mercoledì 10 marzo 2010

I Dna delle foreste conservati a Cittaducale

L'archivio del Dna Forestale prevede la raccolta e la conservazione del patrimonio genetico delle specie arboree presenti in una o piu' regioni, integrata con informazioni di tipo biologico, ecologico e molecolare e la messa a disposizione della comunita' scientifica internazionale di dati e aliquote del materiale. In particolare, ogni campione e' corredato da un codice numerico identificativo sia del Dna sia del campione di erbario opportunamente realizzato per costituire una testimonianza tangibile delle caratteristiche morfologiche dell'individuo raccolto. 

I dati vengono inseriti in un sistema informatico, a disposizione anche di altri istituti di ricerca e di altre banche del Dna, ed entro marzo sara' aperto un sito Internet con alcune informazioni disponibili a chiunque. La banca centrale, ospitata nelle strutture dell'Universita' della Tuscia, Dipartimento di tecnologie, ingegneria e scienze dell'Ambiente e delle Foreste (DAF) e' il risultato di una convenzione con il Corpo Forestale dello Stato, in particolare con la scuola del Corpo, e vede la collaborazione di vari attori come il consorzio universitario Sabinas Universitas di Rieti, la fondazione Varrone e la partecipazione dei varie enti locali quali provincia e comune di Rieti, regione Lazio che intervengono periodicamente. 

La Banca centrale del Dna assume un'importanza particolare quest'anno, il 2010, l'anno della biodiversita', ne' va trascurato il suo ruolo di sentinella, per segnalare specie a rischio di estinzione. La banca, al suo secondo anno di attivita', ha inventariato fino ad oggi 1.400 campioni di Dna di una sessantina di specie forestali, raccolte non solo in Italia ma in vari paesi del Mediterraneo e si propone di diventare il punto di riferimento a livello mondiale in questo campo specifico in forza di scambi con altri istituti analoghi sparsi nei cinque continenti.  

Al codice numerico corrispondono su un database una serie di informazioni, una sorta di carta di identita' del vegetale, in quanto esiste "un diritto alla identita' delle piante" spiega ancora Landi. Le informazioni di ogni pianta riguardano la specie (nomenclatura scientifica), provenienza (regione, provincia e localita' di raccolta), descrizione del popolamento, descrizione della stazione (esposizione, regime termico, ecc), coordinate Gps, caratteristiche dendrometriche (volume dei fusti, biomassa legnosa, ecc), foto, data di raccolta e riferimenti identificativi di chi ha raccolto il campione.

Ma i campioni piu' numerosi della banca centrale del Dna Forestale riguardano le querce, tra queste c'e' anche una specie protetta che e' un ibrido naturale ovvero il risultato di un incrocio tra due individui appartenenti a specie diverse: oltre 100 campioni che provengono da ogni parte d'Italia, dal Trentino alla Sicilia.

Via: Adnkronos

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