500 persone le persone morse, morti quattro bambini. Gli attacchi hanno avuto luogo nel villaggio di Uraqusa, nel nord-est del Paese, dove vive la tribù indigena Aguajun. Le vittime sono state uccise dalla rabbia e le autorità hanno inviato ai capi tribù forniture mediche e vaccini. Il ministero della Salute ha riferito che il 97% delle persone morse dai pipistrelli vampiri è stato già vaccinato. Alcuni abitanti hanno rifiutato il vaccino. Nelle ultime settimane nell'isola di marajò, alla foce del Rio delle Amazzoni, sono morte 15 persone tra cui un bambino. Le autorita' della regione hanno inviato 1.500 vaccini antirabbici. I pipistrelli vampiri attaccano le persone nel sonno, precisano i media locali. Secondo alcuni esperti, il fenomeno e' legato alla deforestazione. I pipistrelli vampiri solitamente attaccano solo animali selvatici o bestiame, ma, in aree in cui il loro habitat e' stato distrutto, possono anche prendere di mira esseri umani. Altri pero' ipotizzano che la causa potrebbe anche essere le temperature al di sotto della media registrate negli ultimi anni nell'Amazzonia peruviana.

Via:  http://www.libero-news.it/

venerdì 13 agosto 2010

Aidaa, aumentano abbandoni e fughe di animali esotici

Aumentano gli abbandoni di animali esotici nel periodo giugno-luglio. Infatti, le segnalazioni pervenute al telefono amico di Aidaa relative all'abbandono di animali esotici e' aumentata del 22,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando dai 1.576 avvistamenti segnalati nel 2009 alle attuali 1.930 segnalazioni. In particolare, gli avvistamenti riguardano tartarughe d'acqua abbandonate lungo i corsi d'acqua o nei laghetti, pesci tropicali rinvenuti nei torrenti o nei canali di irrigazione, ma sono in forte aumento anche le segnalazioni relative ad animali selvatici in particolare volatili che finiscono poi per essere ospitati nelle riserve o nelle oasi delle associazioni animaliste e protezionistiche. Crescono a dismisura anche le segnalazioni che arrivano prevalentemente dalle grandi citta' relative al ritrovamento o l'avvistamento di iguane e serpenti di varie specie. Notizia curiosa nei parchi di diverse citta' sono stati avvistati anche degli scoiattoli grigi. Ma il dato sicuramente piu' allarmante e' l'aumento di segnalazioni e di ritrovamenti di serpenti in particolare pitoni albini che fuggono come accaduto a Milano ed in queste ore in provincia di Parma o che vengono utilizzati in maniera impropria.

Giappone, nati due gemelli di panda gigante

Due gemellini di panda gigante sono venuti alla luce ieri nella Prefettura di Wakayama, in Giappone. Ne ha dato notizia il centro di Chengdu, una delle riserve nate in Cina per cercare di conservare la specie, che lavorano nel parco giapponese. I due fratellini, un maschio e una femmina, pesano rispettivamente 158 grammi e 123 grammi: il maschietto è nato un'ora prima della sorellina. "I piccoli e la mamma, Liang Bin, stanno bene", ha assicurato Chengdu nel comunicato. Liang Bin, che ha dieci anni e aveva già avuto una coppia di gemelli, è figlia di Mei Mei, una femmina di panda venuta dalla Cina. Yong Ming, anche lui originario dell'Impero di Mezzo, è il padre dei neonati. Cina e Giappone hanno dato vita ad un programma per l'allevamento dei panda giganti nel 1994, dopo la nascita di 12 cuccioli. La Cina ha concordato diversi programmi simili anche con gli Stati Uniti e alcuni Paesi europei ma sempre con una clausola ferrea: tutti i panda nati all'estero restano di proprietà cinese. Intanto il Sichuan sta conoscendo un boom delle nascite che allontana sempre più lo spettro dell'estinzione per questa specie: 16 cuccioli hanno visto la luce dall'inizio dell'anno a Chengdu e nel centro di Wolong. E sempre a Wolong nei prossimi due mesi è attesa la nascita di altri due piccoli.

Fonte: http://www.apcom.net/

domenica 8 agosto 2010

Clima: opzioni su tavolo da Bonn per ridurre

Ridurre le opzioni sul tavolo dei negoziati sul clima: è questo l'appello lanciato oggi dal nuovo segretario esecutivo della Unfccc (Convenzione quadro dell'Onu sui cambiamenti climatici), Christiana Figueres, al termine dei lavori conclusi a Bonn, ai quali hanno partecipato i rappresentanti di 175 governi. L'attesa svolta, in vista della prossima conferenza Onu di Cancun che si terrà dal 29 novembre al 10 dicembre, di fatto non c'é stata. Ma secondo Figueres, in Messico potranno comunque essere prese una serie di decisioni, come impegni per la gestione e l'allocazione dei fondi per la lotta contro i cambiamenti climatici e l'incremento del trasferimento di tecnologia, specialmente per i Paesi più poveri e vulnerabili. Sul fronte del gruppo di lavoro sul nuovo accordo post Kyoto invece, il problema è ancora quello di trovare un metro comune di riferimento sui nuovi impegni di riduzione, ma anche questioni come il raccordo fra i crediti di CO2 già acquisiti e quelli da far valere nel nuovo protocollo. "Per raggiungere risultati a Cancun - ha concluso Figueres - i governi devono ridurre in maniera radicale le opzioni sul tavolo". Un'opportunità potrebbero essere gli incontri di alto livello previsti a settembre a New York e a Ginevra, prima dell' ultimo round dei negoziati, dal 4 al 9 ottobre a Tianjin, in Cina.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/

"Ma il mare non vale una cicca?", campagna di Marevivo anche in provincia

Il 7 e 8 agosto torna la campagna nazionale di Marevivo contro l’abbandono dei mozziconi in spiaggia. Sono oltre 30 le spiagge della Sicilia interessate dalla distribuzione di posacenere portatili, tra cui otto arenili agrigentini. L’associazione ambientalista Marevivo, in collaborazione con Jti, Japan Tobacco International, lancia la seconda edizione della campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e del Corpo delle Capitanerie di Porto e con il supporto del Sindacato italiano balneari. La campagna ha l’obiettivo di contrastare l’abitudine di disperdere nell’ambiente i mozziconi di sigarette e di sollecitare comportamenti eco-sostenibili. Per far questo l'associazione distrubuirà gratuitamente oltre ottantamila posacenere portatili.

Fonte: http://www.agrigentonotizie.it/

Unesco aggiunge due nuovi siti a Patrimonio Umanità

L'Unesco ha aggiunto due nuovi siti al patrimonio Mondiale dell'Umanità: si tratta dell'altopiano centrale dello Sri Lanka e del Parco nazionale marino di Papahanaumokuakea, nello stato americano delle Hawaai. Gli altopiani cingalesi, spiega l'Unesco in un comunicato, rappresentano "una straordinaria varietà di flora e fauna, tra cui numerose specie a rischio, e un focolaio di biodiversità"; quanto al parco hawaiano, si tratta di "un ambiente ancestrale e un esempio del concetto di parentela fra gli esseri umani e il mondo naturale". Con le due ultime scelte il numero di siti considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità sale a 892. Il 31 luglio scorso l'Unesco aveva invece aggiunto il Parco Nazionale delle Everglades e le foreste tropicali del Madagascar alla lista dei siti considerati Patrimonio dell'Umanità e ritenuti oggi a rischio. Le Everglades, che costituiscono l'habitat di 20 specie a rischio di estinzione, sono state presenti nell'elenco dal 1993 al 2007 perché grandi quantità di acqua erano state drenate dalla zona per la fornitura idrica dei centri urbani vicini; il Parco della Florida è finito di nuovo nella lista per l'identico motivo. Quanto alle foreste della regione di Atsinanana, sono state inserite nell'elenco a causa del disboscamento illegale e della cattura di esemplari di specie rare di lemuri, animali la cui presenza è di fatto limitata al Madagascaar.

Fonte: http://www.apcom.net/

Certificati antimafia per le autorizzazioni ambientali

“Per il rilascio di autorizzazioni di protezione ambientale d’ora in poi sara’ necessaria l’acquisizione preventiva del certificato antimafia”.E’ quanto previsto in una direttiva che l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Roberto Di Mauro, ha inviato al Dirigente Generale del Dipartimento dell’Ambiente, Sergio Gelardi, per garantire “le azioni di controllo preventivo e di sostegno alle imprese operanti nel settore soggetto alle Autorizzazioni Ambientali”. Di Mauro ritiene che si debbano adottare le previsioni del Protocollo di legalita’ Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel rispetto della piena trasparenza che e’ azione cardine del governo Lombardo.

Fonte: http://www.canicattiweb.com/

mercoledì 4 agosto 2010

Ars, unanime contro le trivellazioni in Sicilia

Palermo, 4 ago. (Adnkronos) - L'Assemblea regionale siciliana, presieduta da Francesco Cascio, ha approvato una mozione, sottoscritta dai deputati del Pd, primo firmatario Vincenzo Marinello, da Francesco Musotto del Mpa e da Cateno De Luca del Gruppo Misto, in difesa del territorio della Sicilia dai "gravi rischi ambientali derivanti dalle ricerche e dalle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi". Il documento ha ottenuto anche il "si" del governo regionale, rappresentato dall'assessore al Territorio e all'ambiente, Roberto Di Mauro. Via libera anche a un ordine del giorno, presentato da Giulia Adamo, presidente del Gruppo Sicilia, con il quale il governo siciliano si impegna ad adottare tutti gli interventi necessari per evitare la costruzione di una piattaforma petrolifera al largo di Favignana. L'Aula ha approvato all'unanimita' con 52 voti la modifica di un articolo del regolamento interno del Parlamento siciliano, che consente di recepire piu' celermente le modifiche definite, di volta in volta, dal Senato riguardanti lo status del parlamentare. E' stato incardinato in Aula il disegno di legge sulle modifiche da apportare alla normativa regionale sugli interventi per l'eliminazione di carcasse di animali. Il presidente Cascio ha aggiornato i lavori di Sala d'Ercole ad oggi, alle 16, con all'ordine del giorno la discussione dei disegni di legge gia' indicati nel programma definito dalla conferenza dei capigruppo e le comunicazioni del governo sulla situazione della finanza regionale alla luce, anche, degli affetti della manovra economica nazionale.
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