venerdì 14 maggio 2010

Marea nera, perdita 12 volte maggiore delle stime

Le autorità Usa hanno dato via libera ad una serie di trivellazioni petrolifere, in particolare in Alaska e nel Golfo del Messico, senza tutti i permessi necessari richiesti dalla legge in vigore. Lo scrive oggi il New York Times, secondo cui l'agenzia federale che dà i permessi, il Minerals Management Service (Mms), ha autorizzato trivellazioni senza il via libera del National Oceanic Atmospheric Administration (Noaa), l'agenzia responsabile per la protezioni delle specie minacciate e per i mammiferi marini, e in alcuni casi nonostante il Noaa avesse avvertito del potenziale impatto del pozzo sull'ambiente. Secondo il Nyt, tra i permessi in questione ce ne sarebbe uno destinato ad uno dei pozzi scavati dalla Deepwater Horizon, la piattaforma delle Bp esplosa il 20 aprile provocando la morte di 11 operai ed una marea nera che potrebbe essere senza precedenti.

Dalle prime immagini della falla che sta causando il disastro ecologico nel golfo del Messico emergerebbe che la perdita di petrolio è 12 volte quella stimata dalle autorità statunitensi. Lo scrive il britannico Guardian, che ha interpellato un esperto della Purdue University. Secondo Steve Werely, che ha utilizzato una tecnica chiamata velocimetria di particelle per immagini, il flusso giornaliero non sarebbe di 5 mila barili di petrolio al giorno ma di una cifra che va dai 56 mila agli 84 mila. Se questa stima fosse confermata sarebbe equivalente a un disastro della Exxon Valdez "ogni quattro giorni". "Nel video si vedono molti vortici che si formano alla fine del condotto, e ho usato un programma informatico per tracciarli e misurare la velocità con cui esce il petrolio - spiega l'esperto - da qui è molto semplice calcolare qual è il flusso, che risulta molto più alto di quello indicato ufficialmente".

Fonte: Ansa
Foto: Apcom

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