venerdì 9 aprile 2010

Dagli anni settanta perso il 37% della biodiversità del pianeta

Dal 1970 al 2000 si è perso il 37% della biodiversità del pianeta e oggi sono a rischio di estinzione 16.118 specie viventi. È quanto emerso da un incontro organizzato dall’Unesco, nell’ambito degli eventi dell’Anno internazionale della Biodiversità. «Secondo alcuni studiosi - ha affermato Aurelio Angelini, presidente del Comitato italiano Unesco per il decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile - siamo di fronte alla "sesta estinzione", in cui le specie stanno scomparendo a un ritmo molto superiore a quello naturale». 

Per invertire la rotta, secondo l’Unesco, è necessario «soddisfare i bisogni dell’attuale generazione, senza compromettere la capacità di carico dell’ambiente», peraltro, secondo gli esperti, già superata. Una proposta potrebbe essere quella di «ridare alla natura la capacità di rispondere - ha aggiunto Carlo Blasi, dell’università La Sapienza di Roma - investendo sui boschi vetusti  facendo in modo che siano presenti più specie di alberi, capaci di rispondere in maniera diversificata ai cambiamenti climatici». 

Occorre intervenire, secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, anche sull’educazione. «Si può educare alla biodiversità - ha detto - nei parchi ma non solo, bisogna farlo anche nelle città per evitare l’effetto 'giardino zoologico'». Al termine dell’incontro è stato siglato un documento congiunto tra l’Unesco e Legambiente, WWF, Ispra, Federparchi, Fao-Erp, in cui si ribadisce la necessità di tutelare la biodiversità del pianeta. 

La biodiversità in tutti i suoi aspetti è infatti un valore inestimabile, la cui protezione è necessaria per garantire la sopravvivenza di tutte le forma di vita presenti sul nostro pianeta, compresa quella umana. L’Italia nell’ambito della Convenzione internazionale sulla Diversità Biologica e degli impegni assunti a livello europeo per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010 è da anni impegnata sullo fronte della salvaguardia di specie ed habitat su tutto il territorio nazionale.

Fonte: La Stampa

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