sabato 31 luglio 2010

Siti a rischio per l'uscita delle Galapagos dalla lista Unesco

L'Onu ha tolto le isole Galapagos dalla lista dei siti a rischio, grazie agli sforzi compiuti dal governo dell'Ecuador per proteggere la biodiversità dell'arcipelago. Il comitato dell'Unesco sui patrimoni mondiali ha deciso con 15 voti a favore e quattro contrari di rimuovere le Galapagos dalla lista dei luoghi minacciati da pericoli ambientali o da sfruttamento eccessivo. "E' importate riconoscere gli sforzi compiuti dal governo ecuadoregno per preservare questo patrimonio" ha detto Luiz Fernando de Almeida, capo della delegazione brasiliana, che ha proposto la mozione in una riunione a Brasilia. Il governo di Quito ha accolto con favore la decisione, ma qualche ambientalista è perplesso. L'amministrazione del presidente Rafael Correa ha affrontato problemi seri nell'arcipelago, ma è presto per cantare vittoria, dice Johannah Barry, responsabile di Galápagos Conservancy, un gruppo di ricerca con sede in Virginia. "La crescente presenza umana nella Galápagos, sia di turisti sia di residenti, metta a rischio al biodiversità. L'introduzione di malattie, di piante e animali invasivi sono tutti fattori che vanno affrontati subiti e in modo aggressivo. Ritengo che la decisione sia prematura e spero non segnali un abbassamento della guardia" dice Barry. La catena di isole vulcaniche nel Pacifico, 600 miglia al largo delle coste dell'Ecuador, ospita specie endogene, come la tartaruga gigante, che hanno ispirato le teorie di Charles Darwin sull'evoluzione. Una popolazione permanente di circa 30.000 persone, raddoppiata negli ultimi dieci anni,a cui si aggiunge un esercito di 190.000 turisti ogni anno, ha alimentato timori sull'inquinamento. I nuovi abitanti hanno portato con loro specie animali invasive, come insetti, gatti, topi, mucche e formiche rosse, che minacciano un habitat evoluto in totale isolamento per millenni.

Fonte: Apcom/Nuova Europa

sabato 17 luglio 2010

Legambiente: 100.000 tonnellate di rifiuti smaltite illegalmente

''Le forze dell'ordine e la magistratura hanno sgominato ancora una volta un mega traffico di rifiuti speciali, un business da milioni di euro per un'organizzazione malavitosa ramificata in mezza Italia. Vogliamo ribadire il ruolo fondamentale delle intercettazioni per effettuare questo tipo di indagine: contro le ecomafie sono un'arma preziosissima che sarebbe criminale spuntare''. Così Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, sull'operazione 'Ragnatela' condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e coordinata dalla procura di Napoli, che ha sgominato un'organizzazione criminale con base nelle Marche e diramazioni in Campania, Lombardia, Puglia, Abruzzo, Lazio e Sicilia. Il presidente di Legambiente Marche, Luigino Quarchioni, sottolinea come le Marche, al centro di questa inchiesta, si stiano rivelando un importante crocevia per il traffico di rifiuti in Italia. E Legambiente ricorda i numeri dello smaltimento illegale e la rilevanza del lavoro portato avanti negli ultimi sei mesi contro il traffico di rifiuti: 17 le inchieste, 37 le ordinanze di custodia cautelare emesse, 500 le persone denunciate e 63 le aziende coinvolte. Coinvolti anche 4 Stati esteri: Bulgaria, Germania, Ungheria e Africa. Dal 2002 a oggi sono, invece, 159 le inchieste sui traffici illeciti di rifiuti, 1.035 gli arresti, 3.064 le denunce e 646 le aziende coinvolte. Nell'inchiesta, aggiunge Ciafani, ''rientrano scarti del petrolchimico di Gela, fanghi e altre sostanze tossico nocive provenienti da impianti industriali.".

Fonte: Adnkronos

domenica 11 luglio 2010

Nucleare: Goletta Verde approda a Termoli, il Governo accelera

No al nucleare e al petrolio, sì alle energie rinnovabili e allo sviluppo sostenibile. Questo il messaggio lanciato da Goletta Verde, approdata a Termoli per la sua ottava tappa sul litorale italiano. Per Legambiente, che ogni anno col suo battello ambientalista

domenica 4 luglio 2010

Abbandono animali, al sud la maglia nera

Siamo alle grandi partenze e, secondo gli ultimi dati dell'Aidaa, gli abbandoni dei cani, nel primo semestre 2010, sono in diminuzione del 32%, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Secondo l'associazione di Lorenzo Croce, nelle regioni del Nord la percentuale tocca quasi il 55% mentre nelle regioni del centro sud la situazione è addirittura peggiorata. Nel Lazio, in Campania, in Sicilia e in Puglia si registra un incremento degli abbandoni, specialmente dei cuccioli, che si aggira attorno al 12% rispetto allo scorso anno. Sempre nelle regioni meridionali si verifica il maggior numero di avvistamenti di cani vaganti che vengono segnalati al «telefono amico» Aidaa, mentre al Nord questi sono in netta diminuzione. A fronte di questa situazione, vi sono regioni dove l'abbandono dei cani è pressoché sconosciuto, come in Valle d'Aosta, Trentino e gran parte della Lombardia. Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa, dichiara: «La situazione è migliorata rispetto al passato, ma meno di quanto avevamo previsto. Se al nord abbiamo una diminuzione degli abbandoni del 20-25% rispetto all´anno scorso, al centro la situazione rimane stabile, mentre al sud è davvero critica, soprattutto in Puglia, Sicilia, Lazio, Campania e Calabria. Qui gli abbandoni sono in crescita perché i canili non bastano e spesso sono dei lager. Dei 1800 canili italiani non in regola, ben 1500 sono concentrati nel Meridione».
"Io l´ho visto" è il titolo della campagna promossa dall´Aidaa contro l´abbandono dei cani. Dal 23 luglio al 30 agosto, seicento volontari saranno impegnati in tutta Italia. Quattro milioni di famiglie, stima l´Aidaa, si sposteranno durante l´estate e i cani a rischio abbandono sono 150 mila. «Il problema è che, oltre alle spiagge libere - conclude Croce - degli 8mila chilometri di costa italiana, solo 300 sono attrezzati per ospitare animali. Chiediamo quindi che ci siano più spiagge dove poter portare gli animali e sanzioni più severe per chi li abbandona».
Via: La Repubblica
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